Amsterdam

Si lancia il lazzo nella compilazione di liste atte alla frantumazione. Siamo qui, a quattro zampe, ruvidi, barbe incolte della disciplina ad esporre vetrine e simpatia in questa Amsterdam di puttane e allori. Ci riveriamo, “oh ma quanto è bello il tuo cesello” ma i denti sono tutti canini, sguardi assiepati come cecchini, gli occhi tinteggiati di blu, i recinti … Continue reading

Ricco di niente

“La vita è una farsa dove tutti abbiamo una parte.” Arthur Rimbaud    Immerso nelle oscurità cullato dalle tenebre il pensiero dilaga traboccano le verità un liquido nero cola dal bicchiere. i miei occhi iniettati d’amarezza. Brucerei ogni cosa, ogni pagina, ogni pensiero i miei occhi sono stanchi. Sfinite voglie di profonde apnee interminabili discorsi con l’altro me stesso, un … Continue reading

(di A.30)

      http://mep.netsons.org/beta/category/autori/a30     all’improvviso nella tazzina vuotata dal caffè ritrovo per un istante l’odore indimenticato della tua fica.   com’ è successo non lo so spiegare forse per quel principio narrato da Proust? forse mi hai sconvolto così tanto da apparire, miraggio dovunque sia impossibile.   c’ è chi giura di aver visto Dio o i suoi … Continue reading

Ci arrangeremo anche con gli errori

Quasi morti, come ora, sbattendo le scapole, ma con le zampe palmate devote al suolo. Quel fiume nero attraversa in fila indiana il rettangolo grigio, invade la patria dei nostri picnic, allaga la nostra tana. Quando la Sierra Nevada sarà spiaggia, le nostre unghie saranno fossili, dovremo allora cambiare finalmente tutti i nomi delle nostre nazioni. Quindi sfrutteremo le mani … Continue reading

Ti confesso che non è stato semplice

Ti confesso che non è stato semplice calcare il mondo senza radici né entrare silenziosa nelle case e scivolare oltre le porte chiedere il permesso e ringraziare e poi uscire come se niente fosse. Ti confesso che tutto quel trambusto ancora non l’ho compreso e mi domando ancora ingenuamente cosa sia questo movimento interno che squassa l’anima e la carne … Continue reading

La terra non è mai fredda

Conosco un modo per dimenticare le erbacce   e le acque sante che le innaffiano; il mio monatto pietisce meglio da ubriaco, e mi tappezza i monconi   con un pezzo di giornale. Il pane caldo, da tempo ha perso il suo profumo; il carpe diem assiderante   partorisce in piedi, tra la cancrena ancora fresca dei rosai. Ora, ventre … Continue reading

Rotten Meat

Il tuo corpo non è poesia. Lo slancio del petto le gambe flessuose non sono poesia Ti confermi fibrosità, caposaldo d’appendici e tremula verbosità Ma non sei poesia Non un accenno ad essa mentre scuoti la pelle che ti socchiude E trasudi ed emergi in carne che finge Nascosta a quel taglio che brama ed ottiene No non sei poesia … Continue reading

A GRANDE RICHIESTA

Cazzo. Fica. Culo. Guarda, guarda. Eccoli che si avvicinano. Vaffanculo. Merda. Fottiti. Hai capito! Guarda quanti sono! E come drizzano le orecchie! Pazzesco come tira ‘sta roba. Come il pane tira. Come un pelo di fica (senti come vado forte). Troia. Pompinara. Stronza succhiacazzi. Frocio. Buongiorno a lei! Come dice, scusi? Sono volgare? La disturba? No? Meglio così. E come … Continue reading

Ombretto e cenere (di Hasan Atiya Al Nassar)

    http://www.deapress.com/culture/letteratura/14774-edizioni-dea-hasan-atiya-al-nassar.html   (da Il labirinto)     Il filo argentato ha superato l’età nella testa. Ha portato città, fiumi, villaggi, acque secche. Dormono sotto la testa.   E tutto è così tra le città belle e le città distrutte   Ho sognato per esser patria tua e mia, ma tu hai trovato città senza terra, piantagioni senza contadino. Ma … Continue reading

Consapevoli

Di questa selva che a tutti fa paura ho memoria di vento e di fogliame La loro voce che ormai conosco si districa tra noi distese fronde Strattonando chi è convinto e chi ancora al mondo sta Si avvedesse quella ressa che addossa peso su di noi che ancora siamo qui posati in un cantuccio nel silenzio ad ascoltare le … Continue reading

Setole

Sei sulla soglia sempre lì dentro un film che ti sussurri nella cavità orale per suonare l’inno alla vita che non esiste se non vibrando o sbattendo forte contro un muro. Vorrei toccarti le setole certe volte che dormi lì accanto alla pioggia per sentire l’organza che diventa creta aggiungerei fiato al feto che ti vive dentro.

Prodigo figlio (di Cateno Tempio)

  http://www.catenotempio.eu/   In questi luoghi che non so se amare voglio lasciarci due penne, tre vite malspese e fiumi d’inchiostro simpatico. Poi me ne andrò a rifarmi il pelo, quattro vezzi da filibustiere, pose da bellimbusto e scaltre mani traffichine per il mondo. Poi me ne andrò, sbiadita copia di un poeta vagabondo, per strade rattrappite che non so. … Continue reading