e abbaiamo e ridiamo

chiederei al tuo cane la via del mare
quale stradina odorosa di more e sassi
e quale nuvola seguire ora che sono nei tuoi occhi
e perdo sabbia guardando gli azzurri cinerini;

chiederei il sudore che piangi quando vedi troppo
e le parole che un cane vorrebbe dire
vorrei impararle a memoria,
saltare la linea d’orizzonte, fiutare il male;

vorrei che mi portassi sulla lingua un rumore di pioggia
da aprire piano la notte quando
il tempo si nasconde e noi accendiamo l’abat- jour
e abbaiamo e ridiamo e saltiamo l’amore

come pesci che saltano dalla finestra.

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