Comparazioni

Mentre cerco parole che cambino i destini sorrido al giogo e alla lama ferma sul campo I rari semi nel grembiule non hanno un’aria sana ma basterà il caldo tenue delle mani: qualche radice stringerà una zolla e un girasole mi guarderà con devozione Sarò astro di un cielo minuscolo

Non c’è mare

Non c’è mare e le voci ristagnano si crespano d’aria stanno Strette tra echi in rimbalzo dalla prima roccia verticale restano poi mutano in miasmi e viscido Cerco un rimpatrio alla riva dove nessuna parola torna indietro saluta di fretta e parte sul cambio di brezza lasciando il collo leggero alto fra i capelli

Nelle stelle

Lo so – non esiste la costellazione del rombo ma è proprio quella che vedo da qui L’unica sfuggita alla sopraffazione elettrica e forma questo quadro sghembo sulla mia testa perfetto e brillante testimone che nel buio esistono altre luci a spiegare il cielo Ma io me la ricordo la via lattea nel nero della campagna sulla panca in pietra … Continue reading

Due tempi

C’era un tempo ciondolante dai rami dove i frutti cadevano difilato tra il bianco dei denti : era il tempo di prima degli abiti sottili poggiati su un’idea di perfezione nuda dei capelli senza tintura delle labbra piene Tempo immobile di una fotografia Il tempo allo specchio muove smania nelle gambe sulla punta delle unghie nel contorno nero degli occhi … Continue reading

In autunno

Tagliando la gemma in autunno mentre le foglie virano pronte si impara subito il rosso come ultimo regalo di bellezza Prima del volo Prima della pozzanghera A volte prima di una mano e di un diario dove abitare per molto ancora tra due fogli d’amore

Lontano

Ho voglia di stare col mento sui polsi a guardare le formiche da vicino Pancia sull’erba e ombra Nessuna voce e i suoni del silenzio che accompagnano l’accenno di un sorriso mentre quel mondo piccolo si dà da fare

Aggettivi

Il vento ha mani sporche quando sbatte forte la frusta dei capelli mentre tu -leggera e onnipotente- mastichi la terra in una bocca di carne Ancore animali le unghie solcano di segni netti tutto lo sterrato da qui alla trasfigurazione

Cin cin

Spumano nuvole intorno a un azzurro letale Il cielo sempre uguale nel cielo la vita che cambia incostante Mi squassa un sospiro [è ancora di attesa] mentre un altro rimesta il perduto Inutile farne parole – il nodo rimane si allenta cambia le mani sui capi poi stringe di nuovo – ferale

Straniati

Anche il noto si estranea dopo tanta dissuetudine Eppure era lì /che vivevamo là /abbiamo lavorato ed è qui /che godevamo gli anni liberi Ma non serve scandagliare attenti né riesumare immagini noi – ora – lì non siamo mai stati Perché solo la distanza breve è corpo il resto ricordi tramandati di un assente

Oracoli

Nessuna entità mi sussurra futuri all’orecchio Non ho premonizioni alcuna preveggenza Misuro il giardino a spanne e ho tanti lacci che non so slegare Però quando mi dico “non ho idea di come andrà a finire” è sempre una bugia

Magari (alla finestra)

Magari è perché non avevi una distesa di papaveri sotto le finestre o perché non c’era un gatto a sporcare la tua casa pulitissima che molto prima del tempo i tuoi organi si sono ammutinati e ti hanno trascinato via a forza dai tuoi pavimenti luccicanti Io mi specchio nell’opaco e ho batuffoli di pelo che a volte mi volano … Continue reading

indizi

Il vecchio sole s’inchina al morto coricato nel posto in prima fila e sposta la sua presa di luce sulla maniglia in ottone che scintilla Degli altri seduti dietro nessuno sa come sarà per lui il viaggio ma potrebbe sembrare in fondo un buon inizio

Pensieri del gatto sul balcone

Canta civetta canta impaurisci gli spiriti impauriscili di inquietudine nera Sbattili nell’angolo Nell’angolo a tremare Dammi il tuo verso migliore che del buio porta la selva La selva animale da calpestare in fasci di suono E allargare al presagio le braccia Al presagio che non sei tu a portare

Solo per me

Tutto intorno ditate di sanguigna azzurri che imbrunivano e in luce anticipi di lune Una corona che sfiniva di bellezza Nessun obiettivo poteva fissare per raccontarlo Ho abbassato la mano e alzato gli occhi liberandoli