Vertebrale

Un tempo ero resina Madre poi ho scoperto il sangue vestirmi pesante. I lapislazzuli che porto negli occhi li ho fatti cadere a terra perché sulla spaccatura cammina una donna con il lume nero, ha vermi in mano forse bonifica il seme dell’odio, forse. E spunto ore d’indulgenza – il quando e quanto la mietitura di uno sterminio.    

Totem

” A volte se i tuoi occhi non vedono, devi cambiarli” – Il Corvo Ho un mazzo di chiavi per dare voce alle serrature: canto storie aprendo a ritroso i cigolii. Dai Monti Altaj rovescio lo stampo sulle praterie dei Crow, passo con il viso dipinto dal fiuto bianco e raccolgo la mia piuma nera danzando l’invisibile incastro di un’orma … Continue reading

Così è

    Sto qui sui silenzi di laguna a sbrogliare reti di una pesca lontana, l’aria passa spettinata di sale trascinandomi negli occhi il giallo dei campi di colza. – Così è maturare le cadute nelle piogge senza ombrello e rendersi abitabile nell’ora tarda di un registro che cambia annegando in gola ogni compromesso. – Così è dove ti ho … Continue reading

Soul

  La trasparenza di un filo sceso dall’occhio del cielo passa l’asola della mente e canta in gola – grazie infilando gli anelli della colonna vertebrale, ad uno ad uno riassorbe detriti karmici per danzare senza veleno nella ruota di un pavone dove la notte è giorno e il giorno è la notte; aderenza perfetta al ventre sacro di Madre Terra.

3-D

  Fa male quando scalcia il buio e inghiotte le palpebre? Fa male la spinta nel vento della prescrizione? * -Non farti murare all’ombra- c’è sempre un’uscita; un riscatto che graffia il parquet ali precarie per un ciuffo di cielo onesto nel primo quarto di luna quanto basta per vedersi. * -Diceria amore malattia- e un guinzaglio purga il distacco … Continue reading

Recensione a Antonio Nazzaro: Odore A Torino-Caracas senza ritorno (Ed.Arcoiris 2014)

  Odore A Torino-Caracas senza ritorno. Cosa aspettarsi da questo libro? Un invito indubbiamente. Un invito a varcare la soglia, dove gli occhi dell’autore Antonio Nazzaro mettono a fuoco come un obiettivo  le radici smosse dall’asfalto, dando al lettore quel senso di trovarsi lui stesso a camminare dentro questi racconti, anche se trovo riduttivo definire questo lavoro “racconti d’immagini”. Partendo … Continue reading

Per Dire

    Se ti dicessi che a volte è così facile perdersi tra una stanza e l’altra, bucare con le dita il vuoto nella pausa sostenuta dallo sguardo barcollando nell’indugio fin dove l’alta e ribalta offre il suo spiraglio, tuttavia, infilare la tentazione sottraendosi  dalla luce accesa anche di giorno dentro mura dov’è sera e infine trasecolare, smerigliando l’aria.

Orologi (meccanismi d’incastro di Luciana Luzi & Catia Dinoni)

Mi piacciono gli orologi a carica manuale e quelli automatici, piccolini da donne di altri tempi, simili a bracciali, ma anche da uomo, grandi, con i meccanismi visibili o con la catenella. Mi piacciono perché non sia una pila a regolare la funzione di dirmi l’ora, ma una mia azione, che sia io col movimento del polso o con il … Continue reading