Untitled

Tanto che vibra lingua che accigliata precipita vecchia grinza quando si rivela nuova parlata. Tanto che luce confuta litote sulla carta che tanto sessile si fa forma più scorre su piani inclinati per quel futile guanto di seta. Tanto ch’Eterno sfugge al suo dio. Tanto che vivido come occhi di celenterato amo il perpetuo tramestio che sgorga da’ chiome tue. … Continue reading

Absence

  Qualcosa di assoluto nel relativo di ciò che è acqua, ombra, strada; fattori ordinari quando è piena la vita, quando scintillano trigonometrie dai nostri anni ricostruiti attraverso memorie somatiche. Cose di primaria importanza allorché le scintille della frenata annunciano l’usuale rito della partenza. E quel nulla, quel vuoto che venivano adorati ed accuditi rivelano il ghigno perverso, l’introspezione più … Continue reading

NOTA

Se devo dire una verità (fra le tante) sono costretto a confessare una poetica pretenziosa, spesso melensa nel perseguire lemmi da dizionario UTET. Tutto per ben figurare nei simposi pregni di memorie alcoliche, descrivendo amori chiusi nelle giacche invernali e aperti sui pianeti da scoprire in nome di chissà quale alterità. Guardo, senza vedere, le panchine più sporche per poi … Continue reading

Senza titolo

Svanisce la percezione abituale della luce che si fa corpo sfiorato dal dondolio senza ragione che non sia il sorriso rubato alla vastità di un mondo inspiegabile. Parlare pensieri che mai appartengono agli spazi liberi del guardaroba, una figura immaginale, esattamente come quella che non trovo oltre la periferia del tuo ventre. Non è strano che le ore dispensino petali … Continue reading

Ciò che è nostro non è proprietà

La terra ride e ci rimbalza rendendoci bruciante atmosfera nei minuti che mai sapremo anche se costruiti sulle nostre ombre, i corpi sbattuti sulle parole che non si osano sputare col medium telematico per rivendicare ciò che il corpo ha smarrito in un pugno di giorni in mezzo agli arti doloranti che pure aprono a nere giovinezze e a coiti … Continue reading

da “Terra bruciata di mezzo (fra Vespero e Lucifero) – Matisklo Edizioni, 2013

Ex-sisto, null’altro, e presumo il margine del dedalo dopo il dipanarsi della fune che infesta l’allure del desiderio o… del capriccio: j’ai désiré toujours le non-désir et t’as brigué pour le nouveau rendez-vous, forse all’ora di maggior deriva quando non sapresti che calpestare e insanguinare pur di negarti alla mia inedia. Tutto è reso più vero nell’atlante domestico, fra lattine … Continue reading

Deborah Žerovnik – Mirko Servetti: “D’inverno. Danzando.”

Carne, pelle nel mare chiuso. Si muovono le rugiade nei sonni dormiti da vecchi hombres duri come i monti di Carrara. acqua terra aria fuoco provocano sottili brividi ai filosofi sufficienti del proprio es mentre lontano, forse milioni d’anni-luce si stendono, a nastro, luccicanti autostrade panamerican uno sguardo, di marmo tegumento, il resto lasciato fuori non è silenzio è il … Continue reading

Notturno

Venne la grande soirée, in mezzo la calca udii il fruscio del vestito più bianco e quasi non mi mossi. Presi tempo, o il tempo mi prese. Forse andò così. Birra alla spina, spinosa, e nervi a posto. Richiamato all’ordine… La pianti di fissarmi con antico rimprovero? Vero è che lo scribente pagliacceggiava un po’ con commenti pecorecci su questo … Continue reading

Giga

Ombre sugli abat-jour, nel tuo dove sei, come sei, nel – ahi, tre mesi, dicasi tre, a long-drink di Cipralex & Alprazolam; fino a che un ‘I like’ sull’effebbì… Grazie, Tesoromio, … e che sarà mai o dolce ? Piuttosto, per aver salvato il culo dello sfondato monetario mondiale, eccoci qui, a farci pulci e pezze al suddetto; tanto più … Continue reading

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Prospettive vicine allo zero assoluto si delineano in seguito ai giorni in cui il mondo pareva contenuto fra la linea della vita e le scintille emanate dagli occhi… …percorrere la strada definitiva non è che la sorte prefabbricata di una primavera simile ai clamori quantici del tuo riso soffocato sulla notte

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Bucami l’anima… Sembrava un imperativo, un’imposizione disperante; ma tutto divenne facile come seguire il percorso della terra. Sai bene che per colmare le lontananze è sufficiente ascoltare il rumore della tua oscurità. Fare di te il lusso sfrenato di queste nostre ore, e della tua fica emblema inespresso per i giorni delle nostre assenze

Ostinato

  La congerie dei baci al mezzo del cammin d’esto show dove non sussiste parola. Potessimo davvero evitarle, le parole; o costruire l’edificio con poche lettere. Eh, no, no, esse sono erranti per inerzie sconosciute. E ci provocano quel pavor che alcun abbraccio potrebbe dissolvere. Nemmeno morta potrai dirti al sicuro. Omen o scelta, il particolare è superfluo: fammi piuttosto … Continue reading

STORIE DI TERRA, DI ACQUA, DI FUOCO, DI ARIA

IV       Sì tosto come l’ultima parola per la ricerca dell’aria serale racchiusa nel riso sulle lotte degli dèi; ridente teomachia ai canti delle corvine sopracciglia consunte in volute marmoree; profonda l’aria, sulla tua rotula scura, scivola alle onde delle dubbiose razionalità; sum cogitans, per la ricerca del manto serale che avvolge la gola soffocata dalle effusioni cromatiche … Continue reading

STORIE DI TERRA, DI ACQUA, DI FUOCO, DI ARIA

II       Rosa fresca aulentissima supporto del mobile intagliato sul tronco di leziose virtù; col favore di scaramucce tra dèi quasi estinti con lo straniamento di nuove religioni; venimmo dalle origini del fuoco fluttuando su estasi temporali; vedemmo fiamme ammansire fiere urlanti nelle buie cavità delle intelligenze pregenetiche e cantammo, sapendo che luci tremarono veloci al dipanarsi delle … Continue reading

STORIE DI TERRA, DI ACQUA, DI FUOCO, DI ARIA

III       per me si va nell’etterno dolore allo strillo dell’iguana che arrotola sensi di schiuma, scivolosa iguana che aspetta tremando di scintillare calori; calori ai sensi di schiuma, la novella di schiuma parla ai tuoi sensi gusto di pelle d’iguana, folgorante nel carpire alla lingua umori schiumanti; sussulta, mia iguana estiva, puntando raggi verdastri sulla trachea urlante, … Continue reading

Storie di terra, di acqua, di fuoco, di aria

amor, ch’a nullo amato amor perdona come la luna e le sue falci; come le gazzelle lontane, atterrite dai lunghi tam-tam della memoria; come acque sorgive dal pallido nitore poscia che fummo al quarto dì venuti da nubi d’occhi piangenti; come vessilli magnetici d’occhi d’humus; come tracce ancora fresche d’occhi eloquenti galeotto fu ‘l libro e chi lo scrisse come … Continue reading