Vagabondaggi

E siamo già quel niente che ci aspetta: il vecchio amore gracchiato dal marranzano di passaggio – sempre lo stesso – un’agave spaccata sul ciglio della strada e polvere, tanta polvere nel sole crudo delle tre, l’occhio dimesso di una donna dietro le persiane e tutto quello che d’estate si replica: il piede bagnato dentro il sabot, la sete, i … Continue reading

Dite Dio

Ho disegnato un Dio dalle mille risate che non si sgretola inconsistente, costantemente nei pugni serrati di mani bambine, negli occhi grandi vuoti di meraviglia, davanti a tavole sparecchiate dovrebbero essere aperte quelle mani imbandita di splendore la vita, e Dio questo Dio immaginifico e fatto a pezzi questo Dio che muore esangue, senza cuore in ogni lingua presunto e … Continue reading

Aggettivi

Il vento ha mani sporche quando sbatte forte la frusta dei capelli mentre tu -leggera e onnipotente- mastichi la terra in una bocca di carne Ancore animali le unghie solcano di segni netti tutto lo sterrato da qui alla trasfigurazione

sonno e risveglio (2004)

credo sia possibile gli uomini non dormano per giorni giorni e giorni.   questo non spaventi poiché c’è chi dorme giorni, notte e giorno.   né tendoni alati né tribù disperse possono schiacciare chi fa del sonno una questione di cinque minuti d’ascesa e un’ora e mezza di poesia.   è una cospirazione monocromo silenziosa, indifferente che semina qualcosa nel profondo: … Continue reading

NON T’IMMAGINO

T’ho tra le mani. Anche se c’è tempo io non ne ho. Percepisco il lato oscuro e non mi è più cruccio svelare l’altro. Tieni nascosto il valzer delle ombre. Tutti hanno un basso ostinato in petto e fuori è cangiante. Il mattino che attira e acceca ogni angoscia * Non ti scomponi intatto avanzi con una fitta sempre più … Continue reading

#9

Un assolo rimane. Di me, il verticale suono indeciso; l’onda anomala incastrata al soffitto. Io non ho colpe: la via dorata si è presa il mio mondo e non resta che doloroso vegliare e pensare. Quando il tramonto sarà trapassato rimarrò nel silenzio, poiché degli incanti ho ingannato il valore spegnendo la luce sul mio desiderio.

Falde

Ecco, vedo le falde l’attecchirsi ai basamenti giù, alla banchiglia che si apre al levare, alla luce che mi accarezza il timore se sto pingue su questo cuscino in cui languo di tinte e apatite . Spurgo frammenti, via mi faccio posto, ora sopra quel gelo, l’arpione, che mi alleva alla blandizia. E tu, foschia, hai visto la corda che … Continue reading

piarosaria

Piarosaria mangiava legna bianca e la notte scriveva sui cuscini ché non aveva ombrelli per cadere e la mattina le bruciava il cuore. Ora s’è messa i nidi nella testa e quando piove le crescono le idee che fanno fiori di campagna nella casa e il cielo d’agosto è un suono d’alberi: Piarosaria la gioia e la malinconia degli aerei … Continue reading

quando accadrò d’inverno

avaro il tempo degli occhi e avare le parole, in questa poca estate che ancora non sanguina: [a me bastava saperti dove sei, anche solo questo saperti lì, adesso piccolo dono che mi tiene, mio star di casa nel mondo centrato in piccoli rifugi, nelle voci, nelle croci.] -allora coglimi a galla di piccoli balconi dove cadono versi sfuocati all’imbrunire … Continue reading

Due poesie e due estratti de “I miagolatori” (Marco ed Oliviero)

UNA PESCA D’ESTATE (di Oliviero) Una pesca d’estate ricordo di notte rotondeggiante, profumi di spinelli di marijuana sulla scalinata di Sant’Ambrogio, carnosa succosa zuccherina, dolcissima profumata bianca, rossa, sottile vellutata Sicilia tratteggiata sulla spalla di una statua antica eterna che dondolava sull’amaca sospesa all’infinità del cielo e alla finitudine del Tempo —————————————————————————————- A picco, Come un veliero Sconfitto dalla bufera … Continue reading

ECO

Al mio fianco è nato un albero vermiglio e la corteccia delinea insenature fantasma – trasparenze. Il grido non ascoltato riecheggia nel petto  e inghiotto sangue: dunque non ricordo l’infanzia a cui fino a ieri la memoria era appesa sul davanzale. Ora, aspetto qualcuno che desto legga la frequenza del battito qualcuno che raccolga la foglia caduta.

Cin cin

Spumano nuvole intorno a un azzurro letale Il cielo sempre uguale nel cielo la vita che cambia incostante Mi squassa un sospiro [è ancora di attesa] mentre un altro rimesta il perduto Inutile farne parole – il nodo rimane si allenta cambia le mani sui capi poi stringe di nuovo – ferale