Recensione a Antonio Nazzaro: Odore A Torino-Caracas senza ritorno (Ed.Arcoiris 2014)

  Odore A Torino-Caracas senza ritorno. Cosa aspettarsi da questo libro? Un invito indubbiamente. Un invito a varcare la soglia, dove gli occhi dell’autore Antonio Nazzaro mettono a fuoco come un obiettivo  le radici smosse dall’asfalto, dando al lettore quel senso di trovarsi lui stesso a camminare dentro questi racconti, anche se trovo riduttivo definire questo lavoro “racconti d’immagini”. Partendo … Continue reading

Per Dire

    Se ti dicessi che a volte è così facile perdersi tra una stanza e l’altra, bucare con le dita il vuoto nella pausa sostenuta dallo sguardo barcollando nell’indugio fin dove l’alta e ribalta offre il suo spiraglio, tuttavia, infilare la tentazione sottraendosi  dalla luce accesa anche di giorno dentro mura dov’è sera e infine trasecolare, smerigliando l’aria.

Orologi (meccanismi d’incastro di Luciana Luzi & Catia Dinoni)

Mi piacciono gli orologi a carica manuale e quelli automatici, piccolini da donne di altri tempi, simili a bracciali, ma anche da uomo, grandi, con i meccanismi visibili o con la catenella. Mi piacciono perché non sia una pila a regolare la funzione di dirmi l’ora, ma una mia azione, che sia io col movimento del polso o con il … Continue reading

L’Essenziale

  Corri, corri più veloce dei tuoi inverni.   Riposa se puoi sul collo   che la notte lascia piaghe sugli occhi   e fiori appassiti ai bordi di un pensiero da scannare.   L’ombrello nero un tornello e il suo capogiro   -l’essenziale   ritorna quando ti fermi a riprendere fiato.   [E il cuore si impasta a una … Continue reading

It itinere

Se iniziassi a prendermi invece di mandarmi per traverso? Finora ho segnato le cortecce di maggio per vederti arrivare. Scomodità di ieri, ostilità chissà, sai, rido quando ancora mi chiamano zingara. Nel tormento di fiati mi sono tolta cinque vite, insidie concesse al capogiro trascinando alla meglio pozzanghere di ottano. Dovresti d’istinto prendermi per il verso giusto, nei passi poco … Continue reading

Milano

    Buffo vero parlarti dei miei aghi lungo un marciapiede di foglie morte   dentro una Milano sonnolenta piuttosto sudata sotto la giacca.   Non è semplice dire di quanto io sia fuori posto,   c’è che ho sentito il tuo silenzio appendersi e tenermi la schiena.   Ho cose fragili; inferni fucsia che torturano   e fare lo struzzo … Continue reading

A Come Andiamo

Io cammino sopra i torti, attraverso i vuoti, mi spalanco ai certi e so, so che non posso nascondermi dai denti che cercano l’incavo delle mie poche certezze. Obliqua riemergo dal mar morto che mi ha lasciato a galla al sole a bruciarmi gli occhi quand’è invece l’aromatico viale delle spezie che voglio, il presupposto di un condimento a dare … Continue reading

Ruscello…Chi È Come Dio?

A te M. perché sei una donna speciale.   Ricorda l’avorio della tua torre, donna, i passaggi che rialzano arazzi distogliendo i varchi: nessuno ci si pulisca più i piedi, il culto di te sia attraverso pelle inalterata il verbo sulle labbra enigma al marciume e poi, sfinisciti, strappati le unghie scava fosse profonde seppellisci chi ti ha infestato mortifica … Continue reading

Attraverso

  “lo spirito che è in me riconosce lo spirito che è in te” È crescere  impolverandosi al destino; piedi che rincorrono il pallone con occhi spalancati al di sopra delle nuvole e dietro ad ogni calcio muore una paura una casta s’incrina una voce si strofina, e chissà se la mano che vi circonda il cuore evapora l’abbandono scucendo … Continue reading

La rondine di guardia

Il nascondiglio l’ho scoperto mio malgrado; un luogo senza finestre, carambole dense, enigmi di una camera oscura dove non si osa guardare: diamante nero nel pozzo, fughe nere al lazo e mani protese al borotalco di nuvola. Tieniti forte e non scivolare il trotto dei boschi non può ferire, se tremi all’aurora amare sarà in mezzo alle pietre urlando a … Continue reading

Interrotta

Guardate: hanno di nuovo decapitato le stelle. Ehi, voi! Cielo! Toglietevi il cappello! Me ne vado! Sordo. L’universo dorme, poggiando sulla zampa l’enorme orecchio con zecche di stelle. Tratto da: La nuvola in calzoni (1915) Vladimir Maiakovski Per poco l’agave mantiene il sodalizio. Le mie stanze sono di cinabro rifiuto. Nel catino bestemmio l’amputazione precisa l’improbabile siero l’incendio appiccato gli … Continue reading

Fuori Posto

Non credo di avere l’abito adatto per l’occasione.   Quale colore tocchi gli occhi del cielo è irrilevante, non smetterà di scomporre terra di croci bianche.   Qui ora siamo e lei, sola, così sotto le tempeste così sopra tante teste, il salmo si perde sul cencio viola di un viso albino   in mezzo al petto il tumulto delle … Continue reading