Gomene

Le gomene ci raccolgono al consueto almeno pizzichiamo le vene con due dita mentre, facete, ci sussurrano la vita. Ma dimmi, tu, che mi guardi, triste di sbieco, come fossi un assolo di tosse che mi guardi come fossi, tu, una foto, sulla lapide, al sepolcreto. Dimmi, tu, che diventi breccia e ti spacchi i timpani a furia di gridare … Continue reading

Sotto e sopra

Versare tutti gli occhi sul senso del mutabile: arrivo e boom: un biscotto, un biberon, un sakè che tutto giunge con l’odore del tuono e poi va via come la barca di carta che si riempe di colpo e affonda, risciacqua il viso, tutto, intriso di nuovo dal fondo e la tinta caduta dai becchi come l’ocra, arriva decisa sulla … Continue reading

Salgemma

Oggi sono salgemma a fortiori ho cristalli alla rinfusa vivo in un polipolio come somma, mi sollevo e mi sottraggo bivacco, faccio un cerchio, divento cristallo e mi passo un dito tutt’attorno, suono sono sonoro, consuono un mormorio stacco un ferraccio, m’affaccio alla gemmazione m’innesto valanghe alle mani un tralcio di corbezzolo da ottobre a novembre donde rima coi petali … Continue reading

Aporia

Non fossi altro che l’aporia del vagare sarei scalzo: coi piedi le impronte rimangono fintanto che giovano all’errare, non fossi altro che un acciarino e un terraqueo che scompare alla bruma, non fossi altro che polvere e tutti i colori feraci del creato sarei comunque un’apnea appena sotto la foschia se cavando petali dalla fralezza mi spandessi all’entropia.

Trincea

Io so dell’animosità del fiatare incagliato alla banchiglia, so che il freddo sa di mare e non smette d’ingoiarci. Io so dell’effuso dell’instabile che abusare del riflesso sia uguale al franto delle camole, so che trattenere il respiro è avere paura della marea e che il respiro è tutto ciò che siamo in questa trincea in cui esplodiamo colpi a … Continue reading

Falde

Ecco, vedo le falde l’attecchirsi ai basamenti giù, alla banchiglia che si apre al levare, alla luce che mi accarezza il timore se sto pingue su questo cuscino in cui languo di tinte e apatite . Spurgo frammenti, via mi faccio posto, ora sopra quel gelo, l’arpione, che mi alleva alla blandizia. E tu, foschia, hai visto la corda che … Continue reading

Recensione a “Solstizio” di Antonella Lucchini

La luna si fa estate spogliandosi fino alle ossa. Una notte di luci volanti a filo di pelle nudo il corpo della terra nudi gli strilli delle piume nel buio. I grilli garruli fermano i loro salti attorno al piede caldo che sfibra ogni stelo. E’ il momento della nostra nudità più nuda quando una mano può passarti attraverso e … Continue reading

Ali

Con quella garza sul sinolo, cadi che a tenerti assieme dalla bolina cedi sulle virate al fianco aperto, dai suoi orli di bianco, dai suoi scandagli trapiantati sull’ali che hai assetate di nuvole ma prigioniere del pianto. Prendi l’unguento per cavare le mani dalle mani, dalle sue folate che ti sbattono le imposte che vorrebbero aprirsi. O chiudersi per sempre.