Amore I

I suoni che produsse con l’apparato fonatorio, avevano un significato nella nostra lingua, ma per me erano incomprensibili. Avevo disimparato anni e anni di parole, di termini specifici, di significati, di frasi fatte, di vocali e consonanti, di pause. Lei parlava e non capivo. Non ero in grado di dare un senso al movimento delle sue corde vocali e quella … Continue reading

Durante ricordo

Ti ho ancora nel ricordo, di spalle mentre osservi un quadro di Tancredi e provi sincero amore per i colori. Ti ho ancora nel ricordo, gli occhiali quadrati mentre ti lamenti per qualcosa di cui subito dopo ti dimentichi. Ti ho ancora nel ricordo, le mani ruvide, ti si increspano per il freddo e cerchi le mie, affondate nelle tasche. … Continue reading

La Creazione

E di colpo fu nulla. Furono nulla: le strade, i palazzi, le biciclette elettriche, i cavi dell’alta tensione, le fabbriche, le polveri sottili, l’amianto, i bambini poveri d’Africa, le pubblicità, i materassi, le camicie e le cravatte stravaganti, le bottiglie di plastica, le chitarre, i confetti, i computer, gli pneumatici, i denti finti, le creme contro la vaginite, le cabine … Continue reading

Musa acuminata

Vigliacco, Jimmy! Sei scappato sul costato insanguinato, toccando, con il tacco della scarpa, la pancia rossa e ferita, mischiata tra carni buone e aperte, sbattuta come un uovo strapazzato. Se solo sapessero i pittori dei bei colori che il corpo potrebbe offrirgli. Jimmy il vigliacco, sei scappato prima che arrivassero i poliziotti a prenderti e castigarti, a segnarti gli addominali … Continue reading

Asterischi di numero tre

Nessun tempo si muove con te. Solo fermo ed eterno muoversi del tuo volto ambiguo e delle attese altrui. Forse sono mani buone quelle che ti toccano il seno spento da mille raggiri/forse saranno estremità adiacenti al suolo sussurrante: «è questo quel che di noi pensiamo». Nessun tempo si muove con te, nell’eleganza dell’arcaico legato alla meraviglia del tuo acido desossiribonucleico.

Tienes las cosas entre los huesos

Ho una bellissima rabbia di colori pastello, comoda come un divano spolpato, decorata da statuette a tutto tondo rubate in un eterno inverno. Sognano le urla di uscire dalla corda tesa sul lato sinistro del collo, ma restano e sgocciolano pazienti nella miccia umida, nel sapore delle gengive morbide. La potenza e la violenza, tatuaggi d’un rondò mozartiano suonato da … Continue reading

Tende rosse tese fra monti

Ci divide un pelo ricamato sul lenzuolo e un modo diverso d’incoronarci con le sconfitte. Stendono le donne, sempre le donne, sempre e solo le donne, le carte della vecchia geografia, quella ormai sbiadita con Bonn capitale e la Jugoslavia agonizzante, Pyongyang incazzata e abbandonata. Ci dividono mura di ferro e cemento per non lasciarci riunire, toccare, mangiare le caserme … Continue reading

Casa-Museo Boschi Di Stefano | Cose così belle che proprio non si poteva non scriverne

ATTENZIONE: il seguente articolo potrebbe urtare la sensibilità di coloro ne sono privi. Immaginate duemila dipinti. Dove li mettereste? In un museo, verrebbe da dire. Ora, immaginate duemila dipinti, in casa vostra. Dovete vivere con duemila, ripeto: 2000 dipinti in casa. Dove li mettereste? Siamo a Milano, zona Corso Buenos Aires, anzi, a due vie da Corso Buenos Aires, la … Continue reading

Di lui

Come sempre i sassi si staccano dagli armadi, in assoluto sono vernici bianche a segnare i nostri confini e sembra tutto reale sul filo nero d’occidente, le tracce di rame sulla tela di cera. Una volta ascoltammo cantanti umili distorcersi le voci, solo per te, per permetterti d’immaginare uno scudo da decorare e usare come feticcio. I vecchi romani combatterono … Continue reading

Senza nome

Sono dovuto diventare spugna per assorbire dall’acqua le pennellate sbagliate, perché blu e rosso non vanno d’accordo, soprattutto d’estate. Sono dovuto diventare alga per confondere i turisti con questa forma da straccio strappato, perché soldi e coscienza non vanno d’accordo, nemmeno d’estate. Sono dovuto diventare abisso per far sprofondare in me le ombre scappate, perché cimiteri e senza nome non … Continue reading

Dizionario psicologico di un ventunenne con nessuna rissa né precedenti alle spalle

malinconìa (o melanconìa; ant. maninconìa, melancolìa) s. f. [lat. tardo melancholĭa, gr. μελαγχολία, comp. di μέλας «nero» e χολή «bile», propr. «bile nera»; cfr. atrabile]. – 1. a. ant. Nella medicina ippocratica, uno dei quattro umori (umor nero) che costituiscono la natura del corpo umano e ne determinano l’equilibrio organico (dottrina accolta da tutta la medicina antica e trasmessa fino … Continue reading

domenica diciannove quattro duemilaquindici

settecento circa. 700 circa. in parola o in numero non cambia nulla. in settecento circa “stipati su un peschereccio come animali”, per dirla come fanno i telegiornali, “ammassati sulla speranza con le loro anime”, per dirla come farebbero i poeti, ma non esiste più poesia oggi, né ieri, quando successe, né domani, quando succederà, ancora. non esistono più settecento circa … Continue reading

Salpare per non farsi aggredire dal sale

Sei nell’oceano del mio futuro, legata ai debiti che ho fatto con gli albatros per non perderti. Mi hai visto supplicare i venti perché mi portassero sulle rive dell’India o della Nuova Caledonia, della Polinesia o in un momento di grazia mi spingessero a casa, fra le maschere e la maizena. Sai bene come le acque attorno a questa nave … Continue reading

Ci arrangeremo anche con gli errori

Quasi morti, come ora, sbattendo le scapole, ma con le zampe palmate devote al suolo. Quel fiume nero attraversa in fila indiana il rettangolo grigio, invade la patria dei nostri picnic, allaga la nostra tana. Quando la Sierra Nevada sarà spiaggia, le nostre unghie saranno fossili, dovremo allora cambiare finalmente tutti i nomi delle nostre nazioni. Quindi sfrutteremo le mani … Continue reading

Il venerdì del villaggio

Vimercate, provincia di Monza e Brianza, gennaio 2013 Simone Bastianoni, di quarantacinque anni, affrontava il suo venerdì di finta malattia affondando sempre più sul suo divano. Sarebbe andato dal dottore nel pomeriggio e gli avrebbe fatto la sceneggiata della borsite al ginocchio sinistro. La speranza era sempre che il dottore, con un estremo atto di clemenza, gli regalasse una settimana … Continue reading

La corazza del rinoceronte

Rossetto affamato, sbavato sull’asfalto. Ho capito come potevo ignorarti meglio con le nostre sere tutte nella tasca destra per far sentire vuota quella sinistra, ho capito come studiare i tuoi movimenti con un solo fotogramma del tuo primopiano, ho capito come trascinarti quando, come i gatti, ti accucci nascondendo le zampe. Stiamo guardando una proiezione del nostro futuro peggiore da … Continue reading