IN PICCOLE MANI E IN PIÙ PICCOLE STANZE

la freccia è deposta a favor di penombra e tepore. Girano intorno all’altro imperterrite le complicazioni necessarie al conio d’un nuovo dolore. Noi ora ci limitiamo a spremere il favo fumigato dall’improvviso giorno passato e ci godiamo la terra se è vero che il paradiso è qui. Non abbiamo più domanda più risposta ma fissità su ciò che resta del … Continue reading

Al netto delle parole

    Di notte il disagio dell’arca il naufragio al timone è il lupanare di sentinelle sull’ultimo scoglio. -Non torno più- ho bisogno di regalarmi queste parole. Dopo la natività dentro l’iride consegnerò ciglia di cedro. Comprendi l’anomalia? Il mutismo esploso nella contrazione di una sordità e ci vuole coraggio per chiedersi perché prima dell’onta già c’era una sentenza di … Continue reading

la fatica degli occhi

un bambino ci guarda: ci guarda lo stupore ingenuo di dio, piccolo frutto. Ci tocca dirglielo cosa si perde nel tempo, quale noia dopo la parola e quali e quanti addii dalle finestre degli occhi: tu impara, gli dico, le uscite secondarie: ascolta sempre, metti argomento nel vino, fantasia nelle parole: porta in tasca uno specchio per perderci l’idiota, quando … Continue reading

Il cane storto dall’attesa

Il cane storto dall’attesa Grattava la porta guaendo Il suo diritto a pisciare Cane ben educato Non avrebbe potuto farla là Aprite la porta Gridava pensando in umano Ma latrando da cane Aprite la porta che devo pisciare Grattando l’uscio Senza che nessuno Potesse ascoltarlo Ma che ne sapeva lui Che fuori dalla porta Avevano smontato la strada Rubato le … Continue reading

I bambini puzzle

Sulla chiglia del Tigri giacciono i bambini da incastrare i bambini puzzle sono sparsi sulla terra degli dei alieni. L’aereo che passa sbriciola e stacca. Corri corri per raccogliere braccia e gambe e dita prima che il sangue colla finisca del tutto e tutto sia finito. Stelle siriane dalle punte tonde bimbi come i bimbi che girano in casa scalzi, … Continue reading

Recensione a “Solstizio” di Antonella Lucchini

La luna si fa estate spogliandosi fino alle ossa. Una notte di luci volanti a filo di pelle nudo il corpo della terra nudi gli strilli delle piume nel buio. I grilli garruli fermano i loro salti attorno al piede caldo che sfibra ogni stelo. E’ il momento della nostra nudità più nuda quando una mano può passarti attraverso e … Continue reading

I PUNTI FERMI

colle linee che li uniscono disegnano perimetri entro i quali posare una mano o provare a danzare. Amo le forme chiuse dove andare anche ad occhi bendati ma non c’è fiducia intorno solo in me che imbocco per sbaglio l’uscita per via di un cambio di coreografia * Dissi vita mia sei bella come il silenzio sei silenzio che attraversa … Continue reading

Imago

queste consolazioni: apprendere, colmare, smuovere: le foglie d’erba i prodigi della lingua: andare senza andare: sapessi intendere in quali nodi scampa la malinconia; per quali solitudini le nuvole posano e quali sculture il sonno indovina, ora che ho più di un sonno da scrivere. Faccio il cappello di paglia sotto il pino, ecco: e il nonno piccolo, la palla svolata; … Continue reading

DISTESA

C’era una bambina tra le carovane, rivolta verso il cielo non sapeva che odore avesse una casa. Era il principio di un esodo, di un luogo. Tutti sono andati oltre la collina, hanno creduto di trovare una terra. La bambina è inciampata perdendo il sentiero: l’erba aveva l’odore di una casa.

#8

Noi, abbiamo mani che si chiudono per sempre. Parole di gioia solitaria che attraversano follia. Il marciapiede si erge ispido, tra me e te; un metro di cemento o poco più, sembra sprofondarci in un limbo senza amore. Noi, camminiamo a passo ritmato separati camminiamo e annaspiamo. A tempo serriamo finestre già chiuse per poi spalancarle in questa o quella … Continue reading

È TUTTA LUCE

il trapunto della piana da qui che sembra ancora giorno per questo lento sdraiarsi del crepuscolo come l’amore a spogliarsi * Il suo modo di salutare con baci lucidi su altre bocche così una ragazza e altre di questo sabato a Rimini. Passa più volte dalla stazione l’autobus numero undici. Donne irrequiete dondolano incerte panche sotto le pensiline. Cura la … Continue reading

essere corpo

esiste un capogiro che arriva dritto al centro della terra gli tira il piede una mano dall’alto non cade mai neanche una parola che sappia di radice e nuvola con così tanti spioventi alla bocca, alla nuca, alle ginocchia. Gli altri portano ombrelli io so resistere mi faccio terra da solo, ho così tanti tuoni nel cuore.

Ali

Con quella garza sul sinolo, cadi che a tenerti assieme dalla bolina cedi sulle virate al fianco aperto, dai suoi orli di bianco, dai suoi scandagli trapiantati sull’ali che hai assetate di nuvole ma prigioniere del pianto. Prendi l’unguento per cavare le mani dalle mani, dalle sue folate che ti sbattono le imposte che vorrebbero aprirsi. O chiudersi per sempre.

Quando ti scoprivo triste

Non riesco a disegnare il girone dantesco che imperversa, so che c’è un luogo dove soffermarsi fa male, e madre mia tu mi combaci nello sguardo e nella piega di labbra abbassate come quando ti vedevo stringere i denti per non vomitare la solitudine degli anni: ora che ci sono dentro e non ti guardo più allo specchio mi cade … Continue reading

Enigma d’un pomeriggio di luglio

E’ questione di luci: uno si asciuga al vento, aspetta che la noia declini evoca notti, si fa una piccola candela nel cuore dove atterrano aerei leggerissimi. Io soffro l’allegria, scandita ad intervalli regolari, accendo campi di grano con due occhi festeggio da lontano il sogno che mi prende al volo: e giro da tempo sull’acqua; ora mi tiro una … Continue reading