RIVERBERO

“Non si è morti fin quando si desidera sedurre ed essere sedotti” Charles Baudelaire   Sei il lampo che candisce il mio buio seppia, perché quando ti vedo ho il cuore che annaspa, che scalpita in una maniera così imbarazzante. E i miei occhi vibrano, le mie braccia sono molli come meduse arrese, le gambe tremano davanti alla tua bocca … Continue reading

Poi

avrò cent’anni domani e un sogno minuto di cose innominabili; ti scriverò da lontano e sarò piccolo, così talmente avvitato in fili d’aria e terra che dovrai unirmi per farmi accadere. Poi sarò solo un nome disegnato a caso, un frammento nel vento della pioggia d’agosto.

A rebel’s sermon (di U.01)

    Endless, mindless, needless thoughts, Pumping the young, nubile and the prodigious spines, All we do is sit and just whine. The men of Satan spew their venom, While the whole world procrastinates to antidote until it gets them. What have we become ,full of hypocrisy, blasphemy and egocentricity, Walking in famine ,hunger and exploitation where even god doesn’t look … Continue reading

Lettera a Babèt

C’è questa luna morsicata in mezzo al cielo e stanotte illumina ogni cosa. Io mi chiamo Andrea e stanotte mi sono perso, stavo cercando qualcosa che adesso non ricordo, non ha importanza, era già strano pensare di trovare qualcosa nelle profondità dei tuoi occhi, quindi il non trovare niente non mi ha particolarmente scosso, tornare indietro da quell’abisso, ecco, la … Continue reading

Impasse

Quello che non sapevo è che anche le cornici s’impolverano qualche volta; e hanno l’odore dell’amore rimasto in gola, quel dolce triste della frutta cotta nelle cene ordinarie. Noi. Noi e i silenzi. Noi e gli alti specchi. Noi e il muro dei quadri grandi e brutti che dovevano esserci. Fuori, invece. Fuori c’erano i gelsomini di notte e tutti … Continue reading

Trincea

Io so dell’animosità del fiatare incagliato alla banchiglia, so che il freddo sa di mare e non smette d’ingoiarci. Io so dell’effuso dell’instabile che abusare del riflesso sia uguale al franto delle camole, so che trattenere il respiro è avere paura della marea e che il respiro è tutto ciò che siamo in questa trincea in cui esplodiamo colpi a … Continue reading

Tarassaco

Adesso sulla pelle delle braccia altra pelle è rotolata giù incastrandosi tra le dita poggiate forte sui muri che hanno preservato la loro lemma quotidiana Dicono che abbiamo tentato di scrivere poesie creduto di poter perdere i nostri occhi di lucertola in tazzine luttuose, rettili ma lui andava in giro con la sua testa d’arancia portandosi dietro la bandiera bianca … Continue reading

Satur(n)azione

Ti serviva un porto provvisorio,   acclimatarti come figlio furibondo a mammelle gonfie,   pulsare di tempia.   Tempia che ora balbetta al cuore, sbornia che stranisce in contrazione. * Due spinte ancora,   dai che nasci salamandra   sul promontorio di bocche_cagne_comari,   morsi di paese a (s)comporre una salma. * E luccica di bava la via del vaniloquio:   tratta … Continue reading

CREDO NELL’UOMO

in ogni uomo in Dio come seme di luce nel mortale nella persona di Gesù come portatore di bene e non di buonismo nella pace nel bambino nella Natura nell’Amore e nonostante la valanga che ha preso velocità verso valle credo che a valle una futura città sia già pronta a costruire fondamenta * Uno da incontrare per l’ultima volta … Continue reading

GENESI

12.000 a.C. La terra, questa strana solida sotto il mio vagare sembra fatta per migrare. Solo cammino per fame, forse ci guadagna il mio petto che batte e batte di mattina presto e di sera, quando sembra stancare corpo, solo occhi sono solo perché non c’è spazio più grande che il mio animo seduto, affrancato e mandrie e voli e … Continue reading

Ricominciare

Vorrei ricominciare a scrivere con l’illusione Trovare parole e cemento su guanti calzati per caso. Vorrei, un sodalizio dal calmo spazio dei colli al lastricato pattume in quartiere. Riunire l’inconsueto gioire di molti alla calma afflizione dei preti. Redigere da questa pantomima riaccesa o dal silenzio di qualche defunto l’inganno.

sottovoce

a tratti ti somiglia: e dove alta posa l’arte delle fionde, nelle curve degli occhi, dove dimora l’antica voglia di vedere: uno la chiama gioia delle fontane, quando il bambino ci porta dentro i segreti e l’aria tutta s’infiamma e tu sei l’alba e sei l’oriente avvitato, saltato via da un sogno. E ti somiglia l’ora svagata, la sottana, la … Continue reading