In un dì di festa

 

picasso

 

 

 

E’ una tavola curva

con il piatto che scivola

e pietanze a confondersi

tra desideri nascosti

sotto campane d’argento

che trattengono il fumo

l’odore e l’ardire

 

e mani sotto si cercano

( quasi in preghiera)

e occhi sopra si lasciano

tra gesti confusi

e sedie che ballano

l’equilibrio precario

 

tirato

tenuto sospeso

spezzato e spiazzato

dal mago di turno

che toglie tovaglie

 

e semina i resti

del pane di ieri.

 

 

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