Di lui

Come sempre i sassi
si staccano dagli armadi,
in assoluto
sono vernici bianche
a segnare i nostri confini
e sembra tutto reale
sul filo nero d’occidente,
le tracce di rame
sulla tela di cera.
Una volta ascoltammo
cantanti umili
distorcersi le voci,
solo per te,
per permetterti d’immaginare
uno scudo da decorare
e usare come feticcio.
I vecchi romani
combatterono disuniti
le loro ultime guerre,
amico, difenditi i fianchi scoperti
al freddo dei venti di Russia,
caro amico, rientra in trincea
a dormire. Se riesci ancora a parlare
è per via di quelle tue palpebre
indistruttibili. Mantieni ad un palmo
dal petto le fioriture spontanee
di ferite, sopravviverai
anche alla fama dell’Antico Testamento.

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