A Come Andiamo

Io cammino sopra i torti,
attraverso i vuoti, mi spalanco
ai certi e so,
so che non posso nascondermi
dai denti che cercano l’incavo
delle mie poche certezze.
Obliqua riemergo dal mar morto
che mi ha lasciato a galla
al sole a bruciarmi gli occhi
quand’è invece
l’aromatico viale delle spezie
che voglio, il presupposto
di un condimento
a dare sapore all’irrisolto
di un giorno svelato
con l’innesto di un cielo lontano
guardato da ieri e che tengo forte oggi
ché non è ombra o ascesso
e di ventre ripongo fiducia
su cespugli di more
ad accudire i figli di nessuno,
dove però  nessuno
non è mai per sbaglio
ma nodo stretto a salvarci il domani.

 

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