A 10

E tu, tu ti aggiravi nuda
di notte bevevi l’acqua gassata
alla luna del frigo
dimenticavi in bagno petali
bianchi ornati
di broccati rubino e fendevi il salotto
coi tuoi capezzoli il naso
verso il letto
il nostro letto transoceanico
che ambiva all’eterno.
Sono volati dal finestrino
i miei preziosi
lasciati sul sedile di dietro,
tu odoravi di me
e io mi portavo addosso il tuo odore
per giorni
come fosse il mio odore
sapevano dei tuoi
i miei genitali con la tua saliva
impastavo in piedi il boccone
nell’intervallo del pranzo.
Sono volati fuori i preziosi
ne resta qui la finzione
seduta sul sedile di dietro
e da soli io e lei
non sappiamo che dire.

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