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Mi sarebbe piaciuto essere un poeta, vero intendo
quelli che si ritrovano nei bar a cercare una parola
a cancellare tante volte e riscrivere, non essere
mai soddisfatti; senza mai raggiungere pienamente
l’essenza – che poi cosa sarà.

Mi sarebbe piaciuto essere un poeta, uno dei primi
quando anche il re lo ascoltava, anche il re
mica come oggi che non ti legge nessuno,
che sono tutti qualcosa.

Mi sarebbe piaciuto davvero tanto essere uno dei pochi,
guardare oltre le apparenze, scrivere come
ragione di vita, magari fare una lezione
leggerne un paio la sera, sui tetti
e la parola avrebbe la valenza del denaro,

una vera merce di scambio:
mi sarebbe piaciuto essere un poeta, vero intendo.

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Luigi Finucci

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