ECO

Al mio fianco è nato un albero vermiglio e la corteccia delinea insenature fantasma – trasparenze. Il grido non ascoltato riecheggia nel petto  e inghiotto sangue: dunque non ricordo l’infanzia a cui fino a ieri la memoria era appesa sul davanzale. Ora, aspetto qualcuno che desto legga la frequenza del battito qualcuno che raccolga la foglia caduta.

DISTESA

C’era una bambina tra le carovane, rivolta verso il cielo non sapeva che odore avesse una casa. Era il principio di un esodo, di un luogo. Tutti sono andati oltre la collina, hanno creduto di trovare una terra. La bambina è inciampata perdendo il sentiero: l’erba aveva l’odore di una casa.

*

Se solo il vento carezza il dorso delle voci, appoggia la mano sulla terra: il sudore scende figlio del cammino di anni addietro. Il pomeriggio scorre fra tante risa, i fumi popolano la piazza, incontro adagiato sulle sere di un luogo che non ricordo ma dove, seduto ti ho incontrata.

IL TUNNEL

La guerra gioca coi volti, il sangue nelle mani e i ricordi del grano sono lungo la via. Il tunnel lava le ferite combatte i demoni vestiti da cani randagi e smarrito il punto di luce nessuno dorme. Lungo le strade la sorte e il buio sfidano la morte: perdonarsi è l’unico appiglio.

CENERE

Scorre il ricordo quando le strade svaniscono, sui vetri appaiono mestizie e l’anima non risponde, il corpo non è fiume. Scorre veloce la memoria di paesi visti. Le mura non cambiano l’odore ha vita propria così la mano sente su di essa la paura di non restare come cenere al vento.

VERTEBRE

E’ stato acclamato di sera,germoglio di seta che suoni, fugace presentimento bagnato di tesori. La parsimonia si è placata nel ventre tuo e il pesce risale un torrente, frastuono di normale bellezza che la pelle fa splendere -luce. A memoria è decantata la voce, secondo cui due messaggeri hanno trovato la felicità nell’attesa, stando fermi nel camminare verso le candide … Continue reading

ETIOPIA

Era corta la strada tra la missione e il piede scalzo. Rispecchiavano di luce i tetti di lamiera e di canti musulmani che svanivano nelle elemosina dei mendicanti. Tra i massi la iena non poteva far male, ma le stelle [l’uomo bianco non ha rovinato quel cielo] proteggono ancora la notte e il silenzio. Etiopia, donna dal naso piccolo spiega … Continue reading

METAMORFOSI

Il cammino è chiaro, nuvola sui sentieri dove la punta accarezza la freddura dei passi. Osservo di lato e nel basso e dall’alto la prima ferita, mi scopro Adamo e lacrima di madre, solo una domanda -perché cosi tardi?- E l’eco risponde -tardi è per gli uomini, tu,che cosa sei?-

PER LE VIE BREVI

C’è un diametro che conosce la pausa tra due parole. Dell’odore ,il pianto è frammento codice di disuguaglianze sussurrate dalla frescura, forse sedimento e silenzio e ritorno: sciolto nella neve nel recitare il bianco -per le vie brevi- è apparso il significato, nessuno del compianto ristoro recitato sui muri dal suono di un abbraccio.

7 SETTIMANE E 3 GIORNI

L’aria si fa bruna, nel limbo dei battiti scanditi: da tempo è stato predetto, ma chi lo ricorda è stato un profeta. Poi c’è un passo, lo schema è vertebra che si fa goccia all’incrocio degli anni venturi, di tanto in tanto potremo chiederti una reazione, sasso che l’eco rimbalza nella stagione delle mani piccole. È tremito l’esercizio dell’attesa, polvere … Continue reading