Seminare il buio

L’unica mia luce: il riflesso delle bugie fra le scapole dorate, le candele dei ristoranti panoramici in una sera dove niente ha sapore e dove spugne imbevute d’aceto nutrono le vene vuote delle orchidee per qualche ora; poi, sarà il morire oppure no; non ha più importanza. (Foto: Alfred Johnston)

La casa dei venti

Hanno portato via gli specchi, i bicchieri dal lungo gambo e il vapore del caffè fatto fresco che ingialliva i tuoi fiori di stoffa. Nudo di sole il muro ricorda le ombre che amavi: una piccola testa ricciuta, l’angolo di un finto Velàzquez, la tua vestaglia d’estate dimenticata appesa. Non rimpiangerle. Come l’aria troverai nuovi modi per confonderti con gli … Continue reading

Movida

Usciamo. In larghe fascine raccoglieremo i rami secchi dell’inguine per non sentire il nodo che ci stringe. L’incensiere manda fumi: la sola notte possibile è quella che il tacco non dice. Così – prosaicamente – il cielo spegne intonso il volo delle luci su un epilogo di occhiaie e di albe stinte. ( Ph: Monica Galvan Photography)

Svernare

Sei una stagione che non esiste. Non hai braccia e non hai gambe; caldo e mosche vecchie ti muoiono in grembo come su acini non colti. Chiusa nel tuo pistillo hai germinato inverni di tazze a tema, fra i Limoges e i fiori di vetro: lunghi inverni. Lividi. Buchi sulle foglie. Piccole mani su cui riflettere. I tuoi capelli sfioravano … Continue reading

Ridi

Ci siamo messi un rametto fra i capelli – un rametto per uno – che spero ti distolga l’attenzione dai miei mocassini senza calze; il tailleur è freddo, e veste goffo nella luce umida del dopopioggia. Sorridere abbracciati in questa strada lucida di guerra assorda come una vetrata improvvisa che s’infrange nel sonno; però ridi e spendi tutte le tue … Continue reading

Potresti

Potresti attutire il rumore che faccio cadendo; con le mani invece rabbocchi quello che non manca e mi peschi a caso dal sacco delle foglie. Ho voglia di liquirizia: ma non ricordo più la strada che porta alle tue tasche. Sotto la lampadina a risparmio si diventa letargici, ragionando d’uva buona e del mare sotto i treni e delle lenti … Continue reading

Le piccole cose

Mi mangio le unghie e poi ti lamenti che non riesco a smettere; non ricordi il gusto che lasciava la bicicletta vecchia, e non mi frughi nella treccia per trovarci le pezze e le nenie che mi canto come se mi avessi guardato dormire. Oggi quel poco di azzurro si scioglie via dagli occhi con l’agro dei mandarini e il … Continue reading

Non ero io

Tutto può dirsi col nodo alla cravatta fatto al punto giusto per strozzarsi, e la scriminatura sul lato liscio; con una ridda  di petali esausti ad ammorbidire la polvere, simili in tutto ai niente finti raccontati al bar. Su questi niente fluttuo con l’incoscienza rosea sulle labbra e il passo lieve;  ma i giorni mentono. Mentono, con tutte quelle ore … Continue reading

Impasse

Quello che non sapevo è che anche le cornici s’impolverano qualche volta; e hanno l’odore dell’amore rimasto in gola, quel dolce triste della frutta cotta nelle cene ordinarie. Noi. Noi e i silenzi. Noi e gli alti specchi. Noi e il muro dei quadri grandi e brutti che dovevano esserci. Fuori, invece. Fuori c’erano i gelsomini di notte e tutti … Continue reading

Vagabondaggi

E siamo già quel niente che ci aspetta: il vecchio amore gracchiato dal marranzano di passaggio – sempre lo stesso – un’agave spaccata sul ciglio della strada e polvere, tanta polvere nel sole crudo delle tre, l’occhio dimesso di una donna dietro le persiane e tutto quello che d’estate si replica: il piede bagnato dentro il sabot, la sete, i … Continue reading

Senza rossetto

Tu sai a cosa penso se mi chiedono di scrivere dentro a una di quelle finestrelle di carta che si aprono: non al cestino del pane usato per la frutta, non alla crocchia, al grembiule che copre una parola di troppo o alle posture forzate che hanno gli arti dolorosi e il cuore duro dei vecchi; penso ai baci dati … Continue reading

Sestante

Fammi un piacere: inventati un dolore, un dolore qualsiasi. Non coprirti gli occhi con le mani mentre cambio l’acqua ai fiori finti. Ho le unghie spezzate per il troppo scavare. Imbastiscimi male l’orlo della gonna togli la sinistra da tutte le mie scarpe aiutami – anche oggi – a non accadere

Che differenza c’è

E’ giugno e c’è brina sui vetri; e c’è che anche solo sfiorarci le spalle ci ridà i vecchi odori delle pesche masticate con la sabbia. Ma chissà a cosa pensi davvero, ora che mi racconti l’ultimo rimedio per i capelli, ora che niente ci assomiglia; tutto precocemente vizzo; e noi sempre più monche di giorni, di occhi e di … Continue reading

Velvet

Cercami dove tutto finisce. Lento è il lavorìo dell’alga; ossida le chiglie nel canale. Mentre io fiorisco ancora negli autunni di mezzo, quando le ore sono asfodeli sotto i porticati e il pettine odora di colonia per bambini. Ho voluto un nido oltre le cortine, sulle rocce a strapiombo, un vecchio merletto per proteggermi le spalle come fosse ombra.

La ragazza col gatto

Mi mettete in posa su un carretto dipinto e non sentite, fra le giunture molli i fruscii delle ortiche. Nessuno sente. Eppure le mie grida sono grida; a volte tracciano bestemmie nella sabbia calda sotto il piede del venditore di braccialetti. Mi avete disegnato addosso piccole pervinche assetate mentre la carne si disfaceva nell’erba alta: lasciatemi ora! Lasciatemi essere la … Continue reading

Letture incrociate: Donatella Pezzino su “E’ lo stesso” di Francesca Lavinia Ferrari

E’ LO STESSO Pezzi di vetro. Scaglie di specchi. Briciole di calce. Cos’è crollato? Non un graffio sulla mia pelle candida. Nel silenzio spettrale un viso trascolora. È il mio? Un formicaio di figli sugge mammelle. Non fermo il passo. A destra e a manca li scanso. Da qualche parte c’è. Un uomo. Meglio fermarsi? O esaurirsi in tentativi? Farsi … Continue reading

Pelle e vetro

Via i muri; da tutte le parti mi premono alberi, alberi sulle gambe come radici mozzate, alberi a sventrare l’orsacchiotto che sa e grida di vento, vento che fa le foglie rosse e le mie labbra rosse, e le ferite più rosse e grida che ammutoliscono i sogni, sogni da due lire di una bimba che non pesa, sogni di … Continue reading

Azulejos

Fiori viola nel silenzio dei tuoi passi. L’arancio grato dei tetti. L’amara consapevolezza dei campanili nel denso odore di pioggia. Poi, l’estate. Aliti di penombra e di sabbia calda nelle stanze. E tu che tremavi d’azzurro oltre il davanzale, non osando spingerti fra i rami carichi di petali verbosi, di profumi troppo bianchi. Tu con le spalle – fragili – … Continue reading