CHE NON SUCCEDE

Dapprima sei china
sullo stelo che fiorisce e poi muore
le gambe code
l’una all’altra
d’aquilone in attesa del vento.

Con una mano ti riveli scostando i capelli.

Poi recluso
tra le tue chele contendendoti l’aria
galleggio nell’onda
che ci alza e ci posa.

Mi sospingi e respingi coi palmi.

Ancora.
Di me fai il tuo trono
da me ti alzi in volo
verso la neve che veste il soffitto
lasciandomi in basso.

Le tue braccia sono le maniche
di una camicia mossa dal mare.

Sono qui alla fine nei tocchi dell’alba
con tutto questo che non vuole lasciarmi
con tutto questo
che non succede

ma è dappertutto.

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