Edoardo Olmi

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PROMEMORIA

Devo smetterla di mangiare
le uova con la forchetta.

E.O. (Edonismo Ossessivo: nome d’arte di Andatino Di Cervelletto, per gli amici “Pesce Leso” o “Autismo Ascetico”) è nato a Roncisvalle dopo la presa di Costantinopoli, e prima del crollo dell’Unione Sovietica; con l’atrio destro alla Napoli bakuniniana e demoniaca, e il ventricolo sinistro alla Spagna del 1936.

Dopo essersi adeguatamente alcolizzato e psicotropato vicino all’universo punk a cavallo del terzo millennio, ha iniziato a sospettare qualcosa quando ha udito una diciassettenne chiedere entusiasta al padre catto-socialista di andare insieme al concerto dei Punkreas.

Nel 2010 ha dunque pubblicato una prima raccolta di poesie, Il porcospino in pegaso, con la quale nel 2012 ha vinto il Premio Puppamelo 2006.

Da allora suoi testi sono apparsi sulle riviste Collettivomensa e Prospektiva, sui blog di Words Social Forum, Scrittori precari; e tipo qualcos’altro che sicuramente adesso si dimentica…

Ha collaborato anche col Nucleo Negazioni e con Tabula Rasa, la trasmissione di letteratura di Radio Onda Rossa.

Insieme ad artisti del calibro di John Fitzgerald Vattelappesca, Minnie “la scheggia” Bortolazzi, Emaciato Durruti, Otorino Malasuerte, Addolorata Dell’Anno; e grazie alla sapiente regia di Berardo Denunzio Cencetti, ha curato per TelemaMmolo la fortunata serie televisiva, Tanto va la gatta a largo, che ci lascia lo zio Pino.

Parla spesso da solo, giacché ritiene di dire cose molto interessanti… gestisce un blog, ma anche no, all’indirizzo http://cornadipavone.wordpress.com/.

Oltre che di questo branco si sovvertiti, è membro anche della Rome’s Revolutionary Poets Brigade.

Attivo fin dal Liceo in ambiti pacifisti e libertari, nel 2009 ha invece dato vita all’esperienza di CUSA http://cusa.noblogs.org/.

Qualche anno prima, aveva infatti giustamente rischiato il linciaggio della folla alla 3 giorni punk’abbestia di una centro sociale per essersi recato con spocchia al sound system, aver interrotto No feelings dei Pistols nell’attimo di massima vertigine autocelebrativa, ed aver proclamato – con aria da intellettuale esistezialista, e pure libertario – <> delirio onnipotente.

Da allora sembra essersi convinto che roba tipo i contenuti, l’attivismo, la poesia e la letteratura, o peggio ancora la non violenza, possano diversamente contribuire a costruire un mondo ed una vita migliore…

Morirà illuso.

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