Etica e subbuteo

limitarsi a questo spettacolo inutile di forme, figlio mio, a questa laida pièce di gomiti e fianchi, a queste larghe intese di labbra che scoccano pare da lusinghe barocche, non vorrei tu mai cadessi: conoscere a memoria la parte piazzando uno specchietto per uscire in retromarcia dal vuoto tenue patetico ossario di mimiche facciali, ecco, non è sollievo: sarebbe meglio … Continue reading

Dolcemente

Mi piace questo caldo: rende la cera molle, m’invoglia a nidificare. I disegni sulla pelle non si sciolgono, i lacci si. Per questo ti scivolo via dalle unghie anche se cerchi di piegarmi dolcemente come fai col giornale di oggi prima di leggerlo. (Foto: Natalia Drepina)

SALA PARTO 2:04

A voi statuine convenute a questa mangiatoia reclinabile seguendo la coda scialitica della cometa, alle mani timorose con cui reggete il Bambino che ha varcato questa vulva spalancata dimentica, insanguinata a voi si ricordi ogni giorno questo giuramento (perché è un giuramento, questo, la gioia stupefatta, quasi sguaiata che ora vi trasfigura, un giuramento). Siate consci d’avere smesso di essere … Continue reading

Le gerbere

Non ti ho comprato le gerbere. “Abbiamo colori bellissimi, oggi” diceva la signora dei fiori. Colori. Bellissimi. C’era un azzurro che tremava nelle ossa: inverno e rimpianto. Giallo il polline che il vento portava lontano tra gli aranceti e il mare; dove la vita ti urla negli occhi. E sotto l’erba, petali ancora freschi che nessuno ricorda: il viola delle … Continue reading

TI BACIO PER FOLLIA

pistillo e stame stame e pistillo e non so più dove finisci tu e comincio io e non sai più dove finisco io e cominci tu l’inizio non ha fine la fine non ha inizio e adesso che ti bacio per amore tu baciami per follia [e così via…] *** TE SĂRUT NEBUNEȘTE pistil și stamin stamin și pistil și … Continue reading

Milano

    Buffo vero parlarti dei miei aghi lungo un marciapiede di foglie morte   dentro una Milano sonnolenta piuttosto sudata sotto la giacca.   Non è semplice dire di quanto io sia fuori posto,   c’è che ho sentito il tuo silenzio appendersi e tenermi la schiena.   Ho cose fragili; inferni fucsia che torturano   e fare lo struzzo … Continue reading

ritorno

aspettami all’incrocio. Il tempo di rubare un altro pesciolino alla memoria di mio nonno ch’ebbe al posto del naso una pinna e scribacchiò qualche canzone sociale. Lui che stirava colletti. Aspettami all’angolo dove comincia la statale e si perde la voce del mare adesso che l’inverno ha tutto l’inverno davanti e le parole già tremano dal freddo. Aspettami ieri. Davanti … Continue reading

Sotto e sopra

Versare tutti gli occhi sul senso del mutabile: arrivo e boom: un biscotto, un biberon, un sakè che tutto giunge con l’odore del tuono e poi va via come la barca di carta che si riempe di colpo e affonda, risciacqua il viso, tutto, intriso di nuovo dal fondo e la tinta caduta dai becchi come l’ocra, arriva decisa sulla … Continue reading

Due tempi

C’era un tempo ciondolante dai rami dove i frutti cadevano difilato tra il bianco dei denti : era il tempo di prima degli abiti sottili poggiati su un’idea di perfezione nuda dei capelli senza tintura delle labbra piene Tempo immobile di una fotografia Il tempo allo specchio muove smania nelle gambe sulla punta delle unghie nel contorno nero degli occhi … Continue reading

#17

Io indosso un semplice saluto mentre nudo il mondo avanza un breve rimorso per il futuro. Ma tu, hai l’incanto intero intorno: un rievocare rondini d’estate quando cammini verso casa. Il grigio scaltro, ha di già sbiadito la mia apprensione E certo, è troppo arduo il tragitto per questa sete disseminata. In trasparenza resta solo l’efficace arsura di chi ha … Continue reading