Il regista dimenticato

    Esitò, quando il meteo tacque. L’occasione era propizia –si rese conto, spegnendo la radio–, ma la forza per attuare il “piano” (peraltro già studiato e preparato da tempo) tardò a presentarsi, lì per lì. L’anima non s’atteggiava all’ardimento, per dirla col poeta. Oh nessun problema, ad ogni modo, perché eccolo il rimedio: scherzare fra di sé. «Lo schiocco … Continue reading

Il tempo è un deposito bagagli

    Il tempo è un deposito bagagli: là ti rechi in abbondanza col fine di lasciarvi tal quale una valigia l’episodio più banale, sì perfino quello, della storia tua privata sia del vivere continuo che conduci fittamente ed erratico trascorri in questo mondo alla giornata. Gli anni, diligenti, (che impiegati scrupolosi!) a mo’ di ricevuta, ti porgono un ricordo.

Spiegazione di un giorno

    Il giorno che saltella lungo le impronte delle mie scarpe; il giorno che saluta frantumato, quasi appostato fra le dita. Ogni minuto è fluido di rumori: sbattono le ali contro pannelli d’aria. L’impatto vibra di scherno: è un lazzo di sdegno voluto dalla mia notte. -da Manto di vita (LietoColle, Como, 2005)-     Fotografia (modificata): Matthew Rutledge

Un’e-mail al canoista

    Il buio s’aggrava. La notte non s’appiana. Ai sensi del mio dolore (non immune da un ampio senso di colpa) mi sono inflitto e comminato cinque settimane d’insonnia. Rinnovabili. In altre parole, caro amico, per qualunque cosa (successi e fallimenti compresi) ognuno di noi rende a conto a se stesso, cioè alla propria coscienza. Per cui mettiamola così: … Continue reading

Il mondo analizzato

    Desideri esplosi nel cielo mimano le stelle. Regni abissali di morte, fiorita nel respiro di Dio; leggende di anime affogate nel buio sotto la volta di sentimenti castrati. Malinconia: il pensiero animato di sole rattrappito nel sonno di una dolce tristezza. E la morte vive all’inchinarsi del tempo all’imbrunire della voce in questa via del pensiero ghiaiosa d’amore. … Continue reading

Filosofia

    Parole e frasi sono gli intercalari del silenzio che smette, ogni tanto, di pronunciare il vuoto. Allora qualche indizio di materia deforma l’aria, descrivendo le pause del nulla prima che il silenzio si richiuda. (Le mani s’infrangono contro un gesto incompiuto)     Fotografia (modificata): April Killingsworth

Trattatello

    PREFAZIONE: le parole seguenti sono un fango di cellule nervose, tenute insieme dal silenzio. Il silenzio è un’isteria di solitudine che genera e accumula: prodotti temporali, energie cinetiche, reazioni di gesti a catena. I sogni, inseriti nella rassegnazione come in un programma di noia pianificata, sono gli arti di questo silenzio; o, se preferiamo, gli organuli ciechi del … Continue reading