SLOW

(dateci le rose, noi penseremo alle armi) La pubblicò Mariella*, la Numerocrasìa: potenza anacolutica! Forse rimandavo a Sollers in modo peregrino, boh. Ti narrerò di quando lo stivale del capitano ebbe il vezzo di carezzare la Regina… troppo intimo, così non ci siamo. Le scritture la fanno da bisturi per ogni angolo urbano, altrimenti non si spiega il tuo a … Continue reading

da IL SENSO DEL MERAVIGLIOSO

Io, come macchina mi guardo bene dal dire carne e da anticipare sono come tu sei avido d’essere e io, essere senza nulla rivendicare; poiché in me è immanente ciò che fu carpito dagli io altri. Benedette quelle luci di pupille che lallano ludici territori. Essere è produrre in fonetica esultanze di vocalizzi non esiste morale che non sia regressa … Continue reading

Festa del vino (a C.B., a Jules Laforgue)

La grande tradizione dei tuoi baci Di qui al cielo e sugli annali di storia Certo non la banale architettura Della notte voyeuse ed insaziabile Ché per parodiare le parodie Deformai Helsinore con Laforgue E rantolai: ”Bene, vita, a noi… tre!” Senza chiedere perdono e espiazione Perché non ebbi amici ma ritratti D’infanzia in società e l’infanzia come Mondo e … Continue reading

Pavàna

Tra le volute di fumo e l’acidume imbottigliato si puttaneggia, si bovareggia, si sànguina; il contratto sanguineo gode di mille proroghe, di generazione in generazione. Ed ecco la nudità così attesa, la vera linea che spartisce le acque. O, per caso, avresti l’ardire di sostenere che una generazione vale l’altra? Guardati dall’imitare i miei pensieri, per cortesia! Quanto mi catturi … Continue reading

Close-up

Le notti bianche… al buio o ad una tenue luce scarlatta dove i contorni sfumano per lasciare corpi indifesi che si delineano fondendosi nelle proprie ombre ma nemmeno per sogno si ha una realtà così nitida, nemmeno per alcool e lacrime, e vita liquida sparsa sul tuo ventre come la più dolce delle negazioni. Quanta vita vuoi ancora reclamare tradendo … Continue reading

Océan

Océan Non mancava nessuno, nemmeno tu in forma di nebbia. O forse eri la nebbia stessa; alcuni ti chiamano bruma, come brumosi i tuoi sorrisi in prima serata. Tutti i treni erano pieni di ricordi in veste umana e di fumo. Solo quello inseguito da te era vuoto. Ma era davvero il tuo. Mica c’è poesia in quest’ordine tutto edificato … Continue reading

NOTTURNO

Venne la grande soirée, in mezzo la calca udii il fruscio del vestito più bianco e quasi non mi mossi. Presi tempo, o il tempo mi prese. Forse andò così. Birra alla spina, spinosa, e nervi a posto. Richiamato all’ordine… La pianti di fissarmi con antico rimprovero? Vero è che lo scribente pagliaccieggiava un po’con commenti pecorecci su questo ed … Continue reading

Terminal

1) out/in Time Domani e domani e domani, per un giorno ancora saremo qui a contare. Senza direzione o via oscura, gli iniziati sanno… Anche la musica piange, pure perviene ad un canto virile, quasi un consiglio. Il mio essere schiavo alle catene dell’oggi, ieri, domani è tutto mano, timone, prua. Così tangibili i silos del porto così lontano e … Continue reading

frammento da CANTI TOLEMAICI Vol. II (Bastogi Editrice, 1993) – in forma quasi salmodiante…

Mi canterai l’Africa delle mille stagioni, le sabbie silenti senza clamori. L’Africa mi canterai, muto felino morente insieme alle genti fuggite verso Occidente per il grande Atlantico, per conoscere diverse solitudini tra i mari di folla. Africa, curva di un altro pianeta, corpo africano sudato diamante di Trasvaal, catalessi del sangue, saliva di decrepito sciamano; Africa di ancestrali medicamenti, arie … Continue reading

senza titolo

Gli incontri precedono meteore ad alta frequenza e nessuno sa avvedersene poiché il senso teme le afasie dell’attesa. Dovremmo toccarci definitivamente nell’istante in cui il pensiero rotola fra le secche delle attitudini metafisiche sorvolando le minuzie programmatiche ad ogni aria di fiocchi a caduta di spillo, segno contraffatto d’amplesso a gas di parapioggia. Come non prendere a nolo ciò che … Continue reading

Senza titolo

Le ore sono dunque poligoni, tempi e giorni di quelle forme anche fallaci, sostituibili dall’esattezza dei raggi solari sui grigiori cancerosi dei collettivi. Oppure il sagomare di un’idea del ‘noi’ tra i laghi più puri del cosmo e i verdi del fresco gagliardo quando i pavoni, presi a ruspare in perfetto orario, attraggono umidità in giostre di rifrazioni. Forse i … Continue reading

da “Terra bruciata di mezzo(fra Vespero e Lucifero) – Matisklo Edizioni 2013

Questo tempo scandisce parole diverse, i campi dopo la corvée diventano poco a poco l’esilio dei ritrovi e degli abbracci. Certi pischelli rimasticano slang ed argot e tirano ad azzeccare il tuo profilo nelle elettroagende, il nome della tua residenza quando più a nord è solo una diaccia tana e non sanno dei portenti inscenati qui, nella terra mediana, tra … Continue reading

Deriva del noi… (sintonia 0)

Deriva del noi… Nella deriva mnemonica desiderammo ricomporci nel gesto di carezzare le ali di sottili arpie realiste, fregiandoci pure di un’idea dell’esistenza: non si riusciva ad esumare o a dar corpo ad alcunché di sintonico. Per qualche secolo ci si occupò del tentativo di ovviare agli inconvenienti esterni che contribuivano ai torpori dell’es , nientemeno. Si arrivò pertanto alla … Continue reading

Sine die

I formicai si snodano nell’ora et semper, nella magnitudo della reina splendidissima al fulgore del quaternario, stretta di anche rivolte alla bidimensione del tempo. Viene dipinta la fabula terminata con l’annuncio neoprovenzale in termini di unità di respiro sulle terre riscoperte senza timore nel lieto abbandono della tenzone giocosa. Poi la vita è presa per mano, le giovani stelle carpite … Continue reading

senza titolo

C’erano vene d’afa fuori del discount, si perdevano spalancandosi ad estuario sebbene il pane fosse calmierato soltanto in quell’occasione ma qualcuno sapeva intuire la divisibilità dell’atomo, fra un’elemosina e un calcio in culo perché la branda non poteva contenere troppe braccia affamate. Le briciole sapevano di napalm allorché vennero sparse corolle di panteismo in vista di cuori palpitanti nell’Agorà, e … Continue reading

da “Terra bruciata di mezzo (fra Vespero e Lucifero)” – Matisklo Edizioni, 2013

…si diceva la notte, le sue intelaiature, i silenzi seguiti allo scempio; e tuttavia la risacca si limita a decrescere i ricordi ritmando i fremiti dei lombi; come quando recavi il corbello di limoni accompagnata al riverbero delle sparatorie, lo stesso imprudente sculettare… atti che si perdono come i ricordi della casata, una successione di secoli fra le polveri dei … Continue reading

dalla sezione “L’amor fluido” (“Canzoni di cortese villania – Puntoacapo Editrice, 2008)

Potremmo azzardare al buio la morte e reputarla risibile sorte a fronte di rughe e pelle sguarnita ma pure, all’ultimo istante di vita, farai di te scrigno, cara consorte, e al sonno soave schiuderai le porte. Pensa… noi nella stanza ripulita e un sogno deragliato fra le dita. Tu, Bauci, un tempo la daina stupenda io, Filemone, che proietta i … Continue reading

dalla sezione “Quotidiane seduzioni” (“Canzoni di cortese villania” – Puntoacapo Editrice, 2008)

A voce bassa leggiamo poesie per non coprire il flatus cicalante degli urogalli al mordoré incessante di fine giorno. Il sole, per vie ligustri, sghisa lingue di foschie sulle spalle inferme dell’ansimante costiera allorché la falce insinuante dell’ara mundi risuona le mie iniziali tracce impresse sul nome tuo affidato a un passato mai avvenuto. Perdiamo la chiave di svolta a … Continue reading

Discordo, da “Quotidiane seduzioni” – Edizioni del Leone, 2004

Lâchez oublier du coeur l’intensa allure soluta in manibus litterarum modo atipico saltando il futuro a piè pari. Verba currunt cava, non solo in principio; et raptæ, les étoiles, qui se brises dans le diluito concetto di mondo, replicando i dogmi in vorticoso girotondo. Dum captat et exsinuat vestigia spheræ, le noir quadrant pourri à la surface de larmes versées … Continue reading