Buio

Ero sicuro che ero, che fossi una corrente una volta in una valle avvolta da neve e che fossi, ero, forse, una certezza proprio là, in mezzo alle chimere che fossi cosi leggero, un monolita: la luce è veloce “spegnila che è tardi”, fammi sapere almeno questo Se possiamo vederci, al buio, lo stesso. Non so cosa dire invece: tu … Continue reading

Pericolo

Eccoti la mia confessione: da tempo mi tormenta il rimpianto del pericolo. Di ritrovarmi pietra fissando gli occhi del sapere, di attendere dietro la barricata col cuore alle tempie l’arrivo delle idee straniere di sentirne attraverso la terra il galoppo, di vederle irrompere nelle strade ordinate mettendo tutto a ferro e fuoco e difendere ogni certezza e vincere o perderla … Continue reading

Meglio

Avrei preferito saper suonare che avere bisogno di qualcosa da dire per agitare le dita senza eccellenza Ma lo stare immobile a occhi chiusi ascoltando il martello garbato della pioggia è un’abilità di cui non mi rammarico

#33

Sei sempre stata qui. Una frase che si dice, quando facilmente l’acqua scorre e lo scarico rimane chiuso. Ma nella nostra città ci sono vicoli che ci toccano con davanzali e ricordi al muschio verde. [Finestre appaiate da una parte porte socchiuse dall’altra]. Il campanile batte le ventuno, ogni giorno e qui della sera mi rimane poco: porte, finestre, muffa … Continue reading

TI PRENDO ANCORA

da questa parte se non riesci a dormire se non trovi la pace ché le gambe lo sanno quando mediti il sonno e non trovi un adagio per il cuore * SE TEMI LA VERTIGINE allora non entrare nel buio della pace che medita su te ombre e punti di luce ché si trova una via un risucchio, se conti … Continue reading

calcio di rigore

la calda noia d’una fontana nell’assolata noia d’una piazzetta, come se fosse un cuore a mezzogiorno: sbucciarsi i ginocchi, trovare la lucertola. E’ tempo di tappi di bottiglia qui, di barberie sepolte nella testa scalini che portano passi di antiche omelie. Luglio di carta salata, da girarci epoche. Vedi, qui terminava l’orologio, la torre, le cosce di Evelina sul balcone; … Continue reading

RADICI

Le case sono sempre le stesse. È cambiata la distanza che le divide, e lo spazio dentro: piene di cose sono belle, come argilla già si vedono le crepe. Tante persone dentro ad una casa, raccontavano i vecchi eppure ora vedo tante case con una persona sola. Le piccole strade sono rimaste ancora di sassi, che si perdono tra le … Continue reading

CI GUARDEREMO

e rideremo una ruga di più sgualciti nei sorrisi di noi, com’eravamo e attenderemo ciò che non arriverà in silenzio come cosa vicina poi a passo di formica più lontana fino alla nebbia fulgida che ricopre la terra quei mattini d’inverno o di prossimo esordio

Confini

d’accordo, potrei dire che c’ero, che prima qui saliva una stradina polverosa e che un giorno conobbi uno zingaro e insieme leggemmo i versi di Kavafis; poi lui ricominciò a salire sui pullman ed io tornai a guardarlo dal balcone. Mia madre aveva un orecchino d’oro e un lobo delicato, la sera leggevamo Céline e guardavamo insieme la pioggia Céline … Continue reading