Favole

  Immagine di © Christopher McKenney Mi chiedi a volte un sospiro sopito. La maschera ritorta che mi calza come guanto Ma, fosse l’altrui volontà a ribadire sui miei specchi: [non scoveresti oppidi né un baleno di quel cielo che m’opprime] Lo strumento spuntato che verghi tra le mani s’accosta diligente sì; ma non si mischia e pur d’amore non gabella … Continue reading

da “Terra bruciata di mezzo (fra Vespero e Lucifero)” – Matisklo Edizioni, 2013

Affitterò nei prossimi tempi la mia ubriachezza spogliandomi dei residui di quella divinità che tentavo di spacciarti per vera prima di lasciarti andare nel letto che non riesci a odiare pure avvertendo la presenza del malanno nei vestiti sparsi a rammendi e tinte sbavate. E ci sfibriamo all’aperto, infine, scorriamo l’ora meno mortale e ritroviamo volti e materia come lasciati, … Continue reading

I TEMPI DEL CORALLO[tratta da l’Ultimo Uomo]

Erano i tempi del corallo dove il mare rappresentava la speranza. Stare seduti a pensare aveva un significato, le stelle non erano nascoste  e l’uomo fantasticava sugli Dei trasformandoli in elementi, come terra nelle sue mani. Questa sensazione risiede in ognuno di noi, scorre nella solitudine: in quegli attimi essere uomo cancella dalla mente le costrizioni, solo libertà accompagnano il … Continue reading

L’eco della Parola

  Immagine di © Nadja Jovanovic E’ di ossa Il tramonto delle idee Rotolano viscide, ancora di carne rappresa come stilistiche bordure cancerose. Sentenziare sulle parole, fu facile un tempo come scivolare oggi in un bicchiere di vino sorseggiando l’amaro del calice inopportuno Ma mi chiedo, se tanto di vetri taglienti Che s’ odono! tra sterpi e ‘dissipaglie’ varie Se codesti, … Continue reading

Rewind

Quando mi hai lasciata mi sono uccisa. Non ci ho pensato molto: era l’unica cosa che potevo fare e a sopportare quel dolore non ci resistevo più neanche un secondo. Sono passata sotto la sbarra chiusa del passaggio a livello come l’ultimo dei soldati della parata passa sotto l’arco di trionfo, quando nessuno mi guardava più, senza che a nessuno … Continue reading

Baci di dama

Ridi pure, guarda altrove: tanto non pungolo, sono asintomatica.   Sconfessami la deviazione del setto le apostasie continue, gli allunaggi.   E gli sguardi rauchi, dalla tromba delle scale a quel viluppo di sottane ancorate alla ringhiera: lo potrei districare con i denti, se volessi.   Ridi pure, guarda altrove: tanto ho le labbra bianche e non mordo.  

Ti riconosco

  Eccoti, abbandono: squilibrio incipiente al nervo, bitonale.   Aggrappato alla saliva per non farti vomitare, pietra su cui affilare l’ennesima costola disarmata.   E ancora una volta brindiamo alla carne rosicchiata del fianco, alle mie gengive scoperte e sanguinanti.   All’incoerente sinestesia di quelle fragole che hanno già perduto il mio sapore.

Vietato

per fumare diventiamo ombre legate all’asfalto sodali coi muri a guardarci le mani di fretta masticando veloci un pensiero che respira soltanto nel deserto di un vicolo dove il vizio è accolto da sempre nello stretto di poche luci presto spente

Alessia e il campo animato

Sera legata alla precedente che non torna. Un canto, una donna, una città. Sorride ragazza Alessia al colmo della grazia. Il jet nel silenzio del cielo la scia che rimane impressa nel giro di vite della nebbia. Il sogno più bello maturato a giugno e ora daragazza alessia trascritto con incerta grafia, il reading, le cose nuove nel campo animato … Continue reading

Prison

  Immagine di © Valeria Dalmon Sveglia! Spalanca bene il resto che trascuri Poiché il cranio ha torto sullo sfinito viaggio. Le fiere intolleranti, hanno già trovato l’armonia e noi, si resta immobili come sassi sul panorama. In verità può risuonare più nobile un ratto nella voliera, [mentre squittisce canini e muso contro le sbarre] che la dissacrante concomitanza di comodi … Continue reading

da “Terra bruciata di mezzo (fra Vespero e Lucifero)” – Matisklo Edizioni, 2013

Ciliegio seccagno esposto al vento primaticcio; gleba di loglio che tutto tracanna senza saziarsi senza pacarsi. Non c’è ardore siffatto su nessuna altra brughiera, su nessun’altra pampa pur bruciante di fuochi smodati. Non c’è in nessuna tundra una cecagna altrettanto in tumulto; morsura che svelle e sconquassa, impeto di un rogo inarrivabile sogno che investe con le sue tempeste, miracolo … Continue reading

Zeta

Il tormento. I respiri. Ombre, si rincorrono, si strappano da terra a vicenda, non esistono. Scendo-cado-affogo, non mi salvo. Le campane rintoccano senza ritmo, strillano orgasmi agli dei. La terra trema, uno sputo sparato fuori da una bocca rotta, un respiro interrotto a metà da una pallottola di plastica. Nous aurons nos moments, ma chérie. La televisione sarà accesa tra … Continue reading

Lascito

  Immagine di © Francesco Albano  A te che forse un giorno leggerai Lascio l’infinito spazio tra due righe l’inconcludente balzo nell’universo bianco.   Il mostro, che oggi temo Spazio e fatica e disamore lascio     Il non costruito presumo, quell’immobile derisione di un cucito passo al suolo.   Lascio, lo squallore personale di un mondo sfortunato, deragliato nell’inchiostro   … Continue reading