Gravità

Mi si dia qualcosa per anestetizzarmi, sento troppo rumore tra i legami di foglie braccate dal vento. Mentre i timpani s’accendono solo al silenzio della mola che frantuma anche il senso. Sarà la gola a seccare nell’abbocco d’esche roventi solo uno stacco totale creerà l’inibizione a spostare il peso che porto da qua a là.

Orlo

Si dirà di quando ci siamo smarriti Di come l’abito ha sepolto l’anima in alcune candele Di quei piccoli lampi della nostra durata che annacquarono i fuochi delle nostre ossessioni Si dirà un giorno: di un orlo disciolto negli occhi in un mondo insicuro Di come l’attesa lasciò traboccare nella dolenza banale del nostro significato il pianto .

Lungo Tevere (di Dafne Rossi e il Ninja – parte 2)

Ponzano Romano Poco prima di sera arrivarono nel comune di Ponzano Romano e andarono dritti a un bed&breakfast le cui indicazioni avevano trovato lungo la strada e che avevano chiamato per telefono appena arrivati all’ingresso del paese per assicurarsi che vi fossero camere libere. Ponzano era un tipico paesino medievale, con alte mura e vicoli stretti e con i pavimenti … Continue reading

Porci

Bisognerebbe partire da un qualsiasi presupposto, un applauso una cosa simile. Lei è un maiale, mi permetta. Penso che lei sia un maiale, anzi un porco. Io sono un porco, gambe slittanti appena fuori porte graffiate, metro mai sterilizzata, cinque e trentadue del mattino. Credi di essere buono? Nessuno lo è, io sono un porco, infilo il mio muso tra … Continue reading

Serratura

Ti sei chiusa fuori. Assomigli a un pensiero inaccessibile. Non serve agire se la memoria crolla a un passo dal fine. Per quanto d’avanguardia un grimaldello a pistola ignorerebbe le sinapsi meccaniche della distrazione. L’insoluto non ha serrature da scassinare. Sto nel chiuso della mia combinazione.

Grumi

Un mescolarsi di luce abbondante e spine a ricordare l’incisione del non senso. Una luce così chiara su distese di parole a trebbiare troppe idee per eccesso di io o mancanza di Dio. Ogni trappola fra me e te è un grumo, un adito alla belligeranza come gli stimoli indotti nella folla che è poco più di un nugolo di … Continue reading

Quel vivere intendendo

c’erano queste porte un tempo di legno massiccio e queste mani di fine meccanica a indovinare passaggi d’allegria che bastava un racconto nascosto tra gli occhi a spiare altipiani d’acquario perché il vedere conteneva ogni piccola profondità e il mio sottomarino passava appena sotto la luce delle tue intenzioni dentro le forme dell’acqua nei rumori dei piedi che spostano il … Continue reading

SONETTO DEL DOLORE

S’ odono in cielo le dolci sensazioni del passato, coperte da un invisibile telo s’offuscano come la mente di un malato. Orribile il risveglio dal sogno quando le mani s’aggrappano al nulla, solo un breve bisogno ci nasconde camminando tra la folla; ci si perde per vie conosciute piangendo lacrime pesanti allora le parole si scoprono mute come un cieco, … Continue reading

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E’ fatta così la mia lettura oggi: che non ho niente da dire niente che possa aggiungere o togliere un’oncia un pelo d’ascella un bosone a questo caravanserraglio niente che non sia merce cinese roba taroccata niente che non sia il plagio di qualcun altro che ha plagiato qualcun altro che a sua volta ha plagiato un antenato magari un … Continue reading

Dizionario psicologico di un ventunenne con nessuna rissa né precedenti alle spalle

malinconìa (o melanconìa; ant. maninconìa, melancolìa) s. f. [lat. tardo melancholĭa, gr. μελαγχολία, comp. di μέλας «nero» e χολή «bile», propr. «bile nera»; cfr. atrabile]. – 1. a. ant. Nella medicina ippocratica, uno dei quattro umori (umor nero) che costituiscono la natura del corpo umano e ne determinano l’equilibrio organico (dottrina accolta da tutta la medicina antica e trasmessa fino … Continue reading

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Ci si misura in un’era di costumi. La distanza è in pollici. Un dito d’energia, ci ha fottuto pigiando il tasto per l’iniezione rapida a Paradise Square. Quando aspiriamo: l’uranio sghembo d’una bomba antica ci tocca le tonsille. Perché è forse più importante pensare al futuro del piacere. Versare soluzioni liquide e alcool d’adamantio nel bicchiere. Il domani si proietta … Continue reading

Una questione privata

Conserverò il vento della malinconia, la mia leccornia è un’ape sbronza di dita arrese alla dissoluzione. Come potrò issare gli occhi sulla montagna e sventolare negli accordi del vento. Che ci fa questa gente ancora a mungermi l’anima, questa gente a ricamarmi gli occhi, cos’è questa fretta di interpretare ogni espressione come fosse una scatola. Come fate a scivolare giù … Continue reading