IL COLTO CORTEGGIAMENTO LIKOSO

A.A.A. CERCASI CERVELLO per sublimazione congiunta del sapere. (Liko compulsivamente ogni tuo status e ogni tua attività in giro. Ti curo ventiquattr’ore su ventiquattro. Prima o poi capitolerai. Ti sto facendo la posta e capisco che la tua bocca a volte abbocca.) Metto in bella mostra le mie creature condivido il mondo che ho affrancato alla mia lingua. Perché non … Continue reading

Alessia e il lago azzurro

Sera di albereto di pini a entrare in rosavestita Alessia per altre navigazioni su Internet e l’azzurro lago, barca a interanimarsi con il cielo. Vengono pesci vicino alla scialuppa di Alessia nel sembiante di terre meravigliose fino alla mappa albare del risveglio e Dio non ha la calcolatrice sottesa ai pensieri e i mattini fantastici. Sale la gioia per il … Continue reading

Nessuno vendeva fiori

Nella tua serra dolce la luce,   dolce il calore. Eri la rosa di un solo giorno   sui capelli di chi non ha paura; eri la fossetta su una guancia rossa, la serietà di un bambino   intento a domandarsi la cartaccia al vento che viaggio farà. E intanto sfiorire, di schiena   l’aria che ruggina fra i treni … Continue reading

Un giorno

Un giorno il pugno di fumo danzerà sui libri tumulati a festa potremo finalmente dire qualcosa di molto stupido e assordante bruciando l’intellighenzia poi leccheremo ciò che stride, per insegnargli ad essere lancia, per fornirgli due dosi di instabilità ricucendo palpebre sui soffitti dei cieli. Un giorno la fortuna arriverà su un calesse e tutti grideranno: “sono innamorato di me … Continue reading

Pose

Le nostre pose, oscene travolgono un mondo patinato e un tocco ci dissangua senza limite, senza perché. Chi dice che questo è ciò che credemmo grondante di parole Ha versato sul colmo di una coppa tutto il sangue: tracimando. Questo vino, ormai ozia stravaccato in terra, dispotico mentre la sete rimane vana come un fringuello che canticchia nell’uccelliera.   .

Birra

Mi si sfoga dentro una frenesia di bolle. E attendo vernacolante attendo che mi si sfianchi questa cazzo d’attesa del nulla di dosso. Ha morsi di piraña il mio fiume che ribolle, sopra le sue carcasse maciullate da tagliole naif! Il mio braccio d’Esino a sfinirsi nel male e le sue rive. Contrite. Amare. Sciocche. Come questa Beck’s.

18 barrato

dovresti unire i piedi, unire le mani, tenerti in un orecchio: camminare nel buio della parola, saltare, come un sogno, le immagini, fare ricorso alla paura; dovresti sanguinare, al buio, senza la notte, aspettare ieri l’amore, illuminare il fieno: canguro, specola, scintilla: e non alba e non tramonto, solo l’urlìo del tempo, dove cade il tempo, sui tetti dei filobus, … Continue reading

Storia di un uomo steso a terra

Pablo aveva abbassato la serranda della lavanderia lasciando pantaloni e giacche nella penombra pomeridiana dell’arido agosto romano, erano giorni di piogge bollenti e torrenziali che duravano qualche ora purificando e portando ad ebollizione i marciapiedi per poi lasciare spazio al sole insistente. Aveva attraversato a piedi Viale Libia e Sant’Agnese Annibaliano, perché alle 17 e 30 il clima era più … Continue reading

Punti invisibili (racconto)

quando morì prendemmo noi il suo cane, e i bambini lo amavano ma lui tutte le sere aveva un lamento che somigliava al cigolio di una porta e si metteva a dormire lì all’ingresso come nella speranza di qualcosa. Portava sempre pantaloni scuri il professore e camicie un po’ logore, a quadri, che gli smuovevano l’umore statico del portamento e … Continue reading

SARDEGNA PARANOICA

SARDEGNAPARANOICA SAAAARDEEGNAAPA AAARAANOOIICAAAA Il passato è una tragedia tra le peggiori che un uomo possa desiderare il futuro non esiste ed il presente è sempre e solo una sarditudine tascabile un ricatto a buon mercato ed io stupito osservo l’avanzata del fenolo ed incredulo rimango davanti ad un nuovo poligono e non c’è più niente da capire e non c’è … Continue reading

Dighe

Bisognerebbe essere dighe arrugginite tra le fughe senza il timore dell’umidità che si posa sugli occhi non appena guardiamo la notte con pelle stesa sui bordi della steppa versare il tempo tutto dietro le pupille in un soffio destinato a posare l’alba nelle guance e la falda del pallore ad inseminare l’ossigeno che si slaccia dal pulsare. E rimanere stesi … Continue reading

Gone (di Y.01)

    You are gone In your note, in one shot. (You don’t know) Paralysed lies the man, blood easily flow through my pain. Paralysed staring in your eyes my flat seems moving and I need to confess my mess. Paralysed, my fear to talk to you Probably you won’t understand the mess I was passing through. You reject the … Continue reading

RACCONTI DI UN GUARDIANO SVOGLIATO (1)

Ovviamente il ladro quando viene? Quando sono di servizio io. Ovviamente è così idiota da non accorgersi che ci sono le telecamere e che io lo vedo dal monitor. In effetti deve essere parecchio idiota uno che apre 13 TREDICI box nella zona garage per portar via non si sa bene cosa ( qualche bici, probabilmente, ho anche pensato che … Continue reading

Riflessioni su “Macbeth” di J. Kurzel

RIFLESSIONI AD ALTA VOCE SU “MACBETH” di James Kurzel con Michael Fassbender, Marion Cotillard Davvero la modernità nel “trattare” (in senso cinematografico, qui si intende) un classico della letteratura sta nella sua rivisitazione selvaggia, totale o parziale? O, piuttosto, è un atto spudoratamente moderno trasferirlo su schermo tale e quale, nella sua versione originale, rendendogli la giustizia che merita, e … Continue reading

Edera

Ti amerò così   come due righe vecchie e folli in fondo a un cassetto. Avremo braccia d’edera   per stringerci al petto l’impronta dei venti che ci hanno scritto addosso, e voci di bambini   che rincorrono farfalle sulle siepi bianche. Ti amerò così   come un fiore malato, sopravvissuto alla luce sgranando il cemento con le dita fragili … Continue reading