senza titolo

Mon chien furieux, mon ami le vent, glisse sur la fenêtre se grimpe sur mes yeux. Il me chante l’automne, m’ouvre. Quand l’été finit dans la bouche de nuages gemissants et se démène dedans les veins des feuilles flottantes, je reste fermée à l’interieur de mes poumons, les ongles à la recherche d’une châsse d’air. On ne vit que trois … Continue reading

PER LE VIE BREVI

C’è un diametro che conosce la pausa tra due parole. Dell’odore ,il pianto è frammento codice di disuguaglianze sussurrate dalla frescura, forse sedimento e silenzio e ritorno: sciolto nella neve nel recitare il bianco -per le vie brevi- è apparso il significato, nessuno del compianto ristoro recitato sui muri dal suono di un abbraccio.

Tempra

Ritrovo il senso in strati poco gentili, risvolti di un sisma lento che piega arruffando frange di saggina. Eredità ingobbite con l’orgoglio fissato in alto a sostenere uno chignon che fu corvino nei pettini di madreperla, vezzo a mitigare la ruga, ligia a ritagliarsi il tempo.

Non è più tempo

Non è più tempo di scriverne se in solitudine emergono solo sassi da questa risaia il collo è sempre nudo in questo scivolone d’acqua. È come un conato, costretto ai vicoli delle dicerie e io sto male. Hai mai parlato ad un passo? Hai mai parlato a Dio? Avete mai udito un criceto morire nella gabbia? Non è più tempo … Continue reading

Dispatia

Nodi nella logorrea in una marea di sbocchi, di schiuma dalla bocca che schiaccia il verbo e la risacca a ricacciare giù, più in fondo, dove la guardia è aperta, dove legioni dis-simili sorprendono ogni pulsione emarginando tutto ciò che confonde. Non resta che miagolare senza respiro alcuno, perché la civiltà ci ha condito in mille tonalità affettive. Manca solo … Continue reading

Esserti dolce nel ricordo

rimetto in luce le tue lune distratte quattro secoli d’acqua di pozzo un soldatino tagliato nella pietra; rimetto il pomeriggio intero del bosco il fosso e la paura di non averti in bocca quando parlo di vini e vendemmie, ora che ho questa notte da svegliarti i capelli e raccontarti le facce che pendono dolcissime i miei sanguinamenti, quando sono … Continue reading

“Fotografia” di Catia Dinoni e Massimiliano Moresco

A sgominare cellule nell’esplosione interiore, si insinuano orbite per suturare monsoni ibernando incognite di pioggia su lucchetti saldati dove segni indugiano sui talloni. Saranno sentieri minati a sigillare il passo che sostenta e digiuni di sonno ad alimentare il sogno senza catafratti, in cui lo sfiorarsi della pelle all’erta assapora il brivido all’estremità di un volo quando il bacio afferra … Continue reading

Silenzi

quel pendolo negli occhi misura del tuo spazio quando mancavi le parole ed era un cielo; quello strato di vento contrario in cui posava il giorno antico e minuscolo il gatto che ero scrivendoti persino sottopelle le mille consonanti d’un bacio e poi le luci tagliate ad arte sulle nostre schiene di santi sbagliati appena inghiottiti dall’autunno in una sinfonia … Continue reading

ECCOCI (ai senzatetto) (di Marco Cinque)

    Un viaggio a perdere senza radice alcuna e minacce di pioggia tra pareti di stracci freddo fino alle ossa sulla pelle asfalto bollente un fiume disumano che esonda in volti sprecati di bestemmia, eccoci dietro i buchi delle vostre tasche piene dentro l’ululato delle nostre pance vuote eccoci, abusivi sulla nostra terra, sfrattati sfruttati nelle nostre città di … Continue reading

La camera oscura

Dalle forcine tirate strette spuntano ali di carta, e ciocche come bracci. E’ già   inverno. Culleremo bozzoli malati   dentro tulipani venati di grigio: e pioverà. Fumi antichi scoloreranno l’ottone degli specchi. Il lampadario   sarà un trapezio senza rete per pianti nascosti