Senza volti

“Senta, la ringrazio anticipatamente per il suo interesse ma vorrei solamente estrarre l’agente che rigurgita blatte”. Uomini che di sangue allattate occhi per allevare pargoli col cuore d’agave, siate l’esodo verso il confine dove la fune è lesta. E che perdiate l’equilibrio se smarrimento vi assale. Forse l’ignoto ci vedrà rotolare senza perché, ragione alcuna premessa ma ci ha permesso … Continue reading

Senza titolo

Le ore sono dunque poligoni, tempi e giorni di quelle forme anche fallaci, sostituibili dall’esattezza dei raggi solari sui grigiori cancerosi dei collettivi. Oppure il sagomare di un’idea del ‘noi’ tra i laghi più puri del cosmo e i verdi del fresco gagliardo quando i pavoni, presi a ruspare in perfetto orario, attraggono umidità in giostre di rifrazioni. Forse i … Continue reading

Canto d’ultimo laureato errante in città (di Ludovica Lanini)

                https://www.facebook.com/ludovica.lanini http://romerevolutionarypoetsbrigade.blogspot.it/     Il tanfo da sbratto del guano di storno -prototipico d’un giorno di pioggia- ti attanaglia la gola ti occlude il respiro mentre avanzi a tentoni nel pantano noto tuo iracheno di materna città .   L’agonia glicemica del traffico a fatica ti accompagna complice affiancandoti il cammino cullandoti … Continue reading

Ehi! Almeno scalpita

C’è qualcosa che nidifica al di là della comprensione che germina sopra la volontà e tu, che vuoi misurarmi la diffidenza non diventi più l’utilizzatore ma udito per uditori, vista per soccorritori, asola per scorrere. Ma cosa si torce nella quiete Se non sei lanterna nella lucentezza polso, clavicola, anima, o nefandezza che offre una definizione al vuoto che ci … Continue reading

C’era la nebbia

  Probabilmente avevi le mani troppo sporche di cioccolata   per accorgerti delle mandorle che fiorivano sui gusci; probabilmente   avevi primavere violente, fra lo smalto sbeccato dei vasi e la ruggine sulle siepi di cipresso. Ormai   carne e petali di gerbere hanno confuso gli odori: e chissà se ancora   ti chiedi perché i lecci sonnecchiano all’ombra dei … Continue reading

Nemesi

Non sapremo mai come sarà il ciarlare, quando ciondoleremo sul pendolo e col sangue propizieremo la nemesi. Non sapremo scaraventare la vicinanza che grugnisce al di là del fiato, del succo brumoso, della cellula che costringe nel cortocircuito dell’esistenza. Sapremo cosa sarà la sete il mare, l’onda sorgiva che divarica lo sterminio del senso. Lo sapremo eppure, brucheremo l’inadeguatezza fino … Continue reading

SOLI AL TRAMONTO

Verso strade lontane poggio le speranze, splendono verso terre che non conosco. Solo una perseveranza incorruttibile mi fa continuare tra sentieri scuri e spiragli di bellezza assisto alla mia rinascita; ora il mondo appare soave occhi lucidi di felicità verso cose che ho [verso persone che ho sempre avuto] sorridendo ai miei Soli, seduto sul monte ad ammirare il tramonto.

Mappamondo

non quando passo da un capo all’altro del mondo col dito indicando la città dove starei vivendo o morendo a caso, se per caso vivessi come un cieco, in piogge lontane giochi infantili che mi porto dietro queste luci negli occhi come stelle a girare nel tempo quando avvengo nell’attimo esatto d’un piacere nuovo, quasi felice che esista davvero un … Continue reading

Umanità

Ho ben poco da offrire a questa moltitudine di pance arcuate. Si è protesi all’incremento del gelo e i corpi sono cani rabbiosi addestrati alla mescolanza. Ho ben poco da rinunciare in questa urgenza che tutti ci attanaglia. L’abrasione del momento è un fatuo sospiro di sollievo. Ho solo sonda e pennello incastonati nelle fauci. Con una potrei ispezionare il … Continue reading

Fotografie

eccoti al quarto sorriso al terzo rimpianto alla seconda carta da parati, eccoti dentro un vaso appena rotto nella prima versione di un pianto giocattolo inventato, ragazzino lupo ultimo in piedi da sinistra il più distratto, eccoti un sogno al quinto piano, protetto invisibile padre che ti porta una chitarra da suonare, terzo alla gara di nuoto, incerto se cantarla … Continue reading

Sul confine del fiume A/R

    Da entrambi i lati della riserva indiana…   Ci separa asfalto da asfalto, fiume immobile grigio, attraversato da lamiere gialle e tracce di giornate che velocemente accadono -nella grigia lingua di mobilità- equilibristi del quotidiano per professione, si tuffano nel fiume grigio con la sua lunghissima scia di smog e macerie di occhi, in sub-affitti abusivi di intimità. … Continue reading

Le inedie del forse

In controluce   non ho pigmentazione. Il braccio è una croce inesplorata: nelle ragadi muoiono i frammenti dei chiodi. Dove   dunque troverò il mio altrove? Gli avvoltoi   hanno corpi grassi di ossigeno e ferite e ali taglienti che fendono l’aria;   eppure rifiutano di beccarmi gli occhi.

Palpiti

Una freccia color lama grigio fumo, bruciato da mille pasti di sgomento mi irride il petto. Sì, la vedo conficcarsi col ghigno, la saliva e le bolle di contorno a macinare vita che urla a fiotti. La cassa del cuore sembrava un arenile calpestato da mille sguardi bruni desiderosi di vedere il rosso palpitare furioso.