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Abbiamo la stoffa

le maglie larghe

una crema per le imperfezioni

vorremmo carteggiare la forza

con più forza e malta

per tenere assieme ciò che scinde

per bere ciò che viene a galla

per saldarci nel bulbo della folla

Sarà perché tutto è liso nella noncuranza

tutto, anche l’essere che frusto palpita

nello scomporci e ricomporci

nel saldarci alla rivolta.

Potremmo essere trini o multipli

già da domani, da oggi, da ora

ma ci hanno eradicato il pieno

e il dito ad indicare il sogno,

il privilegio odierno è ringraziare

che qualcuno ci munga fino all’osso

e noi, con tutta pazienza, prosciughiamo anche lo spazio

col nostro sfizio di immaterialità

con la necessità di avvicinarci e respingerci

caracollando nelle braccia di un pagliaio

ma agosto ha ancora braci forti

finché uno psicopatico riderà

finché un bimbo scoppierà una foglia tra le dita

finché una donna, una sola, non si aggiusterà il cavallo con le mani

e l’uomo con la lingua arruolata al disconoscimento

smetterà di sibilare

acquattato nei calcagni di un gendarme.

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Informazioni su Massimiliano Moresco

Ho iniziato a scrivere poesie nel 2012. Prima non avrei sognato mai di dedicarmi a questa forma di espressione, in quanto preferivo altre forme di comunicazione. Tuttavia, come una specie di folgorazione, dopo aver riletto lo Zarathustra di Nietzsche e il libro Rosso di Jung, ho sentito l’esigenza, direi quasi maieutica, di tirare fuori il mondo sottostante alla coscienza. Quel famoso mondo inconscio, irrazionale, magmatico, il quale se non collocato sotto la luce del sole razionale, rischia di possederti.

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