Inizio

Di nuovo ho traversato un inizio e l’uscio mi ha dato alla luce nelle strade adorne d’Aprile. Solo gli inizi ho nel ricordo. Quando tutto era primordio e mi cresceva un grido di bestia quasi, di smania e piantavo col tallone un albero al passo o sprofondavo la bocca le guance nel rivo delle tue gambe nuove. Solo gli inizi … Continue reading

LITIGIO

Sei allato all’uomo che mai avrei voluto in sorte di diventarti accanto. Allato come una evenienza impensabile vestita dell’apparenza d’altre, non tu. E amore risuona amore tremendo tra la mia gamba seduta e la tua gamba; contumace, ma che a nominarlo appare e non sa darsi pace di non ornarci il fiato.

Nel pomeriggio le tende gonfie

Diventerai depresso come chi si ferma troppo spesso a contemplare le parole abbandonate. Dici e mi dai il sorriso. Nel pomeriggio le tende gonfie sospinte nella stanza, la prua diritta verso la tavola imbandita. Io le parole le ritorno fino a che non sono lisce come i ciottoli di spiaggia (il libeccio invece lo scirocco raggrinzano i ciottoli di carne) … Continue reading

EPIDEMIE

La Spagnola ha fatto cento milioni di morti vorrei impressionarti con questa enormità il riff di Keith Richards tiene sospesa l’armonica che miagola tra i nostri capelli serali e il soffitto e tu te ne stai con le gambe di lato. Mangerei le tue gambe l’accenno di scriminatura tra la tibia e il polpaccio e i piccoli piedi posati che … Continue reading

Cicuta: la poesia anfotera di Enzo Lomanno

Nell’Inno Omerico a Ermes si narra che il dio appena nato esca dalla grotta dove è stato partorito dalla madre Maya e si imbatta in una tartaruga. Spinto da quella crudeltà immotivata che spesso muove i giochi dei bimbi, il dio infante uccide l’animale, ne svuota il guscio, vi pratica dei fori, vi tende delle corde e con questo macabro … Continue reading

SALA PARTO 2:04

A voi statuine convenute a questa mangiatoia reclinabile seguendo la coda scialitica della cometa, alle mani timorose con cui reggete il Bambino che ha varcato questa vulva spalancata dimentica, insanguinata a voi si ricordi ogni giorno questo giuramento (perché è un giuramento, questo, la gioia stupefatta, quasi sguaiata che ora vi trasfigura, un giuramento). Siate consci d’avere smesso di essere … Continue reading

Stare dentro l’involucro

Stare dentro l’involucro di frantumi presi in prestito dal guano dall’acqua delle gronde e proclamarsi io io e poi ridare tutto all’impasto che ci si plasmi altro un sasso, un’ala di storno, un frutto aspro. Stare dentro l’involucro di molecole prese in prestito dal sale, dal lievito del pane e credere che sarà il nostro al ruotare del caleidoscopio il … Continue reading

Dimentico, che io sia dimentico.

Risento mia madre evocare piccole cose della mia infanzia nel pomeriggio malfermo sulle gambe chiare, una formica che spiega quanto sia nero il nero alle formiche distratte. Sulla groppa del davanzale un altro ottobre mi imbianca. Qualcuno guarda mio figlio ogni tanto che mi rasenta la gamba, la guancia all’anca come un pollone al castagno, mio figlio di cui nulla … Continue reading

MI SERVE

Nient’altro che l’attenzione che si dà a uno strillo, all’inciampo di una passante in strada, a uno scalpore improvviso di scolari; come fossi io la voce sola che si merita la tua spigolatura nel vocio, io l’erba tra tutte a cui spetta l’indugio del tuo occhio mentre rasenti il prato. Non più di questo ti imploro: che l’apparire in te … Continue reading

A 10

E tu, tu ti aggiravi nuda di notte bevevi l’acqua gassata alla luna del frigo dimenticavi in bagno petali bianchi ornati di broccati rubino e fendevi il salotto coi tuoi capezzoli il naso verso il letto il nostro letto transoceanico che ambiva all’eterno. Sono volati dal finestrino i miei preziosi lasciati sul sedile di dietro, tu odoravi di me e … Continue reading

DA ME STESSO HO APPRESO IL CERCHIO

Da me stesso ho appreso il cerchio che non ha traguardo quando l’anima mi abbandona il fianco e si sparge tra i fiorai, le pollerie,
 signora breve di un caffè 
dalla camicia bianca, 
dell’offertorio dello zucchero,
 della tazzina, del piccolo cucchiaio o tira mezzogiorno guardando il passaggio dei pensieri in strada e intanto il corpo calca e gira cento volte … Continue reading