Sul Culo Unto della Città (di Folco A. Lasdo)

Insomma si era trovato questo lavoretto facile facile. Una volta ogni quindici giorni andava a trovare quel tale di buona famiglia che s’era invaghito di lui. A certi ricchi piacciono i balordi. Li disprezzano ma ne sono attratti. Si invischiano nei bassifondi con le loro scarpette di vitello e timidamente allungano un dito per sfiorare vecchie cicatrici. E lui aveva … Continue reading

Gli Gnocchi (di Ivano Ferrari)

L’anziano che modella sul tagliere il monticello di patate schiacciate ha una faccia del sud panata nella barba bianca. Il bambino lo guarda dall’altra parte del tavolo con il mento in bilico sui pugni impilati. Ha delle belle storie da raccontare il nonno. Storie della guerra e di quando era prigioniero degli inglesi in Australia. Il bambino non si muoverebbe … Continue reading

HitMan Greg (di redent Enzo Lomanno)

Proprio non capiva, il qui possente Greg inzuppato fino al midollo, di acqua bollente e turchese. Non comprendeva. Eppure il tutto si svolgeva come di norma: musica suffusa, luci leggermente oscurate… acqua bollente. Era esattamente il momento classico del dopo lavoro. Il flusso caliente sulla pelle, scivolava velocemente dalla nuca e dai capelli cortissimi, per appoggiarsi dolcemente ed in gocce … Continue reading

Canto Ateo

  Immagine di © Boo Saville premute le pupille presteremo un soldo al vuoto In volubili diserzioni a sfondi ipnotici giacché ancora bramo, il silenzio rituale e come bronzo ancora a meditare – sull’eventualità che ogni minuta incongruenza prescinda dal declivio inopportuno di qualcosa che si nasconde a questa vista e che si erge come movenza d’idolatria e Santa verità [sì… … Continue reading

Alfio (di Arturo Riso)

Il rientro a casa dopo una giornata di noioso lavoro era da sempre considerato da Alfio il momento più bello e più atteso, non solo perché ritrovava la sua famiglia formata naturalmente da se stesso, da una dolce moglie casalinga e da una graziosa e affettuosa figlioletta, ma perché pregustava l’attesa di una succulenta cena che si preannunciava, come ogni … Continue reading

Il demone e la musa (di Donatella D’Angelo)

Sei sola, infine. Sono passati parecchi anni dall’ultima volta che sei rimasta sola, pensi, mentre frughi nel profondo della memoria alla ricerca di un particolare che ti possa confermare quel pensiero. Non che la memoria sia mai stato il tuo forte. Riesci con lucida concentrazione, ad andare indietro nel tempo fino ai tuoi diciassette anni senza però trovare alcun dettaglio … Continue reading

Cattivi Maestri (di Ivano Ferrari)

Ricordo quando ti sei lasciata baciare. L’attimo esatto in cui sono stato certo che stesse succedendo davvero. Ancora qualche istante ho lasciato durasse, per fugare ogni dubbio, e poi avessi potuto t’avrei fatta scomparire e insieme a te tutti, in quella sala, per poter stare da solo a tenermi nello stomaco quel calore di gioia perfetta. Mi ha confortato per … Continue reading

Alessia sul bordo della rosa

Alessia rosavestita in limine con la vita. Il fiume nel suo letto d’argento calmo score in fredde acque di marzo se esatta primavera raggiunge il cielo lo sguardo a collimae dove era già stata con Giovanni ragazza Alessia (tanto non mi lascia) nella primavera più bella ai lieti colli dell’amore nellla radura dove Dio non ha la calcolatrice e gioca … Continue reading

Ancora

La notte dell’insormontabile è venuta alla fonte alle quattro quando ero una vitella da latte e tutto lasciava segni viola sulle mie carni bianche riverse, s’è seduta sul mio petto ha inoculato pandemonio e rimpianto ha rimpicciolito me ingigantito gli aguzzini di latta appostati nelle ghiandole ai lati del collo e ne ha fatto legioni invincibili. Poi ha voltato la … Continue reading

Filari

Abbiamo steso filari stregua dirompente d’adagiati plessi bruniti E abbiamo ancora tempo ha detto dopo il saggio per fiorire come un melo sugli orizzonti della gloria Ma, Rincorressimo il giusto avanzeremmo qualche idea e forse, non saremmo qui ancora ad orbitare sopra filari sgualciti “tesi tesi tesi e rotti come corde aguzze” L’altra mattina nonna Teresa ha steso il bucato, … Continue reading

Alessia e la rugiada

Primevo mattino azzurro di ragazza Alessia a entrare nel giardino con l’anima e le cellule: sfiora il verde gemmante da rugiada  bagnato con le lune affilate delle mani. Una margherita coglie (m’ama non m’ama) A perdifiato di grano il campo a intessersi con il giorno (campo d’amore profano) Rugiada fresca entra il Alessia come una benedizione e Dio non ha … Continue reading

Fra me e me

È un discorso rappreso nella tazza come la panna del latte quello che rimescola in cerchio ammalando un bordo Pulirò le gocce dal tavolo leccherò le briciole zuppe dei biscotti ma -santo cielo- sarà così liberante scucchiaiare verso l’alto un po’ di vero

VOLUME

54   Narrami o capsula del tempo isterico, dei primati tecnologizzati e piegati in scoliosi, al credito di monolitici offertati nelle quotidiane processioni verso un nulla a prezzo fisso. Concedimi inoltre di esternarmi dal regolamento etico, dagli affoganti civilizzati e da tutti coloro che aspirano il puzzo del monotematico.     72   Le mani artigliate alla frontiera nevrotica, strappandomi … Continue reading

L’altra parte

Successi letterari sbattuti in prima pagina, telegiornali verità, poltrone comode nella sala d’attesa del dentista, pubblicità oneste, armi di creazione di massa, comunità, umiltà, associazioni, pensieri rispettati, mani in tasca, bicchieri sempre pieni, pannocchie gratis nei campi senza che il contadino s’incazzi, acqua pulita, la coca ad uso esclusivo degli indios, la morte veloce e indolore. L’altra parte, aspetta di … Continue reading

Tanto può Bastare

  Non complichiamoci di più abbiamo già strisciato a sufficienza Ché poi sembra apparirmi strana questa pressione Le dita poggiate dove non vede il cielo e noi parassiti a smuccicare sullo scroto ruvido dell’avvenire Cazzo! Il mondo muore e sbava come bocche giù a Pompe_i E stiamo qui a inveire sul futuro, come piattole che succhiano grammi d’oracoli all’ikea [incubi … Continue reading

L’invenzione della pioggia

Potrei impiegare meglio il tempo mentre fumo e l’aria si rallenta inventare qualcosa di nuovo magari un nuovo corso di lacrime per gli occhi un progetto di ricordi tumidi da impacchettare o mettere dentro un bicchiere. Ci vogliono otto nuvole di gesso per una ceneriera, l’eco d’un tamburo in caduta e occhi muti che fingono soffitti; un boato di avvoltoi … Continue reading