dentro piccoli incendi

aspettare così che tutto si rinnovi, da una piccola ferita escano in fila tutti i segni ch’io teneva
in serbo di scolare, goccia a goccia, fino a bagnare i piedi del giorno
con parole di oscura lentezza come accoglimento, incanto, gestazione:
sentirne le radici donde un vuoto appoggio alla malinconia; e farne attese, ancora, da sentirci la notte annusando.
Scuotere tutto come per far cadere olive e poi condire l’aria di ricordi:
camminare distratto, sanguinando, dentro piccoli incendi di poesia.

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