Considerazione su testi creativi facenti parte del n. 240 (2013) di “Fermenti”.

         Molto interessanti, nella parte di “Fermenti” 240 dedicata alla narrativa, i racconti Gli asini di Giuseppe Neri, Nancy lo sa di Gemma Forti e La figlia del vicino di letto di Velio Carratoni.          In Gli asini  sembrano essere protagonisti gli asini stessi, come dal titolo; il testo è caratterizzato da realismo ed è ambientato in … Continue reading

Eppure si Disse

Eppure si disse che l’altro ieri fu consona l’estesa riottosa rinuncia ad abbellire A rinvigorire il passo: il felpato silenzio che ci precluse in un gemito al cloroformio   Eppure si disse che d’oggi son solo doli sinceri Lingue amorfe d’attese trascendentali ed ombre estese alle salive senza fontane: senza più apparenza vitrea né radici di gelso al cristallo   … Continue reading

Di Alessia rinascita

Appoggiata al freddo del vento di novembre, rinasce ragazza Alessia, il sentiero per la sera in armonia con l’iridato paesaggio ritrova tolta dalla tenda di cielo oltre le nuvole campito in terrena armonia con il sembiante il senso della vita se non è nuotando esistere: immagina angeli e aerei Alessia ragazza tersi Mediterranei oltre la conchigna a simbolo pervasa nel … Continue reading

La signora in nero

Io seduco da incantatrice di serpenti annidati nell’anima dispensando ebbrezze di locuzioni devastanti e deliri di onnipotenza in vasi di Pandora io seduco col nettare sanguigno di vittorie meschine alla testa di una carovana di angeli sfarfallanti ubriachi dentro ali di pipistrello troppo grandi io seduco fra i giardini avvizziti di un’oscurità latente inventando esotismi dal profumo accattivante piante carnivore … Continue reading

da “Terra bruciata di mezzo (fra Vespero e Lucifero)” – Matisklo Edizioni 2013

Fingi d’incarnare le mie perifrasi, scritte o barbugliate, nel tema che questo prato sia un vero prato; le tue dita vera carne ossa e sangue, se ancora c’è del sangue da offrire per fare rossa la notte. Mi zittisci affondando la lingua alle mie smanie, rassicurata dalla mancanza di un minimo segno d’affezione; per quanto mi tocchi udire le sirene … Continue reading

#Il Posto Delle Cose (per Amore dell’acqua)#

[Ognuno era sé stesso ed entrambi una cosa sola  – tecnica mista – 2012  Quando le anime s’innamorano viaggiano insieme all’infinito.] di Luciana Luzi   Ogni cosa dovrebbe starsene al suo posto. Incastrarsi non è combaciare ricordalo. Tu ad esempio non dovresti stare lì, ci sono vuoti tra te e il resto, e passano gli spifferi e gelano i bordi, … Continue reading

Dammi un nome

Alitando controvento m’involo su pedane di cromatismi spuri viatico il seppia scuoto al vento gli schizzi di colore mentre scricchiolo sotto il peso delle nubi e nel sonno embrionale  ritorno pioggia allo sgravarsi delle ciglia forse il parto di quell’ unica onda repressa che non ha mai raggiunto l’abbraccio della riva

da “Canzoni di cortese villania”

Che stridio lou mar sopra i coppi azzurri del mondo! Puoi sentirlo lacerarsi tra i bracci negriti dei candelabri appicciati per un tardo rimedio al gelo che arde i rosai nelle forre. Cavalli di sale svelti a disfarsi frangono a mucchi sbattendo sui glabri canneti temprati da anni di tedio. Ti griderei Amore nel bel mezzo di questa guerra d’idiozie globali, te l’offrirei in … Continue reading

Nominare

Siamo usciti in questo agosto mitigato da lontane perturbazioni, in attesa di altre epifanie o lunazioni si sono aperti alcuni negozi della città come luoghi di culto o claustrali mentre bevevamo un thè freddo per i nostri corpi. Un altro agosto è come un rifugio che si ripete feriale per dormire, toccare la morte con mano, se tu ti avvicini … Continue reading

Stanza

Quella del telefono pare un labirinto di parole, e scende il soffitto in un soffio ricordando il letto dell’amore che riappare. Ma c’è sempre stato con la spalliera verdina, che ha assorbito anche il filo di preghiere e le grida dei bimbi dal giardino, gioia da registrare come la forma della mattina.

Succube

Succube di un mostro. Così navigo, Aperto alle nuove licenze Ai ritrovi maldestri, di me che ancora soffro d’ossute pretese verso lati migliori Che poi non scorrono mai il senso.   L’oraria ordinaria follia in cui non coincido   Mentre un giorno, forse ancora chissà Cadrà la presa di questo male che mi percuote Cadrà il ferreo negare di passi … Continue reading

da “Canzoni di cortese villania” – Puntoacapo Edizioni, 2008

      Tralucono le diatomee da un secchio di talasso balcano che stornato all’albedine come tu volevi sloggia la bòzzima dal tuo cambrì. Urlacchiano albanelle a fil d’orecchio per affermare che molto è apprezzato il tuo nulla da dire se i primevi ricordi s’immischiano a mezzodì con l’ebrietà che sturba le criniere tue d’alga ravvolte a quegli arcolai simili … Continue reading

Seni Feriti [contro la violenza alle donne]

Mi alzo sfioro i tuoi seni feriti la finestra non mi da respiro, guardo fuori e accompagno i tuoi gesti entro dentro di te l’abbraccio della tua anima mi fa scomparire spaesato sospinto da gelidi sospiri leccando la vita che mi passa accanto in un schermo piatto e tremo tra sigarette spente. Condotto nella stanza di specchi e farfalle tu … Continue reading