Giampaolo Giampaoli

  • NIENTE

Mio è il niente,
sottinteso e mai espresso
assumerlo mi rende sereno.
Parola che non posso dire
se descrivo calde o fredde
circostanze dello spirito,
per stolta integrità,
per semplice amarezza.

 

  • SOGNO

Lo spirito vigila
in disaccordo con i sensi,
il suo cibo immagini,
nel mio sperare
disteso mi conduco al sonno.
Forme di un’estetica irreale
variata da pensieri nascosti,
furtivi dolori e vergogne
si traducono in piacere
nel momento del prolungato riposo.
Non mi chiedo se il male
in antitesi si ripercuote,
tortura di ogni esistere.
Mi sveglio per riempirmi
di sensazioni lievemente appaganti,
solo un altro momento,
solo adesso i secondi riprendono
incalzanti.

 

  • RIBADITE

Parole ripetute, ribadite
alle orecchie di sordi,
al desiderio dell’anima
di elevarsi nel pieno volo
liberatorio, librato nel profondo.
In te non vorrei mai premerle
con voce scortese,
nel tuo corpo crescente
un giorno tempio di saggezza
nella sprovveduta spontaneità.
Fissarle per farne bagaglio
di mute esperienze spezzate
sul loro insorgere caparbie,
indebolite e sprecate,
destino a lungo già condiviso
che non mi abbandona.
Inatteso vorrei lasciarti
vivere e soffrire, dolcemente
apprendere e consumare
il nettare amaro che modella
la dignità,
se ne avrò la forza compirò
un atto di giustizia.

 

  • AEDO

Mi cullavo nelle tue promesse,
aedo bugiardo narratore
di illusioni svelate
dall’unisono rimpianto,
di sterili visioni vaganti
contraffatte alla solita umanità,
civiltà di altere prospettive
solo nella materia che
svilisce la dignità
di un animo creativo.
Ti rivedo fiero nei falsi ideali,
corruttore nel tuo sguardo,
perso in un oblio a cui
sofferto più non partecipo.

 

  • DISTANZE

Distanti gli sforzi della mente
per architettare un destino inusuale,
percepito e subito svanito, soffuso.
Mi attendi nel tuo scarno giaciglio
per avere gettata comprensione,
dovuta per mancato riguardo
alla totale piegata umanità.
Portatore di pensieri funesti
involontario assolvo il mio ruolo,
un teatro senza spettatori paganti
il nostro vivere diverso e vicino
nell’aliena felicità, tu della materia
io di una materia di pensiero
deforme, incompleta, delusa dall’esistere.
Distanti gli sforzi della mente
nel concepire ed elaborare il niente,
ho goduto di una rinata stabilità
quando ho visto oltre lo schermo
il tuo viso sereno nel dolore,
la materia malata non piega lo spirito
come una mente deforme.

 

Biografia

Giampaolo Giampaoli è laureato in storia contemporanea e ha svolto il dottorato di ricerca presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa, discutendo una tesi sulla storia dell’emigrazione dai paesi della montagna toscana. Insegna materie letterarie nella scuola secondaria di primo grado.

Nato a Lucca il 12 febbraio del 1973, dopo la sua prima raccolta Diario di poesia per Prospettiva Editrice è seguita la silloge Frammenti, realizzata in e-book per il sito dell’Associazione Cesare Viviani di Lucca. Sono stati anni importanti per la formazione dell’autore, caratterizzati dalla collaborazione con varie riviste letterarie sia come poeta sia come articolista, tra cui “Progetto Babele”, presso cui ha lavorato anche come redattore per la selezione dei testi, e la rivista “Opposto”.

Recentemente il sito “Poesie in versi” ha pubblicato la sua ultima raccolta La qualità dei sentimenti esclusivamente in e-book, uscita parallelamente all’intensificarsi dell’attività di recensore attraverso la collaborazione con le riviste Mangia Libri e Pagina Tre. I suoi interessi si restringono alla poesia, alla letteratura noir e alla promozione di manifestazioni culturali. Altre liriche di Giampaoli sono state pubblicate dalla rivista “La Recerche”, dove si possono leggere anche alcune sue recensioni di opere di poeti contemporanei.

Come ha scritto Caterina Trombetti nella prefazione a La qualità dei sentimenti “L’autore attraverso la sua sensibilità poetica condivide con il lettore le necessità intellettuali ed emotive alla base di una vita che si consuma nella lotta per la serenità, mai pienamente raggiunta, fonte del dispiacere e della crisi psichica..”