Appoggiarsi

Appoggiamoci, l’un l’altro; stendiamo le gambe a ritroso. Corteggiamo la luna con testa molle, lasciamo cantare qualche gallo per tutti. Non servirà a null’altro il respiro, né vuoteremo pitali in singola agonia, ma l’un l’altro, come flessi armonici e balbuzienti. Un coro ordinato, per tutti: una voce. A scapito, le idee, il loro randagio vincere l’oscurità. Ci saranno plessi gemelli, … Continue reading

Parèntesi

Sì. Parcheggio il mio cuore dove possano vederlo. Il ragazzo dal cappotto grigio fumo passa con la trasparenza negli occhi. Tre. Sono tre le tipe cinesi che sfregano il mio sguardo senza curarsene. Loro borbottano i loro sentimenti in cinese e si allontanano come qualcosa di poca importanza. Mi viene incontro un mulatto con la cresta scura,come il tempo. La … Continue reading

indizi

Il vecchio sole s’inchina al morto coricato nel posto in prima fila e sposta la sua presa di luce sulla maniglia in ottone che scintilla Degli altri seduti dietro nessuno sa come sarà per lui il viaggio ma potrebbe sembrare in fondo un buon inizio

È così la speranza che ho di te

È così la speranza che ho di te che nemmeno tu la puoi saziare. Quando ti approdo dopo la traversata all’orlo della veste come alla bottiglia nel chiarore notturno del frigo e non mi disseti. Restano dell’ombra i miei occhi mentre ti compongo e le orecchie che vorrebbero colmarsi per sempre dei tuoi respiri bui si spopolano anch’esse appena mi … Continue reading

AMARE È RACCOGLIERSI

pezzo a pezzo per offrirsi intatti parola errata per parola errata su ogni frammento le blasfemie stampate in bastoni ché se ne possa ridere per non confondere la terra e il cielo. Non ho paura di farti sapere quanto costa l’indelicatezza. Ho pagato il conto tutte le volte e non possiedo nulla tranne il bene che ogni giorno nudamente alla … Continue reading

Il profumo

C’eri tu al posto di questa balaustra sporca di sabbia, e la tua casa inghiottita da una voragine spaventosa insieme ai roseti, alle terrazze umide di frutti, ai riflessi gialli dei cedri sull’acqua ferma dei volti. Oggi il vento mi porta il profumo di fiori che non esistono come ultima traccia di vita sul pendio, prima delle gelate. Qui c’era … Continue reading

Asterischi di numero tre

Nessun tempo si muove con te. Solo fermo ed eterno muoversi del tuo volto ambiguo e delle attese altrui. Forse sono mani buone quelle che ti toccano il seno spento da mille raggiri/forse saranno estremità adiacenti al suolo sussurrante: «è questo quel che di noi pensiamo». Nessun tempo si muove con te, nell’eleganza dell’arcaico legato alla meraviglia del tuo acido desossiribonucleico.

Tandem

Stiamo pedalando con le gambe all’aria?   Amore mio,   il sincronismo dovrebbe coglierci negli scambi in salita,   quisquilie i crampi o i rischi delle cadute.   Cosa vuoi che sia lo sbucciarsi di ginocchia,   tutt’al più come sempre abbiamo fatto   un cerotto e via.   Provvisori sui pedali   e col vento che sbeffeggia la scarsità di … Continue reading

Nel sonno ad occhi aperti

Tuo figlio Ha dita veloci con cui decifrare la vita e la morte come pazienti tarme a rendere abitudine cascate di globuli rossi che schizzano da crani su schermi in HD E domani i boia avranno gioco facile schiantando proiettili veri contro la porta dell’incredulità La morte non è un pagliaccio Nel sonno ad occhi aperti verrà a vendicarsi di … Continue reading

Recensione a “Il casolare e altri racconti” di Antonio Ciavolino

  Chi abbia familiarità con gli orditi tipicamente fluidi ed evanescenti dell’Antonio Ciavolino poeta, la gamma meravigliosa di intuizioni liriche a cui abitualmente inclina il misterioso ondeggiare d’un verso garrulo e polito; la maniera silvestre d’incedere, tuttavia, tra le figure altrimenti stratificate del vero e del possibile, come in un sogno pieno di imbocchi, traverse, nodi, un arabesco d’ombre in … Continue reading

E’ Pasqua, è il due di novembre

Le pastoie per serrare le zampe la corda a issarlo su, la schiena inarcata come un brandello di liuto che non vibra più solo un pianto l’unica nota. Agnello, occhi da spigola tu che togli i peccati dal mondo rigola, giù il pianto come il sangue dalle vene un pezzo d’uomo si stacca dell’umanità per sempre e si riempe la … Continue reading

NON SONO QUELLO (di Marco Cinque)

  C’è una geografia del dolore sul mio corpo promesso al nulla ogni poro, ogni ruga, ogni lembo di pelle senti? Sono il grido sordo del conto alla rovescia Quando la bocca sarà asciutta e il terrore insostenibile, allora potrò pensare: “non sta accadendo a me” non sono io questa vena aperta con l’ago a scavarmi dentro non io gli … Continue reading

Adesso per te

Vengo a te sopra un dorso di fiato, che smuove poggiandoti il seme in tempi sfibrati. Ci siamo osservati e mi nutrivi negli occhi; aspirando il mio cielo di spilli notturni. Ho dato il tanto che dà un monsone d’inverno; amore mio E non mi spreco, non mi spreco sul tuo corpo. Qui, adesso per te una voglia sul lenzuolo … Continue reading

Manca l’aria

Il cespo grugando rotola su grani e granelli d’asfalto e non ci sono distanze dal guscio di particolare, solo una strage di carne e m’assalta tutto ciò che sbrodola dietro alle mie spalle, dentro me che sono il mio nemico e costruisco dighe e rumori che s’elevano dal basso sull’angoscia che s’apre a sparigliare maree laddove i polpastrelli stanno lì … Continue reading

Nella brughiera

Sono spenta. Solo bisbiglia questo vento, mi pare. Le ore fanno lume, impietose a segnare la linea di confine fra le pieghe della bocca e il nulla. Di cosa sia fatto il tramonto adesso e perché resti ancorato ai rami più bassi non ho certezze, né della finestra che rantola agli oggetti additandomi come il virus stanziale dei cattivi ricordi. … Continue reading