TORNANDO (La nostra fortuna)

Coda. Strano davvero. Non è domenica di partita e per il rientro è presto. “Che bella giornata è stata!” “Bellissima.” “Speriamo faccia un’estate tutta così.” “Magari.” Non so che mi succeda oggi. E’ da stamani che va avanti in questo modo. Tutto è come rivestito di una luce che inganna. Ogni cosa solita mi sembra nuova, come la vedessi con … Continue reading

Il senso della fame

Nessuna maniera di sentirsi pieni per più di un’ora ogni sessanta minuti un vuoto si spalanca spaccando tutto lì dove si apre a volte il cuore altre lo stomaco Almeno così pare Invece è il frullare alto devoto al desiderio che depista agli organi e lassù- non c’è davvero niente da fare

Come treni

non portano rancore i treni indifferenti stanno se ne vanno arrivano incollano regioni. E’ come avere un treno addosso la sera quando giochiamo a sfiorarci evitando paesaggi imprendibili e città che nella notte cadono in lunghissime code di zucchero e miele quando lasciamo i finestrini aperti nelle gallerie e gli occhi ci piangono e allora capiamo d’esistere davvero tra un … Continue reading

Inascoltato

Il mistero è una palla che cangia in una spirale corteggiando mille colori. Glauco al suo cospetto si irradia linfa per gli uccelli appesi al cielo. Ho visto tra le onde zanne danneggiare il suono e denari affaccendati nelle tasche. Ti ho sorpreso però, nelle estati tiepide tra giochi di voci affiorare tra fili d’erba parlavi con tutti, nessuno ascoltava … Continue reading

Risucchi d’incenso

  Ho sentito impazzirmi tra risucchi d’incenso e regole senza senso. Il prete insegnava che chi compie ingiustizie se la vedrà con Dio e a noi non ci deve interessare. E mani gelide e nodose m’attorcigliavano invadenti nell’aria viziata dall’odore di morte. L’odore d’inginocchiatoi e sagrestie l’odore dei confessionali con tutta la melma d’ipocrisie spiaccicata sulle pareti. C’era Mosè che … Continue reading

Capro espiatorio

Ridere della tua compostezza è sorridere ad un singhiozzo d’adulto ceduto all’entropia quando l’Essere allarga cunicoli coi rebbi dentro al cervello, per officiare liberazioni dal male. Una capra è il tuo corpo espiatorio – ma non a caso! – su cui tanti zampillano bava stormi di corvi sgomenti in fermento faranno rilucere il covo tutto, di serpi che alzeranno il … Continue reading

SLOW

(dateci le rose, noi penseremo alle armi) La pubblicò Mariella*, la Numerocrasìa: potenza anacolutica! Forse rimandavo a Sollers in modo peregrino, boh. Ti narrerò di quando lo stivale del capitano ebbe il vezzo di carezzare la Regina… troppo intimo, così non ci siamo. Le scritture la fanno da bisturi per ogni angolo urbano, altrimenti non si spiega il tuo a … Continue reading

Cromatismo

  Finisce qui lo sdegno,   bypassa la morale da androni dove fazzoletti annodati detersero cromatismo disfattista.   L’eco ancora spinge a bastoni stridenti, tanfo di cassonetti divelti e vetri infranti.   -Suole ostili di bava nera-   Pochezza che si è avvalsa del singulto di una molotov a trasfigurare un sudario.      

Rinunci a EXPO e a tutti i suoi inganni [contiene “Decrescita e cooperazione non etnocentrica” (2010)]

  Pubblico volentieri questa riflessione, scritta a margine di un incontro-dibattito tenutosi nel 2010 presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università degli Studi di Firenze, organizzato dai gruppi CUSA e Ingegneri Senza Frontiere – Firenze, con la partecipazione del Collettivo Libertario Fiorentino, del Libero Ateneo della Decrescita e del prof. Renato Libanora, docente di Cooperazione allo Sviluppo. E’ e vuole essere un ulteriore spunto, per trovare … Continue reading

Martha

Martha dai libri harmony in bilico un nome di pianeta: quella forza che viene dai piedi quando non toccano terra quando un padre gli cade e uno spazio tra una pagina e un’altra la mantiene; Martha la flebo la palestra il violino che è pioggia e treno nella sera nel silenzio esatto d’un corridoio: che prende un caffè col solito … Continue reading

Il nostro suono

Disorientato ho escluso laddove non possiedo parole poiché occhi rammentano perdono al di là delle braccia e del petto. Il fare di una muraglia, poco a poco riveste l’attuale martirio vacillando pesante da questa mandibola. Ma, amore mio: tu sei valico tra le rupi di questa dolenza e attendi come un falco peregrino la testimonianza in pietra di prati immoti … Continue reading

Carta straccia

Quei sorrisi quale azzardo ! Di più fasulli non ne conobbi. Ci sarà un sidro di fiore da estrarre ? Un cuscino su cui inginocchiarsi per non sbatterci più la testa ? L’erbaccia si estirpa alla radice. Quell’addio. Se fossi stato tu stesso le tue ragioni scritte,quel giorno, un cartaceo al mio cospetto ti avrei rannicchiato nella mano, spigliatamente. Carta … Continue reading

I CUSTODI DI FERRO

I contagi sono in fila, chiedono ai sorrisi di ieri giardini ben curati e balconi su vicoli stretti. Le sventure incantano le anime senza lucchetto ma la prigione è ovunque costruita su incertezze [e vite serene] come asfalti sgretolati si guida contro mano a velocità così dolorose che gli istinti e i retroscena non sono previsti. Gli stessi occhi stanno … Continue reading

Double-face

Voglio chiudermi in una scatola di scarpe   essere la chimera di un ragno in qualche punto scosceso del muro; sondare   l’irraggiungibile spazio-tempo dei tanti peace&love spiaggiati su immaginari piattini da tè   come limoni spremuti. In una vita precedente ero carta da scrivere, morta ingiallita e senza una parola. Preferisco   scegliere da sola il mio fagotto di … Continue reading

vaticini

spappolato da dodici curve di ghiaccio in un bicchiere scrivo tutto il senzasenso che vi leggo legato piedi e polsi a un nulla che mi trattiene prolifico di rutti e immaginette sacre scarpe bagnate e gola secca come gli occhi, bruciati dal vento quanto suona strano scoprirsi un po’ normali quanto suona strana la debolezza mia