DA CONSUMARSI, PREFERIBILMENTE

Poi è successo che piano nel tempo, una reazione via l’altra, il ciclo di Krebs ho finito per scordarlo. Ancora lo vedo novizio – sarà stato l’ottantuno- accomodarsi qui con tutta l’aria di voler restare e d’allora albergarmi sulla lingua, ospite fedele pronto a farsi evocare. Oggi ne resta la presunzione. E l’esempio che dopo di lui molti vanno seguendo, … Continue reading

ventiduedodiciquindici

Qui nella notte lunga neppure un fremito di ghiaccio né una luna algida a dire che oltre la porta degli dei troveremo le ginocchia di un inverno a dondolarci fuori dalle braccia tiepide dalle mani nascoste nella nebbia di questo autunno che strozza [al vento diaccio di tramontana il forno profuma mentre accarezzi melanconie alla finestra e ogni stanza, ogni … Continue reading

Lungo Tevere (di Dafne Rossi e il Ninja – parte 4)

Ma ecco arrivare il dio Tiberino in soccorso, stavolta sotto forma di un ciclista toscano molto cordiale che li indirizzò sulla via giusta. Sotto nubi che si facevano sempre più oscure, e un cielo che da azzurro diventava grigio, la strada saliva di nuovo e sotto di loro il panorama diventava sempre più suggestivo. Il Tevere si allargava nuovamente e … Continue reading

Quello che so ( 2013)

Non importa se un fiore che appassisce fra le pagine lascia un’ombra inodore che non scompare se siamo tutti strappi deliranti, nella tela antica che un male oscuro corroderà in eterno clandestini a tempo in questa strana osmosi fra l’infinito ed un pugno di terra ti ho perduto, è quello che so e tu, caldo rifugio odoroso di talco e … Continue reading

Avvento(ri)

_Ci siamo dentro_ rilascio lento di flavonoidi in sosta presso viali elisi. Galleggiando con zenzero e cannella puoi farti un selfie nel suono docile delle ocarine. L’alfabeto morse [miraggio pixel] rilascia una gittata di luce a intermittenza, dice che puoi salire la scala mobile che consegna l’isola felice [pronto è il palato della tarantola] e sarebbe perfetta anche la neve … Continue reading

Senti

Senti questa mano che ti sfiora questa mano che ti cerca fugge e sopraggiunge questa mano timida e sospesa sulla guaina corrosa dall’ubbidienza senti il rumoreggiare delle mie vibrazioni quando ti apro e chiudo e passo all’incasso questa mano che ti prende il cuore facendolo ammutolire nello spasmo dell’arresa.

Tende rosse tese fra monti

Ci divide un pelo ricamato sul lenzuolo e un modo diverso d’incoronarci con le sconfitte. Stendono le donne, sempre le donne, sempre e solo le donne, le carte della vecchia geografia, quella ormai sbiadita con Bonn capitale e la Jugoslavia agonizzante, Pyongyang incazzata e abbandonata. Ci dividono mura di ferro e cemento per non lasciarci riunire, toccare, mangiare le caserme … Continue reading

Chimica

La chimica è empio stato Un cumulo di meraviglie sparse addosso al cervello … il complotto, ci sovrasta con un parto e nove mesi di tortura mentre Il vento, si sparpaglia presso lidi E la sabbia ha saggiato il nostro mare; come un biscotto si inzuppa … Ora: quel centro perfetto rifulge sopra il disco della notte che ha cessato di … Continue reading

Vorrei che le vedessi, padre

Vorrei che le vedessi, padre sono cresciute bene e alte come spighe di grano d’estate hanno già gli occhi lontani e le mani di Viola non sono più due pugnetti chiusi sono aperte le mani delle tue nipoti aperte alla terra, a domani, al primo bacio protese verso un incanto che non respira e muore Io puntello casa come posso … Continue reading

Il regista dimenticato

    Esitò, quando il meteo tacque. L’occasione era propizia –si rese conto, spegnendo la radio–, ma la forza per attuare il “piano” (peraltro già studiato e preparato da tempo) tardò a presentarsi, lì per lì. L’anima non s’atteggiava all’ardimento, per dirla col poeta. Oh nessun problema, ad ogni modo, perché eccolo il rimedio: scherzare fra di sé. «Lo schiocco … Continue reading