Il suono dell’inferno

Questo silenzio. Un silenzio infernale. Da quando sei andata via mamma, non c’è più nulla in questa casa. Non c’è più il pavimento lucido e il tuo zn zn ritmico dello strusciare delle pattine. Ci mettevi due ore ad aprirmi alla porta, zn zn, dlin dlon, zn zn znznzn, acceleravi sempre quando poi bussavo e ti chiamavo da dietro la … Continue reading

hei, Siri

Ustione bialterale di terzo grado. “Vaffanculo alla spaghettata” pensò Francesca. Ciondolava per casa sbuffando irrequieta, 6 giorni e ancora nessun segno di ricrescita dei tessuti; ogni mattina a piedi in ospedale a farsi medicare, ogni mattina il dolore e la puzza delle garze intrise di puss. E poi nulla… Hey Siri….. L’unica compagnia che poteva cercare era attraverso i comandi … Continue reading

L’uomo finito

“Non mi avrai mica creduto così stupido” si rimise il berretto e fece per andarsene. “Se non credi ad una parola di tutto quello che t’ho detto lo sei, sei un idiota.” “Ma andiamo, nessuno ci crederebbe” Sfilai la pistola dalla tasca sinistra e gliela puntai dritta in faccia, mi sembrò che la sommità pendesse floscia come un mazzo di … Continue reading

Due poesie e due estratti de “I miagolatori” (Marco ed Oliviero)

UNA PESCA D’ESTATE (di Oliviero) Una pesca d’estate ricordo di notte rotondeggiante, profumi di spinelli di marijuana sulla scalinata di Sant’Ambrogio, carnosa succosa zuccherina, dolcissima profumata bianca, rossa, sottile vellutata Sicilia tratteggiata sulla spalla di una statua antica eterna che dondolava sull’amaca sospesa all’infinità del cielo e alla finitudine del Tempo —————————————————————————————- A picco, Come un veliero Sconfitto dalla bufera … Continue reading

DUE MODI

Dal momento che è questione di pochi giri di campo e zitti zitti ce ne andremo negli spogliatoi. Per quanto ci si voglia illudere che la comparsata della nostra vita possa significare qualcosa (qualsivoglia) o spettinare un capello al mondo. E nonostante ci si ostini a individuare all’orizzonte e nei fondi di caffè il segno certo che qualcosa resterà di … Continue reading

EDWARD

Nel cortile e nel giardino sul retro del palazzo in cui abito vivono tre gatti. Uno bellissimo, chiamato “Blu” da tutti , ha una pelliccia da persiano ma il muso e le striature tipiche del gatto europeo. Era stato anche “adottato” ma i suoi padroni ci hanno rinunciato perché scappava sempre, richiamato dalla strada. Malgrado le apparenze “aristocratiche” è un … Continue reading

Figli di mamma

Il mio nonno materno era un uomo minuto e silenzioso, abituato al lavoro da sempre, due occhi nascosti dall’ ombra un borsalino, quasi a non volerne mostrare l’ azzurro chiarissimo, così raro tra quelli della sua generazione. Un uomo tranquillo che mentre era in giardino o nell’ orto fumava le sue sigarette di nascosto per non sentire le prediche dei … Continue reading

Diario di un misantropo (neanche tanto) inconsapevole

Seduto qui, in un centro commerciale a guardare la gente. Osservo le cose, osservo come il marito sbircia le tette delle commesse mentre la moglie finge di non accorgersene e si compiace degli sguardi allupati di ventenni in branco o del giovane uomo che continua a” lumarla” con discrezione. Abbiamo tutti qualcosa da nascondere, sempre, e chi finge di no … Continue reading

Storia di un uomo steso a terra

Pablo aveva abbassato la serranda della lavanderia lasciando pantaloni e giacche nella penombra pomeridiana dell’arido agosto romano, erano giorni di piogge bollenti e torrenziali che duravano qualche ora purificando e portando ad ebollizione i marciapiedi per poi lasciare spazio al sole insistente. Aveva attraversato a piedi Viale Libia e Sant’Agnese Annibaliano, perché alle 17 e 30 il clima era più … Continue reading

Punti invisibili (racconto)

quando morì prendemmo noi il suo cane, e i bambini lo amavano ma lui tutte le sere aveva un lamento che somigliava al cigolio di una porta e si metteva a dormire lì all’ingresso come nella speranza di qualcosa. Portava sempre pantaloni scuri il professore e camicie un po’ logore, a quadri, che gli smuovevano l’umore statico del portamento e … Continue reading

RACCONTI DI UN GUARDIANO SVOGLIATO (1)

Ovviamente il ladro quando viene? Quando sono di servizio io. Ovviamente è così idiota da non accorgersi che ci sono le telecamere e che io lo vedo dal monitor. In effetti deve essere parecchio idiota uno che apre 13 TREDICI box nella zona garage per portar via non si sa bene cosa ( qualche bici, probabilmente, ho anche pensato che … Continue reading

Overdose

E i due Giovanni sfondarono la porta, visto che non rispondevo trovandomi privo di sensi sulla tazza del cesso, con la spada ancora nel braccio mentre un rivolo di sangue correva lungo il gomito terminando in un gocciolio che dal mignolo arrossava il pavimento capolinea anche per un filo di saliva che si allungava come una ragnatela dalla mia bocca … Continue reading

Hashish e mozzarella ( Parte 1)

Io e Marco lavoravamo a Roma, in una ditta all ingrosso con rivendita anche al dettaglio di mozzarella, sia di bufala che vaccina e altre specialità alimentari della Campania. La mattina alle cinque uscivo e facevo il giro delle consegne. Ristoranti, bar, salumerie, supermercati di tutta Roma. Torrevecchia, Casalotti, la Balduina, il Quartaccio, Ponte Galeria , Tor Pignattara, la Romanina, … Continue reading

Cercando di dimenticare il disastro del Golfo in visita a mia madre in Florida (di Terri Carrion)

  Dopo una lunga passeggiata nel centro di Hollywood, Florida, superate le coppie alla moda che cenano in ristoranti dal prezzo esagerato, superati i cafoni locali ubriachi che si spartiscono il territorio al bar sulla Octopus sidewalk e al pub irlandese Kelly’s, superato il banco dei pegni e lo strano G.D. bazar di abbigliamento femminile con quei due orologi anni … Continue reading

wo bist du, Fee Feuer?

Non so veramente cosa potrei mai fare con i vostri crucci da detenute in maglie gialle. Laura sbatte le lenzuola sul letto di modo che io possa aspirare polvere guardando fuori dalla finestra. Palazzi, è strana l’impossibilità di qualsiasi via di fuga, eppure sei voluta venire tu qui, non è vero? Sto pensando ad Apollo, il sole nel cielo, cavalli … Continue reading

Selfie Connection (di Marco Incardona)

  (da Bagatelle di inizio Millennio)   Se ne fa un gran parlare, tanto che la parola appare ormai come comune, quasi scontata, eppure il selfie rimane qualcosa di, ancora, largamente sconosciuto. Voglio dire sconosciuto dal punta di vista estetico, filosofico. I detrattori, numerosi e troppo frettolosamente lanciati in crociata liquidatoria, hanno contribuito a questa misteriosa confusione. Il selfie, come atto … Continue reading

IL CAMBIAMENTO

Poi ci troviamo su FB . “Quanti anni ” mi scrivi, fingendo entusiasmo, aiutato dal filtro da social network, dalla facilità con cui si riesce a recitare senza neanche troppo impegno, tanto basta una decina di punti esclamativi a rendere tutto cosi’ “fantastico “. Già. Quanti anni sono passati dal giorno in cui sono scappato, convinto che i miei mostri … Continue reading