Viaggi

    A quest’ora si smontano i nomi restano corpi simboli a girare nel cielo guado d’agosto si compiono i piedi di sbarchi lunatici a girarequesti orrori d’acqua fotograficali ho visti galleggiare morti su uno schermouomini pesci aggregati neri invisibiliammutolire conchiglieSe andare fosse questo tenersisu un piede del mondorestare quel poco a morire intattiscoprirsi fiore all’imbocco d’AfricaIo me lo vedo così questo marechiodo nell’occhio arrugginitosotto un … Continue reading

Ho visto?

Ho visto strade allungarsi come rami ombreggianti sul cammino. Ho visto pon pon agitati dagli sbirri, farneticare come majorette col naso rosso, rosso da clown. Ho visto macchine col ghigno da squalo nel muso smarmittare per ricalcare le gesta di eros, figlio di Zefiro ed Eris. Ho visto il cuore pulsare ancora, ancora e ancora, una lastra lacustre che balza … Continue reading

Capobranco

Adesso caro spiegami in che modo potrei esprimerti totale devozione Forse dovrei sbavarti sulle scarpe o rendere la cosa ancora piu’ appagante emotivamente pisciandomi addosso al cospetto della tua meravigliosa luce E poi balbettare e farti riverenze Oppure animalescamente offrire la gola alla tua clemenza come fossimo lupi Ma mi limitero’ a mandarti affanculo

non uso parole o espressioni a caso (2003)

  un uomo che uscito per andare a comprare il giornale la domenica mattina e trovatosi solo di fronte a un Pit Bull cerchi di scappare, è perduto per quanto vicina sia la soglia di casa. un uomo che avvolto nelle calme acque piatte dei Caraibi si trovi solo di fronte a un Barracuda e cerchi di scappare, è perduto … Continue reading

Vocabolario psicologico di un sedicenne con troppi libri e film alle spalle

Misantropia [mi-san-tro-pì-a] s.f. 1 psicol. Sentimento e atteggiamento di avversione nei confronti degli altri, caratterizzato dall’ostinato (e talora morboso) rifiuto di rapporti sociali e dalla ricerca di solitudine: essere affetto da m. 2 Mancanza di socievolezza e di cordialità SIN scontrosità: cupa m. • sec. XVII Mi additano come misantropo convinto. Mi additano pensando che uno se ne nasca con … Continue reading

Mattina

Non coincido abbastanza. non di lato dove cominciano le parole. vengo dal sottobosco. dalle pianure vengo. dalle città. sotto la pianta lettera un cuore vivo di rame. vivo sotto la lingua. in guerra e in pace parole d’acqua bevo l’ombra che si rinnova. l’ambra e la pioggia. nel cavo dell’occhio ho un melograno per una pièce di mosche e canto. … Continue reading

Opponibile 2.0

Ho giurato aprendo la finestra stamani! Al mondo lascio la bocca aperta dall’arsura Lascio Il ferro; l’industria meccano quantica del pollice opponibile Il logoro frusciare delle pagine nel volto contro vento Lascio La tachicardica frenesia delle vene pulsanti sale e miniere polmonari e braccia rotte e gambe sfitte e arterie zeppe lascio, un buco sul braccio e un tappo nel … Continue reading

Di quei giorni in cui mi sento asocial

Prego il sesto angelo, quello con la bocca piena di gramigna prego perché ho finito di rosicchiarmi le unghie e ora mi svendo con la carne marcia, le stoffe le tristezze assordanti, i raccordi per tubi il tanfo dei tannini per tirare avanti ancora un altro giorno sai, dicono che per qualche spicciolo ti sgozzo pure la cartomante insieme ai … Continue reading

weltanschauung

Forse l’unico modo perfetto per funzionare correttamente è diventare marinai ed abituare l’occhio ad osservare superfici solide. Infatti il disaccordo riannoda il filo conduttore col fragore di un sorriso che si getta nella mischia. Eppure sono sicuro d’esserci Anche se talvolta ancora plano con l’ancora gettata nel settore dove s’elargiscono i primi sfratti. Ma un’anima sopravvive con il patrocinio del … Continue reading

FISIOLOGIA DELLA POESIA (genesi del canto e cenni di assistenza al parto)

A volte il canto nasce tra le gambe. Come una smania violacea, un’urgenza, un struggimento, un’impellenza, una fame, un bisogno che sfida la materia e si pretende capace di evocarla con la forza sola e tremenda del proprio desiderio. Ed è un canto roco e sperduto, irrevocabile, prolungato e inquieto come le urla bambine dei felini in calore nel cortile, … Continue reading

Su “Un divorzio tardivo” di A. Yehoshua (di Giovanni Perri)

  Identità e conflitto. Il destino di un uomo e di una terra sono spesso legati a questo doppio filo. Filo d’amore e di memoria; di rabbia e delusione; di passione che ferisce e insieme lenisce. Con questi ingredienti si possono tracciare meravigliosi drammi; storie che non vanno a capo perché non hanno soluzione o ce l’hanno solo apparentemente. Come … Continue reading

Branco

“Sparigliai gli occhi come semi infuocati nei solchi del dovere. S’ ammutolirono all’istante giovani, capelli bianchi, protoumani.” Un branco sfida l’escluso, recluso, nel suo petto. È un cuore che piove spesso ma presto schiarisce. Un branco è un passato che fiorisce da labbra di rabbia. Il branco liscia il pelo odora la fedeltà tasta la disponibilità e poi rammenda il … Continue reading

BUDDHA STEREOFONICO

Sta cominciando, la mia chitarra suona dolcemente, oh, sta cominciando. Sei seduta, aspetti che ti racconti la mia storia, ma la musica freme, io e te lo abbiamo ucciso, abbiamo ucciso, nostro padre se ne sta morto con la cravatta verde del novantatré, quando tu neanche eri nata, la bava alla bocca del soffitto(il nostro soffitto ha sempre sbraitato), adesso … Continue reading

Io e la mia ombra

Fummo silenzi ostili e tu su me, ombra avvinghiata, armatura sventrata per poco avvolgesti i miei canti. Fosti un corno che fiutava l’aria ed ogni fiato seminava furia dov’io mangiai di sbieco la valvola della tua anima svuotata. Lasciasti belle ferite però, illuminate come quelle pulsazioni in grado d’alimentare l’ostracismo verso noi stessi. Mai facesti sapere il motivo per cui … Continue reading

Su “Cecità” di José Saramago (di Giovanni Perri)

  Accade che a un certo punto un uomo perde la vista. E accade così all’improvviso, (mentre è fermo al semaforo con la sua auto) che neanche riesce a capire se sia vera quella schermata bianca che gli allaga davanti agli occhi e che somiglia piuttosto a un’immersione in un mare di latte. E ci crede poco anche il lettore, … Continue reading