Una mia nota su “Pasto Vergine” di Alessia D’Errigo

Sono ormai tanti anni che scrivo, innumerevoli le letture. Ho sempre amato scrivere ma ancor di più e soprattutto per fortuna, mi piace leggere. Navigo su internet nei “salotti” di scritture dall’alba del web e ho cominciato ad addentrarmi in essi in modo più attivo intorno al 2006. Come ogni sognatore, che tanto crede ancora in quella parola, oppure ci … Continue reading

Introduzione al mondo di Idolo Hoxhvogli

La città è piena di altoparlanti che gridano «Allegria». Giorno e notte. Ora dopo ora. Istante per istante. «Allegria» ogni minutissima e quasi indivisibile porzione di tempo, cosicché l’«Allegria» precedente si mescola al successivo e agli altri emessi dalle trombe. La parola emessa è incomprensibile, tanto è il frastuono. Uno straniero vuole cogliere l’unità minima del baccano. In un lampo … Continue reading

Lucciola

Scompari quando arrivi sul bianco senza possibilità di disdire il volo. Hai inventato l’ombra e la fronda scalciando il vento rorido che sbrina tra le imposte ad asciugare. Veniale sguardo di lucciola sembra un cavallo la tua croce inchiodata nella lucentezza, leggiadro è salire dove galoppi. Non vedi il manto sciogliersi sotto il peso della foglia? Lo vedi come precipiti … Continue reading

natìo (2009)

    a volte me ne scordo – passato dal piccolo, al grande accampamento sulle sponde di uno stesso rivo – che crebbi in un’antica fiera del bestiame trafitta poi da un fascio di rotaie.   per trainare al grande accampamento dieci delle nuove mandrie a lavoro – compresa la mia, radicata da secoli a voci di bottega o d’osteria … Continue reading

La banalità del Male

Ora che vedo, pronuncio sul banale Questo perno a soliloquio dietro il male E vi addossate meschini con le braccia a palafitte raccogliendo il vostro odio dalle morti d’innocenti Ci fossero tuttora onde sufficienti a massacrare! E’ vostro il vento che s’innalza vostra la vergogna delle gogne; quel sibilo che appesta negli abissi sporchi sangue e umiliazione a sferzare sui … Continue reading

Anemone

  Dicono che si può   attingere luce dal sole, e ossigeno da piccole mani chiuse a pugno   su una vecchia falange invelenita; ma io vengo a riva lentamente, e non sento   il rosso delle cortecce appese ai furori tenui   e illusori del primo mattino. Cullami tu allora tu che hai braccia d’acqua, a volte   e … Continue reading

LUNA DAY (Dio c’è)

Mi permetto oggi di aggiungere alle molte argomentazioni addotte nei secoli per dimostrare incontrovertibilmente l’esistenza di Dio, un mio personale costrutto teorico, nato dalla semplice osservazione della natura (Physis o Φύσις) e perciò rientrante nel filone di spiegazioni di carattere fisico, appunto, o teologico che rintracciano nel sublime ordine dell’universo la necessità di una potenza ordinatrice e di un fine … Continue reading

domenica diciannove quattro duemilaquindici

settecento circa. 700 circa. in parola o in numero non cambia nulla. in settecento circa “stipati su un peschereccio come animali”, per dirla come fanno i telegiornali, “ammassati sulla speranza con le loro anime”, per dirla come farebbero i poeti, ma non esiste più poesia oggi, né ieri, quando successe, né domani, quando succederà, ancora. non esistono più settecento circa … Continue reading

Intellettuali

Sembra accecante speme svenire su opalescenze di bagnasciuga cerebrali. Le vedete queste teste stanche? Questi irriducibili del pensiero, teste smagnetizzate dal collo, officianti della pars destruens per costruire nuove demolizioni, abili intellettuali con alibi appesi ai gangli. Baconiani dai visi flosci dottori che girano in ermeneutiche inseguendosi la coda. Questi se, se, se, allora, procedure di si, ni, forse, perché, … Continue reading

frammento da CANTI TOLEMAICI Vol. II (Bastogi Editrice, 1993) – in forma quasi salmodiante…

Mi canterai l’Africa delle mille stagioni, le sabbie silenti senza clamori. L’Africa mi canterai, muto felino morente insieme alle genti fuggite verso Occidente per il grande Atlantico, per conoscere diverse solitudini tra i mari di folla. Africa, curva di un altro pianeta, corpo africano sudato diamante di Trasvaal, catalessi del sangue, saliva di decrepito sciamano; Africa di ancestrali medicamenti, arie … Continue reading

LIBERO! (Dalla libertà).

Inutile che storciate il naso. Potete pensarla come vi pare ma io non cambio idea. D’altronde non potrei più farlo nemmeno se volessi. Dovreste sforzarvi di capire, invece, non dovrebbe esservi difficile. E’ che semplicemente non ce la facevo più a reggere il peso di quest’ambizione folle che mai ho scelto di avere e mi sono ritrovato addosso. Indesiderata eredità, … Continue reading

A Poca Lisse

Se dolore è colore che accomuna mi sono accorta che poesia, così, monocromatica arriva solamente a dare nausea. Simulasse l’Apocalisse! A chi ripone fede nella polvere dico: la polvere – in fondo è una gran noia (c’era chi con la livella e una pernacchia la sfanculava) painting: Haris Purmono

Pino Daniele. I got the blues accussì (Giovanni Perri aka Aguaplano)

                                             I got the blues accussì   1981: c’è fermento nell’aria a settembre: una sera, dicono, vaporosa, calda, presaga. Piazza del plebiscito è ancora un immenso parcheggio l’anno dopo il terremoto mentre la Neapolitan Power dilaga, in quell’immensa piazza, … Continue reading

Infinito

Ho bisogno di un loculo vista fantasia che chiuda il mondo per aprirmi all’entropia. Ho fame dappertutto, sul piano asciutto della lingua che sbatte al vento. E queste sberle a diradare comunioni d’intenti, mi incitano alla rivolta. Questo prosciugarsi mi fa suggere matasse per bandoli d’infinito, vedrò scolorirmi ma lo sguardo sarà fertile oltre lo scibile e gli stami a … Continue reading