In morte di Mirta

Mirta a prendermi ora per mano.

Al melograno fiorito di rosso tendo

del tuo giardino e si ricompone

l’affresco nella mente, attimo che

è un’intera vita sottesa alla tua morte

da te stessa causata. Ritornerò alla

tua villa e la Madre mi accoglierà

e non ci sarà compassione per te.

Anima di Dio, anem’e Dio così donna

in carriera e architetto e ballerina.

La Madre ed io non piangeremo.

E stai ora infinitamente in Cielo

senza rimpianti e di noi più felice.

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Raffaele Piazza

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