ETIOPIA

Era corta la strada tra la missione e il piede scalzo. Rispecchiavano di luce i tetti di lamiera e di canti musulmani che svanivano nelle elemosina dei mendicanti. Tra i massi la iena non poteva far male, ma le stelle [l’uomo bianco non ha rovinato quel cielo] proteggono ancora la notte e il silenzio. Etiopia, donna dal naso piccolo spiega … Continue reading

LUCO(MB)RE (di Francesca L. Ferrari e Lucia Mimotti)

Ha un nome – la luce – che attende sul confine del mattino un sonno ancora ebbro di lacrime e sospiri. Incosciente l’occhio distingue l’ombra sulla parete e bianca è la pagina da scrivere o non scrivere. Dista due carezze dal sogno la tenebra che inghiotte l’idea d’un verso nuovo, matrice di intenzioni. Irradiami, luce! So che investirai i miei … Continue reading

A te piaceva Satie

A te piaceva Satie; un pianoforte che suonava l’irrefrenabile lamento. Di mio invece, avevo le scarpe e il canto del primo mattino, dove: un giardino fiorito origliava l’inverno. Tuttora l’attende e il piano di Satie fischia come vento nelle tasche sfondate. Dove un buco è più di quanto esigo per il verso da adattare nella prosa senza tregua della vita. … Continue reading

Le notti dei morti

Le notti che i morti ricadono addosso schiacciano un fianco l’altro e la fronte Non basta nessuna mano a proteggere a spingere al sonno Quando i morti grandinano il rumore tiene svegli ti arruolano fantasma tra cucina e soggiorno ti accendono una sigaretta agitano il gatto Poi ti versano acqua e valeriana accarezzandoti i capelli per ammansire la pena Ma … Continue reading

Evaporare

Trascino ricci in volto sul lato opposto al cristallino per accecare questo cielo di nuvole bastarde abortite tra campane e felicitazioni e bastarsi a sé, come sempre, come si può, come sembra, ma non è premura se s’impaura il talento, se si affaccia lento il fiume al gorgo e vorrebbe sparire e poi camminare solo, con calma, con sguardo flesso, … Continue reading

La Pietà

* C’è una Pietà là fuori tra i centomila piedi che si camminano l’uno dentro l’altro. Ha un fagotto di capelli stretto alle carni. Quando l’inverno nascerà in terra e le rotaie saranno bianche e i campi e i corpi dentro i campi saranno neve ci sarà pietà per tutte le Pietà?   ph.: Robert Atanasovsky  

il silenzio della pioggia

ho questi pochi angoli da segnalarti: pochi incantesimi da consultare: lo specchio in ascensore per le tue maschere elastiche di riso e pianto, quando la vita è un teatro e ci piove dentro; il vano della macchina tutte le volte che sarai Guccini e avrai una canzone quasi d’amore da urlare; un ricordo di carte geografiche e odori d’erba appena … Continue reading

La stanza degli specchi

Quel ricamare pile di fazzoletti listati con la stessa iniziale, qualcosa di liturgico   quel vaso sul davanzale sbagliato quel foulard di seta quando fuori faceva -3   e la scatola di latta, con gli aghi e i bottoni in mezzo ai vecchi sfiati del burro; allora   le zollette galleggiavano dentro il mio tè senza squagliarsi. Perché le lentiggini … Continue reading

PRIMO COMANDAMENTO

Sei bella nei tuoi occhi caldi di fieno d’aprile rivolti alla bilancia che hai in petto. Il piatto del cuore e quello della piuma sono pari ai tuoi seni. Cammini ogni giorno guardando la luce e via via ti prepari al suo cono d’ombra. Sei bella e amata. Da te poi da tutti painting: Serge Marshennikov

Urban Love Makes Urban Poem “ E intanto ”

  E finirò per diventare te per non perdere quella sensazione che tengo in tasche piene di buchi tra gli accendini e le chiavi di casa e le tue musiche così distanti, saranno colonna sonora per la polvere sotto le mie ruote di giorno mentre annuso autostrade, porterò le parole dove posso le sistemerò in piazzola d’emergenza e saranno fiori … Continue reading

METAMORFOSI

Il cammino è chiaro, nuvola sui sentieri dove la punta accarezza la freddura dei passi. Osservo di lato e nel basso e dall’alto la prima ferita, mi scopro Adamo e lacrima di madre, solo una domanda -perché cosi tardi?- E l’eco risponde -tardi è per gli uomini, tu,che cosa sei?-

HO SUPERATO IN VOLO OGNI COSA

e la tua casa in quella città non è che un punto sbiadito. Restano molte parole sui bordi ricurvi delle nuvole e cambiano lunghezza se di nuovo il vento soffia. Tu vedi un ritratto che non sta più in quella cornice ed entrambi non riconosciamo firma. Le foglie morte ci sfuggono quelle nuove hanno odori dolcissimi e magici e quanto … Continue reading

Intention

Ho rotto un bicchiere La tovaglia macchiata dal vino dei vinti; rosso come la tempra di chi più non ha orecchie. Rimane l’alone; un fiore delle giornate in cui avevo mano salda E non un tremore respirava le dita. Il suono del vetro è una spada che infrango negli occhi che chiudo la notte; una mano che un tempo, era … Continue reading

mettiamoci in fila

Si facciano avanti le madri, i padri, i fratelli maggiori le mani sporche di terra, gli occhi che scavano dentro le spalle dritte e le gambe veloci. Si facciano avanti i sogni musica, poesia, i rami sciolti nei cortili d’autunno le paste alla crema e i copriletto della nonna ci serve protezione contro le bombe e non posso essere altre … Continue reading

CONTARE

Solcare la minestra col cucchiaio tanti giri quanti gli anni che ho compiuto arrivare a cinquantadue e ricominciare ogni giro un anno un ecatombe di figurine su cui si chiude l’onda delle verdure, una morìa di odori di persone dissolte cimici schiacciate che gridano così ferendo le orecchie con l’olfatto cinquantuno cinquantadue uno bocche che parlano senza più suono e … Continue reading

Viraggi

gli aerei seppelliti: sovradimensionate questioni d’amore a perdersi nei cieli scavati del tempo; oppure i treni, davvero imprevedibili misure d’erba taglierina quando fingono il volo e non sbucano mai; e i mari non sanno, i mari cavernicoli umori del sangue donde formulazioni d’astri e navi e nuvole a spengersi nel vento; ch’io possa indovinarmi tra mille movimenti della lingua sotto … Continue reading