Estasi fuori tempo

Vedi, Fabrizio, di sabbia il castello a Torregaveta l’hanno costruito altri bambini, vicino al lago di Lucrino. Nella tua casa, che era dei tuoi ancora i giochi da tavolo dell’infanzia. E poi venne fiorevole l’adolescenza il primo seme versato, il bacio a Rosa, che mi fece vedere la sua cosa. Poi le molte fidanzate e adesso gli amatissimi figli fortemente voluti … Continue reading

Tornando

E’ come se piovesse ancora: a volte la pioggia continua nelle orecchie per giorni, lamina jazz delle foglie autunnali, ed è il tempo di piangere. Io ci cammino in queste acque che non hanno forma e non ha forma il mare che accarezzo dormendo: io convoglio, assolo di nuvola da un piano all’altro del mondo quando accumulo e perdo da … Continue reading

Sandra si spoglia nascosta

Sandra si spoglia nascosta e io ne vedo il fantasma riflesso nella porta finestra le movenze incuranti di chi muta l’abito con la mente a quello che resta del giorno, a una telefonata che non è arrivata a un accidente, alla cena incipiente, l’inchinarsi alle scarpe nel vetro fattosi specchio alla luce del vespro il cingersi inverso che tentona l’allacciatura … Continue reading

La resa

Le corolle non si aprono   in attesa dell’abiuro. Abbiamo rinnegato il confine fra il mento e il petto, perso il sostegno delle pietre sterili   che ci nutrivano. Siamo falsi dipinti; nudi malfatti   senza cornice. Arrenditi. La stoffa lisa continuerà a brillare   come un vetro incastonato nel fango

Notturno

Venne la grande soirée, in mezzo la calca udii il fruscio del vestito più bianco e quasi non mi mossi. Presi tempo, o il tempo mi prese. Forse andò così. Birra alla spina, spinosa, e nervi a posto. Richiamato all’ordine… La pianti di fissarmi con antico rimprovero? Vero è che lo scribente pagliacceggiava un po’ con commenti pecorecci su questo … Continue reading

Amaranto

Ti chiederò di tornare alla nostra Bisanzio, dai piedi risalire fino dove sei rimasto fino dove ci siamo spellati in transizioni scapolari nell’anticamera dei battiti a riaffiorare sul tempo, che secerne al granaio ogni suo chicco imparato a memoria origliando il dolore scavato nel mio nome. Come discepolo al mio tavolo siedi a giustificare la caduta e poi, insieme a … Continue reading

Recensione a “Muro di casse” di Vanni Santoni, Solaris – Laterza 2015

A pagina 11 la definisce – o meglio la azzardo, e tu interpretala nella direzione che preferisci: – …la cosa migliore realizzata dalla mia generazione.; e un po’ più avanti cita Deleuze insieme a Guattari, autori di riferimento per quella Nietzsche Renaissance che ha attraversato anche le due decadi a cavallo del terzo millennio. Decadi che hanno visto sorgere e … Continue reading

SCALA

Guardavo con la coda dell’occhio il palazzo buio le mani sconfitte tiravano vita su ringhiere marmorizzate senza candele e con una lunga promessa palpitante ho rinunciato alla porta vibrante che avrebbe gridato a tutti: Lei ha sciolto il sigillo del Torna e uccidi la sacrosanta non verità! Niente di personale, ha abbaiato il cane perso e nel suo ringhio tormentoso … Continue reading

Placenta

Sei tu che delle stelle sollevi grani dorati, offrendoli al petto come fossero sogni. I giorni in cui ripudiare i morsi della civiltate a rescindere il movimento della lingua dal già detto appare come un’ombra, ormai che non strappa bocche. Sembrava che sabotarsi fosse foriero di chissà quali ricchezze anziché un morire nelle tracce di un raduno. Per questo coltivarsi … Continue reading

Lungo Tevere (di Dafne Rossi e il Ninja – parte 3)

  Lago di Corbara Attraversarono il fiume e stavolta passarono sotto la ferrovia. Di fronte a loro, un paese. Baschi. Uno di quei paesini medievali tutto in pietra arrampicato sulla roccia. Era ancora mezzogiorno. Andarono verso un ristorante che il Ninja conosceva. Lunedì chiuso. Fecero un giro per il paese. Sotto gli edifici in pietra e gli archi, c’era parecchio … Continue reading