Tornando (dal finestrino)

Luna piena del mare luna dei tetti alti dei porti in giallo e delle gru brutali Luna delle strade d’asfalto dei distributori di benzina e dei parcheggi Luna piena dei capannoni Luna delle stazioni deserte e dei cavalcavia Luna piena degli aeroporti Luna dei pochi alberi a risalire il viale Luna del terrazzo di casa mia Luna piena del mare

Benjamin(e)

Le piante hanno bisogno di vento Anche quelle di casa che tutto l’inverno si limano al caldo la punta delle foglie Oggi le guardo – nella vacanza sul balcone – sciogliersi di godimento in questa brezza estiva all’ombra della tenda Scuotono piano tutte le fronde una vicino all’altra come donne in spiaggia che si compiacciono nei sussurri di un segreto

Nero

Oggi il mare cattivo non specchia il cielo Nemmeno un indizio dell’azzurro che là in alto ostenta leggerezza senza cura mentre il bianco addenta forte i moli e mastica le pietre in un boato tornando a struggersi dentro la distesa cupa

Se non fosse che

Si accende e cresce in mezzo alla finestra bassa e calda e grande nell’estate In pochi passi a levante viene piena sul balcone per chiamare i capelli appoggiati alla ringhiera dentro la sua porta Tre notti così e poi sparisce dietro le case a fianco poi dietro la collina per nascondersi mentre fa il trucco del buio così buio Quando … Continue reading

Meglio

Avrei preferito saper suonare che avere bisogno di qualcosa da dire per agitare le dita senza eccellenza Ma lo stare immobile a occhi chiusi ascoltando il martello garbato della pioggia è un’abilità di cui non mi rammarico

Comparazioni

Mentre cerco parole che cambino i destini sorrido al giogo e alla lama ferma sul campo I rari semi nel grembiule non hanno un’aria sana ma basterà il caldo tenue delle mani: qualche radice stringerà una zolla e un girasole mi guarderà con devozione Sarò astro di un cielo minuscolo

Non c’è mare

Non c’è mare e le voci ristagnano si crespano d’aria stanno Strette tra echi in rimbalzo dalla prima roccia verticale restano poi mutano in miasmi e viscido Cerco un rimpatrio alla riva dove nessuna parola torna indietro saluta di fretta e parte sul cambio di brezza lasciando il collo leggero alto fra i capelli

Nelle stelle

Lo so – non esiste la costellazione del rombo ma è proprio quella che vedo da qui L’unica sfuggita alla sopraffazione elettrica e forma questo quadro sghembo sulla mia testa perfetto e brillante testimone che nel buio esistono altre luci a spiegare il cielo Ma io me la ricordo la via lattea nel nero della campagna sulla panca in pietra … Continue reading

Due tempi

C’era un tempo ciondolante dai rami dove i frutti cadevano difilato tra il bianco dei denti : era il tempo di prima degli abiti sottili poggiati su un’idea di perfezione nuda dei capelli senza tintura delle labbra piene Tempo immobile di una fotografia Il tempo allo specchio muove smania nelle gambe sulla punta delle unghie nel contorno nero degli occhi … Continue reading

In autunno

Tagliando la gemma in autunno mentre le foglie virano pronte si impara subito il rosso come ultimo regalo di bellezza Prima del volo Prima della pozzanghera A volte prima di una mano e di un diario dove abitare per molto ancora tra due fogli d’amore

Lontano

Ho voglia di stare col mento sui polsi a guardare le formiche da vicino Pancia sull’erba e ombra Nessuna voce e i suoni del silenzio che accompagnano l’accenno di un sorriso mentre quel mondo piccolo si dà da fare

Aggettivi

Il vento ha mani sporche quando sbatte forte la frusta dei capelli mentre tu -leggera e onnipotente- mastichi la terra in una bocca di carne Ancore animali le unghie solcano di segni netti tutto lo sterrato da qui alla trasfigurazione

Cin cin

Spumano nuvole intorno a un azzurro letale Il cielo sempre uguale nel cielo la vita che cambia incostante Mi squassa un sospiro [è ancora di attesa] mentre un altro rimesta il perduto Inutile farne parole – il nodo rimane si allenta cambia le mani sui capi poi stringe di nuovo – ferale

Straniati

Anche il noto si estranea dopo tanta dissuetudine Eppure era lì /che vivevamo là /abbiamo lavorato ed è qui /che godevamo gli anni liberi Ma non serve scandagliare attenti né riesumare immagini noi – ora – lì non siamo mai stati Perché solo la distanza breve è corpo il resto ricordi tramandati di un assente