Il treno a due ruote

  Ho un’ora d’aria e la userò tutta fra l’ululato del soffitto e i latrati dei cani deglutisco a strascico la notte quasi fosse acqua in una rete per pesci portandomi all’inferno il sangue dei perdenti e di tutte le falene bruciacchiate dentro ai neon sperduta a formicolare sul nudo materasso come ipnotizzata dallo scricchiolio delle molle come un’edera bulimica … Continue reading

sangue in debito (di Maria Desiderio)

  http://caosinblu.blogspot.it/   Schiacciati da un cielo di plastica si arrendono….             corpi svuotati da aspettative attese             tese in orizzonti privati…. Ci siamo dipinti le dita color blu carcere per confondere le impronte sentieri confusi su vetri appannati scendendo eserciti di scalini vuoti in attesa di lamiere affollate in … Continue reading

senza titolo n.17

un arcolaio di parole abbiamo: e un sudore nel legno: un fiato meccanico a spostarci indietro, in alto un sogno da combinare.Siamo nel mezzo:nel fianco dello specchio scoperto all’incontrariodentro una quinta astraleLa vita che ricama uccelli in un lenzuolo un cielo d’acqua e un bere a piene mani e tu che pieghi pagine del tempo e parli parli saltando la punteggiaturae mi leggi … Continue reading

Diacronico

Voglio solo impazzire in pace, odio troppo i miei stati canaglia per compilare l’elenco completo di tutte le buone azioni fatte. Il mio bravo bambino interiore spesso è convinto sia giusto lucidare gli schizzi di sangue ammassati sotto il tappeto della coscienza. Intendo arenare il cranio sulla mappa del mio disagio e dopo sbattere la testa sul sipario, che non … Continue reading

Alla mia “anima”

I tuoi occhi così gocciolanti così sussurranti così splendenti, sono guglie di chiese che si stagliano nei cieli accesi. . I tuoi occhi che sanno di neve quando scende delicata su obliati mondi. I tuoi occhi dove mi specchio a contemplare il mio tempio dove un anima senza cittadinanza onoraria -soffio nei miei pensieri- vola apolide nell’iride. Ed io, in … Continue reading

Come quelle foglie

Lo sguardo testardo apposto sul limite d’un fiore e tante braccia, per avvolgere ciò che conservavo negli occhi Un solo fiato, ancora prese posto nella buia dimora dei miei giorni [Restami qui a fianco]. È di questo pensai con dolo nel cuore dopo Quando netta la bruma sollevò ogni sipario di rara solitudine E Quale frase, quale oscenità! quali labbra … Continue reading

L’ultimo pianto di Ur (di Hasan Atiya Al Nassar)

http://www.deapress.com/culture/letteratura/14774-chi-e-hasan-atiya-al-nassar.html   (da Il labirinto) Mi è sembrata la terra dei Sumeri spogliata dei suoi fiumi, nuda. Mi ha avvicinato la terra d’Iraq, tradita, già vogliosa di fiori seminati dai propri cari. Ho udito le tenebre che difendono i miei morti, nel mio sangue. Danza e canti all’alba, per un addio eterno, per addormentare il mio sogno, cresce e muore il … Continue reading

Dossi

  Fossi di respiro internazionale farei un fosso germinativo, purché radici rapate a zero avvolgano le zampate sul mio complesso.   Sono riduzioni a prezzo speciale i motivi che ho dipinto sul volto anche se sassi e dossi (stesi sul placido meriggio) ridono come mattine nel bosco.   Sosterrei l’antico ululato che mi calza a pennello quando stimola la carotide … Continue reading

Umori

Potrei finanche credere che il cielo non esiste non fosse quell’insidia rumorosa dei corsivi al mattino quel morire distratto delle nuvole scrivo in un coro di vetrole bellezze del mondo e non le intendocorpi di altre letterequesta manìa a colmare vertigini è un giocare al voloun disperarsi ridendo

ESONERATEMI DALLE PAROLE

Esoneratemi dalle parole che ne ho la bocca guasta e un cerchio alla testa come di sbronza e dacché ho aperto gli occhi giuro chino su questa conca che mai più berrò di quei liquori infìdi. Esoneratemi dalle parole che ne ho lo stomaco greve stracche le palpebre piene le tasche dell’orror del vacuo del ciangottare esoneratemi ma neanche lasciatemi … Continue reading

Degrado

Occhi ripidi ad osannare il cielo nel nostro degradato marketing che svanisce nel ridicolo.   Sì, lo voglio ribadire! sono grondato l’altra sera come Belgrado anni ’90, eppure ‘cca nisciuno è fess nelle fessure del pantano che ci siamo creati.   Rapirei la bora che si infrange nei capelli ma ho bisogno di un astice nelle branchie interne, per ricordare … Continue reading

Male impiegato (di Cateno Tempio)

  http://www.catenotempio.eu/   Libero Cristo tuffare la vita nel blu delle foreste, primigenio, ancestrale, gli occhi ferini, il petto bruciato dal sole. Libero ingenuo l’ebbrezza dell’acqua smeraldina del ruscello, campanula ridente, ragazzina sinuosa tra gli zaffiri e i topazi dei ciottoli luccicanti, baciata dalla brina rosata dell’aurora. Scopami, scopami ancora. Non ho voglia, non ho la minima voglia. Guardare alla … Continue reading

CANTO DEL CORPO DELL’AMATA (che si muta)

I tuoi piedi non hanno la freschezza imberbe di tacchinelle tese. Non rispondono all’estetica ovvia del nuovo, dell’immacolato, dell’intonso. Mostrano invece la loro trama di tendini e vene, solcati sul dorso e rilevati come plastici, atlanti geografici, schinieri che mostrano le scalfitture dei colpi parati e di sotto l’intrico delle tracce di tutte le strade che hai percorso a piedi. … Continue reading

La persuasione e la rettorica

per esempio uno dice, domanidomani andrò domani faròdomani incontreròse avrò buoni propositidomani, forse, invecchieròe cosi aspetta sera che neanche ha capito e gli dico tu non hai un cielo e non hai un sogno tu resisti al cielo e ai sogni e non hai foglie da far brillare perché tu neanche esisti non esistono le tue mani che non scrivono e … Continue reading