Seminare il buio

L’unica mia luce: il riflesso delle bugie fra le scapole dorate, le candele dei ristoranti panoramici in una sera dove niente ha sapore e dove spugne imbevute d’aceto nutrono le vene vuote delle orchidee per qualche ora; poi, sarà il morire oppure no; non ha più importanza. (Foto: Alfred Johnston)

A Come Andiamo

Io cammino sopra i torti, attraverso i vuoti, mi spalanco ai certi e so, so che non posso nascondermi dai denti che cercano l’incavo delle mie poche certezze. Obliqua riemergo dal mar morto che mi ha lasciato a galla al sole a bruciarmi gli occhi quand’è invece l’aromatico viale delle spezie che voglio, il presupposto di un condimento a dare … Continue reading

ANDASSI A RITROSO SUL DOLORE

a spuntar spilli dal morbido raso forse rigonfierebbe, la nebbia nell’ossuta sfera dove ginocchi al mento rendevo grazie al cerchio. Se buttassi la testa tra i cuscini e rifiutassi il mondo come giorni al paio quando la vita del corpo riprendeva solo dopo chilometri per riportarti… Ma il mondo che mi colora nonostante l’orrore è nelle tue labbra angeli che … Continue reading

Da BdA n. 6 “Letture incrociate”: su (e oltre) “Farla franca” di Ivan Ferrari

Farla franca   Sperare di farla franca chissà con che statistica probabilità. Confidare di svicolare tra mina e mina, di spendere moneta che non sia stata mercede di un silenzio, prezzo di un corpo, taglia di un’esecuzione, condire il pomodoro con il sale contando non sia intriso di malapaga e masticare le spoglie di una giovenca senza storia pregando non … Continue reading

Sirene di terra

Si racconta di donne occulte che scendono nella bocca della notte ondeggiando sui passi d’aria sirene di terra con le loro litanie silenziose. Guardano attraverso i loro vetri rotti e cercano tra le mascelle di un suolo frastornato fiotti dei loro figli versati. Un bottone un dito una scarpa una mano forse ancora ancorata ad un braccio qualcosa dio qualcosa … Continue reading

La casa dei venti

Hanno portato via gli specchi, i bicchieri dal lungo gambo e il vapore del caffè fatto fresco che ingialliva i tuoi fiori di stoffa. Nudo di sole il muro ricorda le ombre che amavi: una piccola testa ricciuta, l’angolo di un finto Velàzquez, la tua vestaglia d’estate dimenticata appesa. Non rimpiangerle. Come l’aria troverai nuovi modi per confonderti con gli … Continue reading

Salgemma

Oggi sono salgemma a fortiori ho cristalli alla rinfusa vivo in un polipolio come somma, mi sollevo e mi sottraggo bivacco, faccio un cerchio, divento cristallo e mi passo un dito tutt’attorno, suono sono sonoro, consuono un mormorio stacco un ferraccio, m’affaccio alla gemmazione m’innesto valanghe alle mani un tralcio di corbezzolo da ottobre a novembre donde rima coi petali … Continue reading

Stare dentro l’involucro

Stare dentro l’involucro di frantumi presi in prestito dal guano dall’acqua delle gronde e proclamarsi io io e poi ridare tutto all’impasto che ci si plasmi altro un sasso, un’ala di storno, un frutto aspro. Stare dentro l’involucro di molecole prese in prestito dal sale, dal lievito del pane e credere che sarà il nostro al ruotare del caleidoscopio il … Continue reading

Recensione a “Nell’infinito di noi” di Felice Serino (di Giovanni Perri)

È un circolo vizioso la poesia. La parola cattura, “t’apre il terzo occhio, parla all’orecchio del cuore”. Ci consegna quest’immagine in bellezza Felice Serino, nel suo ultimo lavoro “Nell’infinito di noi” nuovo e-book pubblicato da poesieinversi.it (ottobre 2016) : “il terzo occhio”: per dirci che due non bastano, forse; per darci un pianto più forte; per far convergere immagine ed … Continue reading

Movida

Usciamo. In larghe fascine raccoglieremo i rami secchi dell’inguine per non sentire il nodo che ci stringe. L’incensiere manda fumi: la sola notte possibile è quella che il tacco non dice. Così – prosaicamente – il cielo spegne intonso il volo delle luci su un epilogo di occhiaie e di albe stinte. ( Ph: Monica Galvan Photography)

Ruscello…Chi È Come Dio?

A te M. perché sei una donna speciale.   Ricorda l’avorio della tua torre, donna, i passaggi che rialzano arazzi distogliendo i varchi: nessuno ci si pulisca più i piedi, il culto di te sia attraverso pelle inalterata il verbo sulle labbra enigma al marciume e poi, sfinisciti, strappati le unghie scava fosse profonde seppellisci chi ti ha infestato mortifica … Continue reading

Uno dopo l’altro

Un mattone dopo l’altro; piano si è chiusa la fessura. Il buio che dimora nella cella è volato via dal sole… Un mattone uno dopo l’altro uno strillo dopo l’altro quel ringhiare di cazzuola levigando il bel cemento. Bastardi. Bastardi senza amore. Non scuotete queste braccia come drappi! Non scorgete gli impietriti? Coloro che più non colgono E restano immobili … Continue reading