pendolari (2003)

  ma non sopporto gli occhiali da sole, lo sguardo furtivo di due lenti appannate.   preferisco ricamare sogni al vento di marzo appena nato.   nessuno siede piuttosto: riempiono – a quattro a quattro – il vagone rimasto dei loro sbadigli e passi perduti   è un esercito a mani alzate che avanza…    

Una poesia da “A rima armata” ed una recensione a “Guerrilla blues” (di Alessandra Bava)

IL PUGNO FURIOSO DEL DESIDERIO HA PIÙ BERSAGLI *   L’ho letto stamane sul giornale, il titolo troneggiava lì da qualche parte tra pagina 33 e pagina 39, ben oltre l’Attualità e la Cultura.   Un titolo microscopicamente cubitale come il verso di un poeta lanciato al mondo con lettere grondanti urla. Un titolo così duro,   un titolo così … Continue reading

portiere di notte termina in Indipendenza (2008)

    me ne sto qua disteso/seduto elemosinando un po’ di giorno e cogliendo pienamente il senso   delle statistiche sui suicidi finlandesi.   glaciali come questo cielo terso erano un tempo gli occhi miei stuprati, rapiti oggi non senza vergogna   da simili ma inconsapevoli olandesi.     terminano all’alba in P.za Indipendenza:   tu, solo autentico squarcio d’Ottocento, … Continue reading

(Inedito – di Hasan Atiya Al Nassar)

    Tra le braccia del soldato non vedo una rosa. Tra i seni non vedo un libro sacro, nemmeno profumo sul corpo morto.   Quella è una scintilla tra le fiamme, è un albero (LA SUA OMBRA NELLA NUVOLA)   Sospesa come un cuore non ha pane per i suoi figli.   DIO nella STRADA.   Un dolce nascosto … Continue reading

A rebel’s sermon (di U.01)

    Endless, mindless, needless thoughts, Pumping the young, nubile and the prodigious spines, All we do is sit and just whine. The men of Satan spew their venom, While the whole world procrastinates to antidote until it gets them. What have we become ,full of hypocrisy, blasphemy and egocentricity, Walking in famine ,hunger and exploitation where even god doesn’t look … Continue reading

sonno e risveglio (2004)

credo sia possibile gli uomini non dormano per giorni giorni e giorni.   questo non spaventi poiché c’è chi dorme giorni, notte e giorno.   né tendoni alati né tribù disperse possono schiacciare chi fa del sonno una questione di cinque minuti d’ascesa e un’ora e mezza di poesia.   è una cospirazione monocromo silenziosa, indifferente che semina qualcosa nel profondo: … Continue reading

Due poesie e due estratti de “I miagolatori” (Marco ed Oliviero)

UNA PESCA D’ESTATE (di Oliviero) Una pesca d’estate ricordo di notte rotondeggiante, profumi di spinelli di marijuana sulla scalinata di Sant’Ambrogio, carnosa succosa zuccherina, dolcissima profumata bianca, rossa, sottile vellutata Sicilia tratteggiata sulla spalla di una statua antica eterna che dondolava sull’amaca sospesa all’infinità del cielo e alla finitudine del Tempo —————————————————————————————- A picco, Come un veliero Sconfitto dalla bufera … Continue reading

Assisi (2007)

  solo un intonaco che rispetti la filologia può far sapere ai francesi che vada detto ai messicani di cambiar treno diretto ad Arezzo o viceversa.   scendo giù i bagagli grazie a un certo tipo d’Assisi, un tale   Checco.   al primi bar che ordino cappuccino e cotoletta masticando Lucky Strike, sento occhi muovere commenti in mezzo a … Continue reading

da “Telescream” (di Massimiliano Chiamenti)

    Nei revival si pesca sempre troppo indietro: io resto nel semi-vecchio, nel recente, né attuale né storicizzabile e dunque replicabile “in stile”. Così questo stallo takes place and it’s me in the end, né pretelevisivo e mnemonico, nor young enough per flesciarmi nei trip delle realtà virtuali, dei simulatori postideologici, automi anodini allucinogeni postumani, posticci.   Massimiliano Chiamenti

Deserti (oceanici) (di W.01)

    Da millenni trascino agonizzanti le membra, e alle spalle le vele del rimorso vantano rotte tra mille e mille porti: navigano indietro lungo il solco profondo dei miei passi, umide chiglie sul fiume in piena del pianto mio amaro. Eppure così arida cade ogni lacrima, o miei Rimembranti Marinai, che le vostre mete senza confini non sono che … Continue reading

NON SONO QUELLO (di Marco Cinque)

  C’è una geografia del dolore sul mio corpo promesso al nulla ogni poro, ogni ruga, ogni lembo di pelle senti? Sono il grido sordo del conto alla rovescia Quando la bocca sarà asciutta e il terrore insostenibile, allora potrò pensare: “non sta accadendo a me” non sono io questa vena aperta con l’ago a scavarmi dentro non io gli … Continue reading

pulsazioni (2003)

non tutti possono avere l’anarchia infusa, ma è certo che solo chi sente la vita pulsare poi è capace di amare.   non so se è vero però che ti stai spegnendo, so solo che io faccio fatica a capirti e che per questo siamo ancora l’un per l’altra inarrivabili   mi hai regalato il rumore del vento.

AFRICA MIA AFRICA (di David Diop)

              Africa, Africa mia Africa fiera di guerrieri nelle ancestrali savane Africa che la mia ava canta in riva al fiume lontano mai t’ho veduta ma del sangue tuo colmo ho lo sguardo il tuo bel sangue nero sui campi versato sangue del tuo sudore sudore del tuo lavoro lavoro di schiavi schiavitù dei … Continue reading

Gone (di Y.01)

    You are gone In your note, in one shot. (You don’t know) Paralysed lies the man, blood easily flow through my pain. Paralysed staring in your eyes my flat seems moving and I need to confess my mess. Paralysed, my fear to talk to you Probably you won’t understand the mess I was passing through. You reject the … Continue reading

Lungo Tevere (di Dafne Rossi e il Ninja – parte 4)

Ma ecco arrivare il dio Tiberino in soccorso, stavolta sotto forma di un ciclista toscano molto cordiale che li indirizzò sulla via giusta. Sotto nubi che si facevano sempre più oscure, e un cielo che da azzurro diventava grigio, la strada saliva di nuovo e sotto di loro il panorama diventava sempre più suggestivo. Il Tevere si allargava nuovamente e … Continue reading