Carillon

mi porto alle tue fondamenta, tocco le ossa e le radici
entro tacendo nella tua mappa di nei secolari:
porta pazienza
della mia lunga fila di castelli arrugginiti
da piogge e ubbìe,
ascolta il camminare scalzo delle bestie quando sogno
di averti in respiro e ti catturo come fossi il primo cerchio della notte,
la parete girata da toccarci l’esatto fruscio dei pianeti
nel mio carillon di parole.

94 views

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

*