Ecchimosi

Vorrei il tempo
quel tempo per impararti
fissarti nei solchi
e ripassarti col dito
disegno per disegno
recitandoti la sera
come una preghiera
e ti direi salvami
e ti direi tienimi
con gli occhi al cielo
e le ginocchia a terra
guarderei la porta
che hai chiuso ieri
che aprirai domani
e sentirei i tuoi passi
farsi piccoli e stranieri
e annuserei l’impronta
quella delle mani
e l’ecchimosi del ricordo
che vira dal nero al giallo
e poi se ne va.

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