cose che restano

si perde tutto qui, tutto scompare: da parola a parola è un lento
cercare nell’aria il punto esatto, lo spiraglio, l’esatta provenienza.
Ho cercato -e non ho mai trovato- il modellino di un’Ascona verde,
la misura del tempo in una radiolina accesa nell’ora del silenzio,
l’occhio impaurito del cefalo, l’ipotesi d’oro.
E’ detta così la cura per i nomi: la traccia scolpita nei vuoti pomeriggi del cuore
dove cadere è rimanere in piedi
come sostando in un errore di navigazione.

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